Ultimo aggiornamento 19 Ottobre 2026
CROCODILE ROCK
Elton John compose il brano in un tempo record (meno di 30 minuti) mentre si trovava in Francia. Per quanto concerne il testo, non è un ballo realmente esistito, ma una danza immaginaria inventata dal suo storico collaboratore, Bernie Taupin, per catturare l’energia spensierata degli anni Cinquanta.
Aprirà la puntata di domenica di “Non ho l’età”, in onda su Radio Ticino dalle 13:00 alle 14:00 e che potrete seguire pure televisivamente, sintonizzandovi sul Radio Ticino Channel.
Quindi:
Gianna Nannini & Marracash (“America Inc.”), Drupi (“Sereno è”), Francesco Baccini (“Qua Qua Quando”), Mina (“Un’estate fa”), Giusy Ferreri (“Ciao amore, ciao” ), Antonello Venditti (“Roma capoccia”/”Bomba o non bomba”), Adrian Gurvitz (“Classic”), Boney M. (“Rasputin”), Zucchero (“Donne”/”Senza una donna”), Gary Moore & Phil Lynott (“Out In The Field”), Richard O’Brien (“The Time Warp“).
A PROPOSITO DI GIANNA
C’è anche lei, come detto, fra gli artisti che animeranno la prossima edizione di Moon & Stars: sarà di scena in Piazza Grande giovedì 15 luglio 2027.
Per la quinta volta.
Precedentemente, vi aveva fatto tappa nel 2011 (condividendo la serata con Joe Cocker), 2015 (Carlos Santana), 2018 (Scorpions) e nel 2025, nell’ambito del tour estivo. Il concerto rientra nel “Giannagold – Celebration Tour – Live 2027”, che partirà a marzo dai palasport italiani per poi spostarsi in Europa.
UN SOGNO CHE SI È SQUAGLIATO
“Giannagold” celebra i 50 anni di carriera della cantante ed è una ricca raccolta composta da 29 brani, 4 dei quali inediti, tra cui i singoli “America Inc.” (con Marracash) e “Meraviglioso errore” (scritto con Brunori Sas e Dimartino), 10 grandi successi completamente riarrangiati in chiave orchestrale, incisi ad Abbey Road insieme alla prestigiosa Orchestra Sinfonica di Londra, nonché storici pezzi che hanno consacrato l’artista come una delle icone del rock europeo.

Copertina di “California”, terzo album di Gianna, contenente “America”; a destra, quella della nuova versione del brano.
Tornando ad “America Inc.”, si tratta di una nuova versione rivisitata e attualizzata del celebre successo del 1979, un dialogo tra generazioni che fotografa la fine del “sogno americano” e la disillusione del presente. Come dichiarato dalla cantante alludendo alla copertina, «si è squagliato il sogno e il vibratore a stelle e strisce, ora è America inc.». Il singolo anticipa anche la ristampa limitata dell’album “California”.
ANCORA BAMBINI …
Ho conosciuto Gianna grazie all’amico Peter “Zumi” Zumsteg, mitico manager zurighese, nonché cofondatore dell’agenzia di spettacoli Good News, il quale, ricordiamolo, l’ha lanciata a livello internazionale.

Zurigo, tanti anni fa.
In seguito ci siamo rivisti più volte, e non sempre per parlare di musica.
È capitato, infatti, anche di doverle dare una mano nel mobilitare, fuori orario e per di più di venerdì, un dentista di Lugano per ripararle un dente scheggiato (urgenza giustificata dal fatto che il giorno dopo doveva andare a Londra per realizzare un servizio fotografico).
Nel riportarmi con la sua auto (una BMW, se ben ricordo) dove avevo posteggiato la mia, mi fece sudare freddo, continuando a rimirarsi allo specchietto la dentatura appena “restaurata” ed elogiando la professionalità dell’odontoiatra cui l’avevo affidata, tutto questo mentre percorrevamo, quasi zigzagando, un trafficato lungolago.

Sempre disponibile, Gianna, anche in momenti di stress.
Alcuni anni fa, a Locarno, chiesi di incontrarla per “Il Quotidiano” della RSI. Gli organizzatori del festival risposero picche. Non dandomi per vinto, l’attesi ai piedi della scaletta che portava sul palco di “Moon And Stars”. Quando la vidi arrivare, truccata e con abiti di scena, la bloccai. Per nulla infastidita, anzi, quasi divertita, fece un cenno tranquillizzante alle guardie del corpo che stavano per allontanarci in malo modo, dopodiché mi invitò a dare inizio alla sospirata intervista.
SVIZZERA, MY LOVE
La cantante ha sempre avuto un rapporto speciale con il nostro Paese. In proposito ecco quanto da lei dichiarato, un paio d’anni fa, a una giornalista della “Schweizer Illustrierte”:
Nannini, ha uno stretto legame con la Svizzera: è stata a lungo gestita da uno zurighese. Come vi siete incontrati?
«Quando ho iniziato ad avere successo fuori dall’ Italia, ho cercato un manager adatto. Lo chiesi all’ allora impresario di Edoardo Bennato, Urs Ullmann, anche lui svizzero. Mi presentò un amico con grande esperienza internazionale: Peter Zumsteg. Siamo stati una squadra forte per oltre venticinque anni e siamo ancora in contatto oggi».
Le ha insegnato qualche parola di svizzero tedesco?
«Posso dire due parole: ‘Grüezi mitenand’. Trovo che sia dolce che in Svizzera le persone si salutino per strada o mentre fanno sport. Nessuno lo fa in Italia».
Che ricordi ha della Svizzera?
«Molti, molti. Vado spesso sulle piste da sci, l’ultima volta è stata l’anno scorso. Da bambina andavo ogni anno a sciare con i miei genitori a St. Moritz. Ho iniziato a fare snowboard quando avevo quattordici anni. Adesso scio di nuovo perché è quello che preferisce mia figlia Penelope».
Con il pubblico svizzero è amore da anni. Perché questo feeling?
«All’inizio della carriera ho tenuto concerti in Svizzera e mi sono esibita in festival che, all’epoca, raramente venivano organizzati in Italia. Penso che sia stato allora che ci siamo innamorati l’uno dell’altra».
ANIMALATINA
È, come sapete, il nome della band che il 12 novembre sarà di scena ad Arbedo per ricordare l’ immenso Lucio Battisti, artista con cui Gianni Dall’Aglio, Massimo Luca e Bob Callero hanno strettamente collaborato per anni.
Perché questo nome?, chiedono alcuni lettori.
Dall’Aglio: «A livello puramente musicale, la scelta richiama lo storico album “Anima latina” del 1974, un lavoro fondamentale in cui ritengo di aver espresso al meglio la mia creatività e il mio stile alla batteria».
Quanto a me, aggiungo che il disco rappresenta, musicalmente, una rottura piuttosto marcata rispetto ai precedenti. Da alcuni critici é considerato il capolavoro di Battisti degli anni Settanta, originale tentativo di fusione delle sonorità e dei ritmi latini con modalità espressive tipiche del progressive rock.

Alla realizzazione di questo e molti altri imperdibili dischi di Lucio, come detto, hanno partecipato Dall’Aglio, Luca e Callero, i quali ad Arbedo vi emozioneranno riproponendo i più amati pezzi dell’artista aretino e raccontando aneddoti riguardanti i tanti anni trascorsi collaborando con lui.
IL BALLO DI … GIULIANO
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