Ultimo aggiornamento 4 Aprile 2026
“HELP!”
Il primo evento?
Festival svoltosi al Mercato coperto di Giubiasco
il 3 giugno del 1973, di beneficenza,
il cui ricavato andò alla locale Civica Filarmonica,
che poi provvide a distribuirlo
ad enti meritevoli del Cantone.
Lo organizzai come “Boogie Woogie Agency”,
nome che non aveva alcun significato particolare,
ma che tanto mi piaceva.
Che ci volete fare, in quel periodo
ero esageratamente esterofilo.

I valmaggesi New Dick. Pimo a sinistra,
il chitarrista Giustino Genazzi.
Gruppi partecipanti:
Gong, che avevano inciso il singolo “Lost Thing” per Polydor,
Kiwi, Riddle Boys, Flying Dutchman, Life, New Dick
e
Les Aiglons.
(“clic” qui)

Io alle spalle di Claudio Brunelli,
batterista dei biaschesi Les Aiglons.
In un articolo di giornale
si accenna a un manifesto dei “Titanic”,
gruppo norvegese all’ epoca piuttosto gettonato,
manifesto che avrei regalato agli spettatori
(oltre ottocento);
non ricordo se mantenni
la curiosa promessa.

Fra i dischi pubblicati in quel periodo dai “Titanic”,
questo lp, “Eagle Rock”.
La band, tempo dopo, nell’ ambito del lancio della rivista
“Infomusic” (cui fece seguito, più avanti, “YOU”),
avrebbe dovuto tenere un concerto
alla “Taverna” di Ascona.
I musicisti arrivarono, ma non l’ attrezzatura,
a bordo del camion che la trasportava,
bloccato dalla neve ad Airolo.

Rieccomi, tra Tiziano Caprara e Mario Del Don dei
bellinzonesi Gong.
Tornando ad “Help”, tutte molto “Sixties”
le proposte musicali dei gruppi:
dai Beatles agli Stones,
dai Beach Boys agli Animals, passando
per i Cream di Eric Clapton.
Incasso delle spettacolo: 3’800 franchi,
una fortuna per l’ epoca!
I concerti si tennero nel pomeriggio,
la sera musicisti (una trentina) e sottoscritto
si ritrovarono in un vicino grotto per festeggiare la riuscita.
Mi chiedo:
pagò la Civica Filarmonica o provvedemmo di tasca nostra?
Non ricordo neppure questo.
IL “FREE CONCERT”
Il 21 ottobre del 1973,
all’ Autocentro Fiat Leoni di Riazzino,
“Free Concert”,
festival organizzato dalla “Boogie Woogie Agency”
in collaborazione con la ditta Tresoldi
(negozio di apparecchi elettronici)
di Locarno.
L’ esterofilia che imperversava a quei tempi
(e la scarsa conoscenza della lingua inglese del sottoscritto)
causarono fraintendimenti
e giustificate proteste da parte di alcuni spettatori
convinti che il “free” si riferisse al biglietto d’ entrata;
in realtà stava unicamente a significare che ai gruppi
era concessa piena libertà di scelta
quanto al genere musicale da proporre.
Fu comunque un successo, anzi un successone!
Nel lanciare l’ evento, la “BWA” precisò
che principale scopo era – si legge negli articoli di giornale –
“valorizzare la musica dei giovani ticinesi.
Contemporaneamente intendiamo offrire al pubblico
qualcosa che si differenzi dalla formula del concerto tradizionale;
vogliamo che i giovani stabiliscano
un contatto con i complessi ticinesi e soprattutto
imparino ad apprezzarli“.
Al festival, che fece registrare il “sold ou”, parteciparono
i Gulp di Bodio, i Flying Dutchman e i Riddle Boys
di Bellinzona e Les Aiglons di Biasca.
Particolarità del “Free Concert”,
i componenti di queste band
si presentarono indossando stravaganti abiti e,
in alcuni casi, con il viso truccato.
I Kiss ancora dovevano nascere!
Ospiti d’ onore Mister Sandmann e Tiyvanas,
che da poco avevano inciso un disco
prodotto da Umberto Tresoldi,
ed i “britannici” Gingo.
Il pubblico scoprì che era stato simpaticamente
preso in giro,
che i musicisti applauditi con calore erano in realtà ticinesi,
solo alcuni giorni dopo, quando
nella gettonatissima rubrica “Dal vivo” del “Dovere”,
della quale ai tempi ero redattore responsabile,
pubblicai questa poesia in dialetto, opera di Knobel:
Oilà soci, ghè scia gl’inglés
e i végnan da Orselina e da Bellinzona
e sonan ul roc en rol
mei da nüm ticines
e i parlan in inglés mésculà col dialètt:
l’ é senz’ altro una trovada
per fa püsé éfètt.
Anca nüm sèm dai da fa a trücass i occ e a bala,
ma la classe e la bravüra di inglés lasemala stà!

I Gulp.

I Riddle Boys.

Mario Del Don e Corry Knobel
dei “britannici” (in quanti ci credettero!) Gingo.
Dal “Giornale del Popolo” del 22 ottobre 1973
“Alla presenza di circa mezzo migliaio di giovani
si è tenuto domenica pomeriggio,
all’ Autocentro Leoni di Riazzino,
l’ attesissimo concerto pop organizzato
da Giorgio Fieschi della Boogie Woogie Agency.
Alla manifestazione hanno partecipato
alcuni gruppi musicali ticinesi che già godono
di una certa fama nel nostro Cantone.
Si tratta, per la precisione, dei Gulp di Bodio,
Les Aiglons di Biasca e dei due complessi bellinzonesi
Flying Dutchmann e Riddle Boys,
i quali hanno ottenuto un vivo successo,
dimostrando di avere raggiunto una maturità musicale
di un certo rilievo.
Il programma era completato da una formazione italiana
(Mister Sandmann e Tjyvanas)
e tre musicisti di oscura provenienza
(si dubita che fossero inglesi…).
Sul concerto, che è stato organizzato in modo perfetto
e che ha fatto registrare un ottimo comportamento
da parte dei numerosi giovani presenti,
avremo modo di ritornare nella “Pagina dei giovani”,
presentando in modo più dettagliato
i gruppi partecipanti e analizzando più profondamente
la parte musicale”.

Alcuni mesi più tardi,
per la precisione il 25 novembre,
domenica senz’ auto,
sempre come “Boogie Woogie Agency”,
sempre a Giubiasco, misi in piedi,
con la complicità dei Gong
(il citato Del Don, William Mazzoni,
Renato Reichlin e Tiziano Caprara),
un altrettanto frequentatissimo “Pop Party”,
tra il concerto all’ insegna della goliardia
e la pura festa da ballo.
Comunque, gran bella e divertente festa!
Occasione, pure, per – vedi locandina – lanciare
i futuri progetti della “Boogie Woogie Agency”.
GLI STANHOPE DI
MARCO ZAPPA
Nel dicembre dello stesso anno, la “B.W.A.” organizzò,
in collaborazione con
“Per noi giovani e il locale Basket Club,
un concerto degli Stanhope di Marco Zappa
alla palestra della “Terzerina” di Pregassona.
Stanhope che – si legge in una locandina –
«hanno finalmente trovato il batterista.
Il gruppo si sta preparando per la sua
prima uscita con formazione rinnovata».
Due le serate,
di scena pure i Break Out,
gli Old Time Ramblers
e l’ organista Hunka Munka.
TONI VESCOLI
Nel 1974 Toni Vescoli, leader delle (in quel periodo)
disciolte Les Sauterelles,
nonchè presentatore
ella Televisione della Svizzera Tedesca
di programmi per giovani e rubriche culturali,
pubblicò il suo primo album in qualità di solista,
“Information” (CBS).
Gli telefonai invitandolo a tenere, nell’ ambito di un tour,
un concerto nel Ticino, presso il Cinema di Acquarossa,
il 24 marzo.
Aprirono lo spettacolo
i bellinzonesi Flying Dutchman
ed i biaschesi Les Aiglons
rinforzati da un coro femminile.

La cartolina promozionale del singolo “The Byrd”.
Il concerto, pomeridiano,
fu l’ occasione per promuovere
il primo numero di “YOU”,
mensile d’ informazione musicale
ideato dal sottoscritto
con Renato Reichlin e Mario Del Don.
RIECCO GLI STANHOPE
Sempre presso il Cinema di Acquarossa, la “B.W.A”
organizzò, il 20 ottobre dello stesso anno, un concerto
con gli Stanhope di Marco Zappa
e il cantautore luganese Fiorenzo Roncoroni.
Per gli abbonati a “YOU”, sconti.
Locandine, come le altre, da me graficamente
(e dilettantisticamente) realizzate.
I LYONESSE
Nel novembre del 1974
– fra i tanti che ne diedero notizia c’ è
nientepopodimeno che
la prestigiosa rivista italiana “Ciao 2001” –
i Lyonesse, per iniziativa della neonata YOU Productions,
subentrante alla “BWA”,
in collaborazione
con Elf Artists e la Cramps Agency
(quella dei mitici Area),
fecero tappa, nell’ ambito di un tour,
alle Scuole Nord di Bellinzona.

Folk (celtico, se ben ricordo)
quello proposto dai Lyonesse,
guidati da Mireille Ben, francese di nascita
e ticinese d’ adozione,
che abbinava
la pratica della musica alla ricerca.
Fra i componenti della band, il ticinese Pietro Bianchi,
ai tempi fidanzato della musicista.
QUANTI FANS!
Il 4 maggio del 1975,
presso la Nuova Casa Patriziale di Claro,
concerto degli argoviesi Freeway 75,
fra i pionieri svizzeri del blues,
che da poco avevano pubblicato (per Vertigo!)
il loro primo ed unico lp, “Boozed”.

“Spalla”, i Flying Dutchman.
Organizzatori: “YOU” e il mensile “Passerella”.
Dinu Logoz, cantante ed armonicista dei Freeway 75,
nel suo recente libro “Schweizer Blues Pioniere”
(Blue Nose Editions)
scrive:
“Rientravamo, stanchi morti, dalla Toscana.
Claro è un piccolo nido non lontano da Bellinzona.
Ero convinto che nessuno sarebbe venuto ad ascoltarci,
pertanto supplicai ‘subito a casa’.
‘Non se ne parla!’, rispose
perentoriamente il manager Peter Wälti,
‘contratto è contratto’.
Ebbe ragione, fino a quel momento
non ci era mai capitato di esibirci davanti
a un pubblico tanto numeroso ed entusiasta!”.
“YOU PRODUCTIONS”
L’ 8 marzo,
sempre alla
Nuova Casa patriziale di Claro
(Phonogram nel promuovere il tour indicò,
erroneamente, una “Festzelt”), si esibì
un’ altra band targata Vertigo,
i TEA, il cui primo album
era da poco stato votato
dai lettori della gettonatissima rivista “Pop”
“miglior ’33 svizzero del 1974”.

Cantante della grintosa band, Mark Storace,
che anni dopo sarebbe diventato front man dei Krokus.



Anche per aprire questo concerto
furono mobilitati i Flying Dutchman.

L’ occasione servì per informare,
tramite un volantino, che:
“Dopo un solo anno di vita, scompare la rivista musicale ticinese
“YOU”, che i giovani del cantone avevano accolto
con un certo entusiasmo.
I redattori del mensile
(che non sempre è uscito puntualmente, purtroppo)
sono stati costretti a prendere questa decisione
per svariati motivi.
Vediamo di elencarne qualcuno.
Innanzitutto si è dovuto far fronte
ad un improvviso ed esagerato aumento
del prezzo della carta (oggi ci risiamo!, ndr);
secondariamente è venuta a mancare la pubblicità,
che non è solo l’ anima del commercio,
ma anche l’ unico mezzo,
almeno nel caso delle pubblicazioni a tiratura ridotta,
per evitare perdite finanziarie.
In terzo luogo non tutti i collaboratori di ‘”YOU”
si sono dati da fare per garantire l’ esistenza della rivista.
Conseguentemente è capitato che,
dopo i primi numeri,
il corpo redazionale
si sia ridotto a due-tre persone.

Mark Storace.

Il pubblico.
Per evitare il deficit,
si è fatto ricorso a parecchi compromessi:
la riduzione del numero delle pagine,
l’ uscita irregolare, la pubblicazione di speciali “fogli”
(spediti unicamente agli abbonati)
destinati a sostituire i numeri normali
e la realizzazione grafica in proprio.
Si è altresì dovuto rinunciare
alla distribuzione nelle edicole,
poiché la società che se ne incaricava
ha sempre preteso
il cinquanta per cento degli incassi.
Perdite finanziarie, fortunatamente,
non ve ne sono state,
ma neppure guadagni,
che avrebbero permesso di migliorare il giornale
con l’ aumento delle pagine
e la copertina a colori.
L’ unica soddisfazione è venuta dai giovani ticinesi che,
acquistandolo all’ edicola o abbonandosi,
hanno sempre sostenuto il mensile.
“YOU” ha per contro avuto fortuna
nel settore dell’ organizzazione concerti
(Toni Vescoli, Freeway 75, eccetera),
ed è appunto in questa direzione
che intende continuare.
Scompare pertanto la rivista,
ma rimane la “YOU Productions”,
che in un certo senso sostituisce
la nota “Boogie Woogie Agency”.
“YOU Productions” svolgerà molteplici attività,
naturalmente sempre e solo a livello dilettantistico.
Fra l’ altro si occuperà
della pubblicazione di speciali opuscoli
(che usciranno irregolarmente e unicamente
quando potranno essere pagati dalla pubblicità)
e dell’ organizzazione di concerti.
Gli spettacoli “YOU Productions” sono destinati a favorire
in particolare i gruppi ticinesi.
Il programma d’ attività 1975 della ex-“B.W.A.”
prevede l’ organizzazione
di parecchi concerti di una certa importanza.
Parola d’ ordine: portare avanti la politica dei prezzi bassi.
Il costo dei biglietti non supererà,
per gli ex-abbonati, i sette-otto franchi”.
“POP TICINO 1”
Il 25 ottobre del 1975
presso la Casa patriziale di Claro
si tenne la prima edizione di “Pop Ticino”,
festival organizzato da “YOU Productions”
in collaborazione con Martin Music
(negozio locarnese di strumenti musicali gestito
dall’ ex Nightbird Corry Knobel)
e il mitico “By Pinguis” di Bellinzona.
I gruppi:
Redgrave Generation, Iconoclast,
Pictures of Us e New Dream
(guidati da Frank D’ Amico).
Ospiti d’ onore, i Wir di Coira (GR).
Il 13 dicembre dello stesso anno, sempre a Claro,
seconda edizione di “Pop Ticino”.
Solisti e gruppi:
Marco Zappa e Knobel Brothers
(Mario Del Don all’ armonica e al basso),
Anthemis Gra Springtime, Round The Corner
e Fiorenzo Roncoroni.

I Round The Corner.

Terzo da sinistra, il regista T.S.I. Fausto Sassi.
Per l’ occasione la Televisione della Svizzera Italiana
inviò una troupe, preceduta da una lettera
in cui il produttore Angelo Fassora
(del quale, anni dopo, sarei diventato collega)
scrisse:
“Abbiamo inviato una squadra film per realizzare
un servizio sul concerto pop da voi organizzato a Claro.
Verrà trasmesso martedì 6 gennaio 1976 alle ore 18:00
e replicato il sabato successivo nell’ ambito di “Ora G”,
la nostra trasmissione dedicata ai giovani.
Vi ringraziamo per la cortese collaborazione,
sulla quale speriamo di poter contare anche in futuro
e inviamo i più cordiali saluti”.
Dal canto suo, la Radio della Svizzera Italiana
mise in onda registrazioni fatte durante il festival
nel corso del programma pomeridiano “Il Piacevirante”.
Ed ecco cosa scrisse su “Dal vivo”,
gettonatissima pagina settimanale
del quotidiano “Il Dovere”
da me gestita per anni,
Jacky Marti (in seguito mio direttore alla RSI):
“Sono arrivato a Claro a spettacolo già iniziato
e non ho purtroppo assistito a tutte le esibizioni,
Sono entrato in sala (o perlomeno ho cercato di entrare,
considerato l’ affollamento)
mentre sul palco un gruppo bellinzonese
si stava sbizzarrendo con un “hard-rock” vecchia maniera.
Una musica di effetto, un tantino anacronistica,
se volete, ma suonata con pulizia e precisione
e che può regalarci ancora oggi
una carica emotiva di sicura presa sul pubblico.
Il gruppo mi ha suscitato simpatia
per la modestia dimostrata
e per la comprensibile emozione.
All’ ascolto di ‘Born to be Wild’ degli Steppenwolf
la mente è vagata per un attimo in un nostalgico
passato da leggenda.
Corry Knobel e Mario Del Don li conosco da anni:
due vecchie volpi del pop di casa nostra,
con tanta esperienza sulle spalle e amore per la musica.
Quasi quasi erano due pesci fuori d’ acqua,
in un ambiente di giovanissimi.
Ma Ray Knobel, il timido discepolo,
ha levigato il contrasto senza timori riverenziali.
Devo confessare che mi sono divertito assai
all’ ascolto di alcuni ‘traditionals’,
interpretati senza grosse pretese,
ma con garbo e raffinatezza.
Una ventata di genuinità acustica di stampo americano
filtrata dai vocalizzi elvispresleyani del vecchio Corry.
Non potevano mancare come ‘bouquet’ finale
due pezzi dei Beatles.
Il concerto, che è stato trasmesso lunedì
dalla Radio della Svizzera Italiana nel corso del ‘Piacevirante’
(a proposito, Mister Del Don: avevi smarrito il mio indirizzo?)
ha mostrato al pubblico ticinese
uno strumento quasi inusitato dalle nostre parti,
ma che gode di grande prestigio
sulla scena country-blue grass:
la slide guitar.
Dulcis in fundo, il barbuto Marcus Zappa,
meticoloso come sempre, ha fatto tutto da solo
ed ha offerto una ulteriore prova
delle sue tangibili doti tecniche:
davvero ingegnere del suono.
Buono il sincronismo con le registrazioni-base,
applauditi i suoi ‘virtuosismi’.
Mi sembra tuttavia lecito chiedere
se è veramente preferibile totalizzare
l’ attenzione del pubblico
esibendosi da solo.
A parte la parentesi del dialogo
con il flauto di Lilo Piemontesi,
si è infatti notata una certa freddezza
e mancanza di comunicazione,
rimediabile certo con l’ innesto di altri musicisti.
Non dimentichiamo che il pop è nato anche
come espressione di gruppo, in contrapposizione
da quella delle stars della ‘leggera’,
che si ergono a protagoniste
con l’ orchestra in ‘back-ground’.
Annotazioni critiche a parte,
la serata ci è apparsa
tutto sommato riuscita, gli spettatori si sono divertiti.
Ed è ciò che conta.
Occorrerà continuare
con questa politica di promozione dei gruppi di casa nostra,
a condizione che nessuno si monti la testa
e si crei soverchie illusioni.
Il buon dilettantismo, in tutti i campi,
può avere la meglio su un cattivo professionismo.
L’ importante è rendersi conto
dei propri limiti e ovviare con slancio, entusiasmo,
impegno e anche modestia.
Basta: mi accorgo di diventare odiosamente paternalista”.
“THE MOST EXCITING
ROCK-SHOW IN
SWITZERLAND!”
Scritta che campeggia sulla locandina
annunciante l’ arrivo dei grigionesi Sucker
(nome alquanto sospetto …).
La band, reduce dalla trasmissione
della Televisione della Svizzera Tedesca
“Rock Over Switzerland”, tenne un concerto,
sempre a Claro, il 3 aprile del 1976.

“Spalla”, i bellinzonesi Riddle
(cui si era unita la cantante locarnese Romana Guenzi,
che in seguito, per l’ etichetta “You Productions” incise un disco).
Gli altri Riddle:
Marco Ghittoni al basso, Michele Biaggi alle tastiere,
Ivano Torre alla batteria e Marco Domeniconi, cantante.

Serata presentata da
Patrick Allenbach,
(simpaticamente) folle animatore
della Televisione della Svizzera Romanda, nonché
della seguitissima trasmissione pop
“Les canards sauvages”.
GLI ISLAND
Sempre per iniziativa di “YOU Productions” e ancora a Claro,
il 5 giugno 1976, esibizione degli zurighesi Island.
Aggiungo, a titolo di curiosità,
che precedentemente il cantante Benj Jaeger
era stato front man dei mitici Toad.
In quell’ occasione la (prog) band,
ispirata da gruppi come i King Crimson
e con all’ attivo un album oggi molto ambito,
“Pictures” (Round Records), mise in scena l’ opera rock “Pyrrho”
(pure questo, lp apprezzatissimo dai collezionisti).
Serata aperta da Corry Knobel
(che aveva sfornato il singolo “Love Me Or Leave Me”)
e il fratello Ray.
BEBA, LA PIÙ FAMOSA
ROCK WOMAN
SVIZZERA
Mesi dopo, il 20 novembre, la Sala patriziale di Claro
ospitò i grigionesi Lear,
guidati da una delle più famose cantanti rock svizzere,
Beba Kürnsteiner.

Manager del gruppo:
l’ indimenticato Heinz Meier
della zurighese Free & Virgin Agency.
“Spalla” dei Lear, Fiorenzo Roncoroni.
IL DISCO DELLA
GUENZI
Nel 1977 “YOU Productions”,
con il sogno di svolgere attività
pure in
ambito discografico,
sfornò un singolo – “Catfish”,
sul retro “Dreamaway”,
composti da Corry Knobel -, di Romana Guenzi,
front woman della corale Gambarogno Singers
del maestro Silvano Pelloni.
D’ eccezione la band che fece da “spalla” alla, a quei tempi,
giovanissima cantante locarnese:
oltre il citato Knobel alla chitarra, il fratello Ray al basso,
Eliano Galbiati alla batteria
e Joel Vandroogenbroeck alle tastiere.


Per quanto concerne Vandroogenbroeck,
fra i pionieri della musica sperimentale,
vanno in particolare ricordati gli album
“Cottonwoodhill”, “Psychonauts” e “Celestial Ocean”,
realizzati con la sua band, i Brainticket.
Da ricordare pure che, tra il 1971 e 1972,
l’ apprezzatissimo polistrumentista belga partecipò
all’ incisione della prima opera rock italiana,
“Orfeo 9” di Tito Schipa jr., suonando il sitar.

Tornando al vinile della Guenzi,
la (peraltro elegante) copertina
fu ideata e realizzata
dal fotografo bellinzonese Walter Piccoli,
il quale, purtroppo,
non si avvide di aver commesso
un grossolano errore di stampa:
“Catfisch”, con la “c”, alla tedesca,
anziché “Catfish”, all’ inglese
(errore ripetuto sull’ etichetta interna del disco).
Studio nel quale vennero incisi i due pezzi, copia esatta,
come strumentazione, degli studi Abbey Road di Londra:
“La Basilica” di Milano,
ex – chiesa la cui parte corrispondente al coro,
quella originariamente riservata alle monache,
nel 1960 divenne sala di registrazione
della Emi/La Voce del Padrone
eche, fra il 1969 e il 1982, fu gestita dalla PDU di Mina.
Contrariamente a quanto previsto, “YOU Productions”
in seguito non pubblicò altri dischi,
e questo non per colpa del buon Piccoli,
bensì per scarsità di mezzi finanziari.
Dall’ “Eco di Locarno” del primo marzo 1977:
«Terza esperienza discografica
per la giovane cantante locarnese Romana Guenzi.
In questi giorni, infatti, è stato pubblicato
un nuovo singolo, contenente due composizioni
di Jay C. Corry, al secolo Corry Knobel:
“Catfish” e “Dreamaway”.
Alla realizzazione del disco
– distribuito da YOU Productions
(agenzia che nel Ticino ha organizzato
diversi concerti di una certa importanza) –
hanno collaborato, oltre il chitarrista Corry Knobel,
il fratello Ray (basso),
Joel Vandroogenbroeck (tastiere, flauto)
ed Eliano Galbiati (batteria, ex Nightbirds).

Romana Guenzi con i Round The Corner.
Le registrazioni sono state effettuate
negli studi PDU di Milano
nel dicembre dello scorso anno.
Ricordiamo che recentemente Romana Guenzi
si è unita ai bellinzonesi Round The Corner,
con i quali in autunno effettuerà una tournée nel nostro cantone».
IL “LIVE AID”
DEI
MUSICISTI TICINESI
Il 29 e 30 ottobre del 1977 presso l’ appena rimodernato
Mercato coperto di Giubiasco si tenne la prima (ed unica) edizione
di un festival principalmente destinato a promuovere
gruppi rock e da ballo nostrani.
Cioè:
Silver Sound, La Pantera Rosa, Pegasus, Quinta Dimensione,
Gli Amici, I Delfini, La Nuova Esperienza, Iconoclast,
Brainstorm, Marco Zappa And Friends, Les Aiglons
e Trio Riviera.


Ospiti d’ onore, i Rock Vereinigung Winterthur,
reduci dal Festival di Montreux e che da poco avevano inciso,
per Polydor, il singolo “Real Fine Woman”/“C.C. Rider”.

Eccomi con uno dei due chitarristi dei
Rock Vereinigung Winterthur e …

l’ indimenticato organizzatore di concerti luganese
Sandro Blanditi (Frank Zappa, Uriah Heep, Peter Tosh, eccetera)
e Marco Zappa.
Festival, quello svoltosi al Mercato coperto di Giubiasco,
organizzato da “YOU Productions” in collaborazione con la
Società Musicisti Ticinesi, come detto,
destinato a – da un articolo di giornale dell’ epoca –
“far conoscere maggiormente i problemi che i complessi di casa
devono affrontare nello svolgere la loro attività”.
«Problemi reali,» – parole di Armando Fiala, presidente della S.M.T.,
nonché tastierista della Nuova Esperienza –
«basti pensare che negli ultimi mesi quattro complessi si sono sciolti.
La concorrenza proveniente dall’ estero, in modo particolare dall’ Italia,
è spietata e in molti casi sleale.
È successo che alcuni gruppi si siano esibiti
sprovvisti dei necessari permessi rilasciati dallo Stato.
Se i nostri musicisti attraversano momenti difficili,
la colpa non è però dei complessi che provengono da oltre confine
(nei confronti dei quali non nutriamo rancori,
anche loro cercano di lavorare dove e come possono).
I responsabili delle nostre difficoltà sono certi organizzatori
che ci ignorano completamente».
Sempre Fiala:
«È giusto che si portino nel Ticino grossi nomi,
ma per quanto riguarda i cosiddetti ‘supporters’, o gruppi-spalla,
si può benissimo ricorrere ai complessi ticinesi,
che hanno sempre saputo farsi apprezzare dal pubblico.
Alcuni di essi esistono da più di dieci anni.
Ciò significa che non suonano poi così male!».
E ancora:
«La nostra non è da considerarsi un’ iniziativa antistranieri.
Dei complessi ticinesi fanno parte molti stranieri.
Semplicemente pensiamo sia giunto il momento
di dare un aiuto concreto ai gruppi locali,
prima che scompaiano definitivamente».
Un folto pubblicò seguì i concerti e partecipò ai balli,
ma non si registrò il “tutto esaurito”.
Motivo, si legge in un altro articolo:
«A Cadenazzo, proprio sabato e domenica,
erano in programma le tradizionali Feste di ottobre
(presente il popolare gruppo italiano Equipe 84).
Questa manifestazione ha indubbiamente “rubato”
ai musicisti della S.M.T. una grossa fetta di pubblico.
Purtroppo nel Sopraceneri, quando si organizzano
spettacoli di una certa importanza,
lo si fa sempre in concomitanza …».
Poco dopo, per divergenze interne,
la società si sciolse.
“YOU Productions”, invece,
come vedrete leggendo i prossimi capitoli,
per molti anni ancora continuò l’ attività.
IL “ROSPO”
Fra i gruppi elvetici che ho amato fin dagli inizi ci sono i Toad,
i “Cream svizzeri”.
La prima volta che li ingaggiai, se ricordo bene,
fu nel febbraio del 1978.
Vic Vergeat (chitarra e canto), Werner Fröhlich (basso e canto)
e Cosimo Lampis (batteria e canto) si esibirono
nella sala di un noto ristorante, il “Castello” di Biasca.


Da un ritaglio di giornale:
“Il trio, dopo aver inciso alcuni LP’s
(“Toad” e “Tomorrow Blue”), nonché vari singoli,
aveva deciso, qualche anno fa, di sciogliersi.
Il successo riscosso dall’ album “Dreams”,
apparso dopo lo scioglimento del gruppo,
e le insistenze dei discografici da una parte
e del pubblico dall’ altra,
hanno però indotto Vic e compagni
a rimettersi insieme”.

“Questa volta – dice Cosimo Lampis – andremo fino in fondo.
Ai concerti che terremo questo mese in Svizzera farà seguito
un’ importante tournée negli Stati Uniti. Siamo decisi a sfondare.
Laggiù il pubblico è difficile, particolarmente esigente,
ma siamo certi di avere le carte in regola per riuscire
ad attirarci la sua simpatia e la sua stima”.
In effetti i Toad, pur essendo ‘Made in Switzerland’,
sono un gruppo di livello internazionale.
Basti pensare che il chitarrista Vic Vergeat
è stato richiesto da formazioni quali
i Blood, Sweat And Tears, l’ Average White Band
e gli Isley Brothers».

Il concerto biaschese,
tenuto nell’ ambito del tour “Toad On The Road”,
servì al trio, cui fecero da “spalla” i Rage
(musicisti giamaicani, iraniani ed americani),
per promuovere un nuovo singolo, “Baby You” (Phonag),
poco dopo seguito da una raccolta, “Best Of Toad” (Phonag).
Aggiungo, a titolo di curiosità, che,
nei quattro anni durante i quali i Toad furono inattivi,
Vic Vergeat si unì alla band di Patty Pravo,
Werner Fröhlich girò la Svizzera con gli Shifter e gli Island,
mentre Cosimo Lampis svolse attività di turnista a Londra.
LA (PRIMA) REUNION
DEI NIGHTBIRDS
Il 9 aprile del 1978, al Cinema Pax di Locarno,
di scena i resuscitati Nightbirds.
Due concerti, uno al pomeriggio, l’ altro la sera,
seguiti con interesse pure dalla stampa d’ oltre San Gottardo
e dalla Televisione della Svizzera Italiana,
che sul posto inviò una squadra per le riprese.
«Con questa reunion» – precisò un portavoce di YOU Productions –
«non intendiamo cadere nella mitizzazione,
bensì offrire uno spettacolo insolito, originale.
I più giovani scopriranno un complesso
che è stato fra i primi ad importare nel nostro cantone
le musica e i costumi del Beat».

Chris Achermann, Roby Wezel, Mario Del Don, Eliano Galbiati,
William Mazzoni, “Charlie” Demarco e Corry Knobel
durante l’ esecuzione di “Yellow Submarine”.
Fra quanti assistettero alle esibizioni di Eliano Galbiati e soci ,
Jacky Marti, il quale, sul Corriere del Ticino
(titolo: “Felicemente superato il rischio della celebrazione”),
così commentò:
“L’ era beat muoveva i primi passi rivelatori
e subito fummo intaccati anche noi.
Nacquero i primi complessini all’ acqua di rosa,
i primi strimpellatori di chitarra,
i primi ‘due centimetri di capelli in più’
che facevano storcere il naso ai nostri padri.
Fu l’ inizio di una stagione scintillante,
vissuta da noi di riflesso con l’ illusione di toccare con mano
ciò che i ragazzi inglesi vivevano in prima persona.
L’ avvento dei ‘Nightbirds’,
protagonisti intoccabili del beat nostrano, ci esaltò.
Tutti noi, quindicenni o poco più, ci riconoscemmo nella loro musica,
nell’ atteggiamento e nell’ abbigliamento.
Le loro canzoni furono le nostre,
la mitizzazione di un nuovo ‘stile di vita’
appreso dai ritagli di giornale
e da lunghe ore trascorse ad ascoltare Radio Luxemburg.
I contorni erano ancora nebulosi ed incerti.
Per noi ‘sbarbatelli’,
i Nightbirds rappresentarono
il risveglio dal torpore di un letargo,
nel loro riflesso identificammo la radice beat
che ci sconvolgeva nel profondo.
Il proseguio della storia li vide in vita per parecchi anni,
fino al 1970.
Le speranze ben presto deluse,
forzatamente rannicchiati nella nostra provincia,
senza quel coraggio di emergere
che si sarebbe comunque confermato un’ illusione, su questi lidi.
Infine, deposti abbozzi di successo e ambizioni,
si persero per strada, lasciandoci un’ immagine nitida
e un ricordo piacevolissimo.
Ieri, dopo lustri di dimenticatoio, si sono ritrovati a Locarno,
quasi per gioco, ad offrirci un rigurgito nostalgico,
una festa di emozioni risucchiate dagli anni
per riannodare i fili di una smunta leggenda,
per ricordare ai ‘teenagers’ (pochi)
che tutto ebbe inizio allora,
in quegli scantinati che noi volentieri
identificavamo con il ‘Cavern’ di Liverpool.
Il rischio di questa celebrazione era evidente:
lo spettro di una sublimazione, il ‘revival’ che si morde la coda
disarcionato dall’ attualità.
Niente di tutto ciò.
I ‘Nightbirds’ hanno suonato bene,
hanno soprattutto divertito.
La loro coesione occasionale
non si è mai trasformata in epitaffio,
non ha mai richiamato
la lacrimuccia dei rimpianti.

Eccomi con la band dopo il concerto
Primo a sinistra, Werner Fröhlich,
bassista dei mitici Toad.
Su questi appunti frettolosi potrei soffermarmi
sulla bravura e sulla professionalità di Corry Knobel,
sul ‘feeling’ di Mario Del Don,
sulla disinvoltura scenica e sulla raffinata voce
di William Mazzoni,
sui limiti più che accettabili del vigoroso Eliano Galbiati,
e così via.
Preferisco annotare semplicemente
che si è trattato di una buona esibizione,
di un concerto onesto, umile e soprattutto sincero».
STORICA REUNION DEI RIBELLI
E CONCERTO DEI KROKUS
Tra maggio e giugno del 1978 “YOU Productions”,
in collaborazione con il Rugby Club Ticino,
organizzò una serie di concerti, un paio dei quali storici.
“Location”:
capannone delle feste, campo militare di Bellinzona.
Il “la”agli spettacoli venne dato, il 27 maggio,
dalla locarnese Corry Knobel Band
e dal varesino Roberto Carlotto,
in arte Hunka Munka, reduce da un periodo con i Dik Dik.
CORRY KNOBEL: “CLIC” QUI.
HUNKA MUNKA: “CLIC” QUI.
Fecero seguito, il 3 giugno,
i Rock Vereinigung Winterthur.
Una settimana dopo, il 10 giugno
fecero tappa in città i mitici Ribelli
(formazione originale, mancava solo il greco Demetrio Stratos),
che riuscìi a rimettere insieme a
distanza di otto anni dallo scioglimento.

Da sinistra, Angel Salvador, basso,
Natale Massara, sax, Silvio Pozzoli, canto e chitarra,
Giorgio Benacchio, chitarra e un greco di cui,
purtroppo, non ricordo il nome, tastiere;
nascosto, Gianni Dall’ Aglio, batteria.

Nello studio giubiaschese del fotografo Walter Piccoli fece seguito,
per festeggiare la storica reunion e il successo della serata,
un altrettanto memorabile party.
RIBELLI: “CLIC” QUI
Il 18 giugno 1978 fu la volta
– altro evento che, come la reunion dei Ribelli,
suscitò particolare interesse –
dei Krokus, che da poco avevano pubblicato
“To You All!” per Phonogram
e avviati sulla strada del successo internazionale.

Fu il primo concerto di Chris Von Rohr e soci nel Ticino,
ricordato anche perché (causa l’ alto volume della musica)
dovette intervenire la polizia comunale!
RAMBLERS:
DOPO IL ROCKPALAST
IL TICINO
Il 18 e 19 maggio 1979, al Ristorante Castello di Biasca,
di scena i tedeschi Ramblers.
“Spalla”, i Wanted.

![]()
La band era reduce da un’ applauditissima esibizione
nell’ ambito del prestigioso e seguitissimo
Rockpalast di Essen, in Germania.
Particolarità del festival:
artisti relativamente sconosciuti si esibivano
unitamente a stars di fama internazionale,
come Peter Gabriel, Police e Who.
Numerose band e musicisti
divennero famosi grazie a queste serate;
fra i tanti, gli ZZ Top e Bryan Adams.
L’ ultima edizione ebbe luogo nel marzo 1986,
con i tedeschi BAP, che anni prima “YOU Productions”
aveva portato in piazza del Sole a Bellinzona
per un concerto aperto da Enzo Jannacci
e intitolato “Milano incontra Colonia”.

Il 9 giugno, al Cinema Ideal di Giubiasco, fu la volta
degli zurighesi Whipping Post,
che da poco avevano pubblicato un “live” per Metronome,
e dei ticinesi Turns (band di Claro).
QUEL FAMOSO
ANDREAS
Sempre all’ Ideal
e sempre per iniziativa di “YOU Productions”,
il 3 marzo dello stesso anno, splendido concerto
degli Hand In Hand, superband che aveva pubblicato il singolo
“Good Night Little Town”.
I componenti:
Hardy Hepp (ex Krokodil), Max Lässer
(ex Toni Vescoli Band), Philippe Kienholz (ex TEA),
Heinz Krapf, Hubi Huber, Beat Aschwanden
e Andreas Vollenweider.
“Bis” la sera dopo presso l’ Aula Magna di Trevano.

Ricordo ai più distratti che Andreas Vollenweider
è fra i musicisti svizzeri più conosciuti nel mondo,
specialmente negli Stati Uniti,
dove negli anni ’80
fu un’ icona della musica «New Age»,
categoria in cui vinse
addirittura un Grammy Award nel 1987.
Per la capacità evocativa della sua musica,
è stato descritto come un “pittore del suono”.
Anche chi non lo conosce
ha probabilmente già sentito la sua arpa ritmata
e le sue melodie un po’ sognanti,
usate come tappeto musicale in tantissimi
documentari televisivi.
Ha collaborato con vari artisti internazionali,
tra i quali Zucchero, Branduardi, Pavarotti,
Carly Simon e Milton Nascimento.
ARRIVANO I LUCERNESI
FLAME DREAM
Nel 1980 conobbi e strinsi amicizia con Peter Wolf,
leader dei lucernesi Flame Dream, i “Genesis svizzeri’.
Con lui organizzai diversi tours, il primo dei quali destinato
a promuovere l’ album (Phonogram) “Elements”.
Queste le date: 16 gennaio, Kursaal Locarno; 17,
Cinema Excelsior Chiasso; 18, Aula Magna Trevano;
20, Ristorante Castello, Biasca.
ED I CANADESI
CARMEN & THOMPSON
Dal Corriere del Ticino del 31 maggio 1980:
«È in arrivo nel Ticino un complesso rock canadese,
la Carmen e Thompson Band.
Darà un concerto al ristorante Castello di Biasca
(“spalla”: la Nuova Libertà, ndr) già questa sera,
mentre domani pomeriggio sarà
al Cinema Movie di Giubiasco.
Organizzatrice della mini “tournée” è l’ agenzia bellinzonese
YOU Productions, che torna,
dopo una pausa abbastanza lunga,
alla sua primitiva attività.
Nel frattempo quest’ agenzia si è data
anche ad altre operazioni,
sempre nel campo artistico.
Annuncia infatti che sta preparando
una produzione televisiva sui Jethro Tull.
Il gruppo canadese che gli appassionati di rock
potranno conoscere in questi due giorni a Biasca e Giubiasco
è composto di sei elementi:
Phil Carmen (canto, chitarre e tastiere),
Mike Thompson (canto e basso), Ralph Burn (sassofono),
Ajah Mathur (chitarra), Philipp Martin (chitarra)
e Peter Langacher (batteria).

Carmen & Thompson all’ Ideal di Giubiasco.

Dopo il concerto.
Suonano insieme da qualche anno
e hanno anche inciso un disco, “Time Moves On”,
distribuito in Svizzera dalla BB Records di Lucerna.
È un album in circolazione da diverso tempo,
e ascoltandolo lo si sente.
Un rock melodico, dolce, morbidissimo.
Quasi d’ altri tempi.
Piacevole da ascoltarsi, senza dubbio,
specie per chi ha ancora nelle orecchie gli accordini (?!, ndr)
dei Beatles
e soprattutto le più recenti produzioni di J.J. Cale e Roger McGuinn.
Non crediamo però che questo disco dia veramente
la dimensione del rock che la band fa ora.
Tant’ è vero che il complesso ne sta già preparando un altro.
L’ occasione è dunque buona per verificare
la maturazione di questi canadesi.
In altre parole se sono riusciti a mettere del ‘feeling’
nei loro strumenti, se hanno colto le vibrazioni,
certo tutt’ altro che sdolcinate,
che oggi attraversano quasi tutto il rock,
specie in Europa.
Con loro, a Giubiasco, si esibiranno i Brainstorm,
gruppo locarnese che recentemente
ha tenuto un concerto a Lugano (Trevano).
Sono abbastanza noti in Ticino.
Ed è una notorietà ben meritata.
Fanno un rock anch’ esso con reminiscenze passate,
anche con una buona dose di attualità.
L’ ultima volta che li abbiamo sentiti ci è parso che,
vista la buona tecnica e la non poca ispirazione,
non potevano che migliorare.
Saranno, per la band canadese,
una spalla senz’ altro stimolante“.
CANADESI?
Solo tempo dopo venne a galla
che Carmen & Thompson non erano canadesi,
come il loro management
aveva dato a credere, bensì svizzeri.
La storia.
Negli anni ’70 Herbert Hofmann,
cresciuto tra Francoforte sul Meno e Lucerna,
decise di adottare il nome d’ arte Phil Carmen e,
nel 1975, di fondare, con il bassista Mike Thompson
(Marcel Galuzzi, probabilmente italo-svizzero),
il duo Carmen & Thompson, per proporre
principalmente musica country.

![]()
Poco dopo venne pubblicato un album, “Time moves on”,
dal quale venne estratto l’ omonimo 45 giri,
gettonatissimo in Italia durante l’ estate 1980 e che partecipò
alla Mostra Internazionale della Musica Leggera di Venezia,
come pure alla finale di “Vota la voce” a Bologna.
Nel 1981 Carmen & Thompson presero parte al 31°
Festival di Sanremo con “Follow Me (“Se amore vuoi”).
Seguì un altro 45 giri nell’ autunno dello stesso anno
intitolato “Five More Days”.
Più tardi, Carmen fondò i Picar Studios a Stein am Rhein,
dove incise due album da solista.
Nel 1985 la svolta, il ritrovato successo
con l’ LP “Walkin’ The Dog” e il singolo “On My Way In LA”,
cui, nel 1986, fecero seguito l’ album “Wise Monkeys”,
numero uno nelle classifiche svizzere,
e il singolo “Moonshine Still”.
Ultimo album di successo di Phil Carmen
(che poi fondò la country band Clover Leaf),
“City Walls”, del 1987.
Nel 1993 Phil ritentò la conquista delle classifiche
senza grandi risultati, con l’ lp “Skyline” e, nel 1996,
pubblicò “Bob Dylan’s Dream” con covers
di brani del suo musicista preferito.
IL CBS FESTIVAL
Visti gli scarsi risultati nel tentativo di rilanciare
l’ Ideal di Giubiasco con, tra l’ altro, il cambio di nome
(Cinema Movie), nell’ autunno del 1980
i proprietari del rinnovato locale decisero
– l’ annuncio durante un’ affollata conferenza stampa –
di rinunciare alle proiezioni e affittarlo
a organizzatori di manifestazioni
ricreative e culturali.

A dare il “la”, il 25 e 26 ottobre,
la neonata rivista “Tempo Libero” e YOU Productions
con un inedito festival, il CBS Festival.
In programma un’ esposizione di gadgets, t-shirts,
vinili, posters e cartonati concernenti gli artisti
della prestigiosa casa discografica americana,
la proiezione di una serie di 16 mm
(concerti di Santana, Chicago, Supertramp, Toto, E.L.O.
ed altre famose bands)
e i concerti dei ginevrini
Tickets e degli zurighesi Trampolin.
Per l’ occasione “Tempo Libero” pubblicò
un numero speciale, nel cui editoriale
si legge:
“Uno dei principali obiettivi di YOU Productions,
che da più di un anno opera pure in campo discografico
e televisivo, é di sostenere i musicisti pop svizzeri
maggiormente meritevoli.
Nel Ticino hanno così fatto tappa
Toni Vescoli, i Toad, i Whipping Post,
i Flame Dream e molti altri artisti.
Chi segue l’attività dell’agenzia bellinzonese
ha poi avuto modo di riascoltare gruppi che non esistono più,
ma che hanno avuto in passato la loro importanza,
non solo a livello nazionale
(alludiamo in modo particolare ai Nightbirds).
Qui occorre aprire una piccola parentesi per rilevare che,
contrariamente a quanto i maligni hanno voluto far credere,
tali manifestazioni non sono state organizzate
per accontentare i nostalgici,
bensì divertire il pubblico
con proposte indubbiamente originali.
Lo scopo
(il successo di affluenza e la calorosissima accoglienza
riservata ai musicisti parlano chiaro)
è stato conseguito.
Sostenere i gruppi e i solisti di casa nostra,
si diceva.

Per tener fede all’ impegno, YOU Productions
dedica questa volta attenzione ai ginevrini Tickets
e agli zurighesi Trampolin, due formazioni molto preparate,
il cui curriculum è particolarmente interessante
(Festival di Montreux, Versilia Rock, eccetera).
Ma perché abbinare la proiezione di film
e un’ esposizione a concerti?
Ebbene,
sono in molti coloro che hanno scritto a ‘Tempo Libero’
(che con YOU Productions ne cura l’organizzazione)
per ottenere informazioni
sulle attività svolte dalle case discografiche
e le possibilità d’ impiego offerte dalle stesse.
Si è dunque voluto soddisfare queste richieste
(l’ iniziativa verrà ripetuta, se avrà successo)
chiedendo la collaborazione
di un prestigioso marchio:
CBS!
Chiaramente l’ informazione fornita
nel corso della manifestazione giubiaschese
sarà ridotta all’ essenziale, ma, crediamo,
in grado di interessare.
Due giornate, quelle proposte da YOU Productions
e Tempo Libero, alle quali vale la pena di partecipare“.
LA MEDAGLIA
Fu un successo, al punto che la direzione
della succursale svizzera
dell’ importante casa discografica,
con sede a Zugo, scrisse facendo presente,
dopo averci ringraziato pure per
l’ impegno profuso a favore
dei Tickets e dei Trampolin:
“Una manifestazione del genere
nel nostro settore non si era finora mai vista,
speriamo che l’ esempio faccia scuola.
Siamo disposti a sostenervi con piacere
anche in futuro“.

MEMORABILE
CAPODANNO
Da ricordare pure il party di fine anno,
che si tenne presso il “solito” Cinema Ideal.
Protagonisti:
Gianni Dall’ Aglio dei Ribelli (batteria),
Van Patterson, membro dei Trans Europa Express,
band di “Domenica in” di RAI Uno (chitarra),
Mike Fraser, prima con i Senate
e poi i Primitives di Mal (tastiere)
e Roberto Masala (basso).

Gianni Dall’ Aglio

ed io a brindare con la band.
Memorabile seratona, che, come vedremo più avanti,
fu riproposta alcuni anni dopo a Sant’ Antonino,
Grono, Minusio e Giornico.
PRECEDENZA
AGLI AC/DC!
Come mai i Bitch non si sono esibiti a Giubiasco
lo scorso 14 dicembre?
Interrogativo posto nell’ editoriale
del quarto numero della rivista “Tempo Libero”,
in edicola nel febbraio del 1981.
“In molti si pongono la domanda,
nonostante da parte di alcuni quotidiani
sia già stata fornita la spiegazione.
Che è semplice:
avendo avuto la possibilità di fare da spalla agli AC/DC
in occasione del concerto tenuto a Zurigo
proprio in quel giorno,
il complesso ha chiesto di sciogliere il contratto
che lo obbligava a suonare nel Ticino.

Bitch in concerto a Giubiasco.

Sotto la scritta:
io e, alla mia sinistra (con gli occhiali),
il mitico Heinz Meier
della Free & Virgin Agency di Zurigo.
Principale obiettivo di YOU productions
è sostenere i gruppi di casa,
così non abbiamo voluto rompere le uova nel paniere,
soddisfando la richiesta del quintetto.
Trovare una band rimpiazzante in breve tempo non è stato facile;
alla fine i nostri sforzi sono stati premiati:
è infatti stato possibile ingaggiare i Methusalem,
formazione poco nota, ma valida.
Il gesto, molto apprezzato dai Bitch,
ha loro consentito di conseguire
interessanti risultati a livello promozionale
(allo spettacolo degli AC/DC
hanno assistito oltre undicimila persone!).
Negli scorsi giorni è stato firmato un nuovo contratto,
che la band si è impegnata a rispettare ad ogni costo,
anche se all’ ultimo minuto
dovessero presentarsi occasioni più interessanti“.
“Spalla” dei Bitch, di scena all’ Ideal l’ 8 febbraio,
i ticinesi Shrinkages.
RIECCO I DREAM
Ai Bitch, sempre all’ Ideal, fecero seguito,
il 21 e 22 marzo,
i lucernesi Flame Dream,
nell’ ambito di un tour
destinato a promuovere il terzo album,
“Out In The Dark” (Vertigo).

Il gruppo, guidato dal cantante e flautista Peter Wolf
e al quale da poco si era unito Dale Hauskin,
chitarrista di Los Angeles, aveva cambiato produttore,
ingaggiando il londinese John Acock
(che ha lavorato con molti big,
tra cui Steve Hackett dei Genesis).
Imponenti, al solito, scenografie e light show
(per motivi di spazio, non tutto il materiale
potè però essere montato).
PASQUA ROCKETTARA
Festival rockettaro, quello che, in collaborazione con “Tempo Libero”,
YOU Productions propose, poco dopo, il 19 aprile, Pasqua,
sempre a Giubiasco.
Di scena i ceco/americani Crown, gli zurighesi Witchkraft
ed i locarnesi Powerage (guidati dal batterista William Renalia
e ai quali si era aggregato il bassista dei Brainstorm
Michele Kähr).

Dal numero 6 di “Tempo Libero”:
“I Crown hanno molto fatto parlare tempo fa,
quando a loro avrebbe dovuto unirsi nientemeno
che l’ ex-cantante degli Uriah Heep David Byron.
‘La necessità di trovare un nuovo elemento’
– spiega il batterista Karel Jahn –
‘è nata con la partenza di Patrick Mason.
Abbiamo pubblicato inserzioni su giornali specializzati,
uno dei quali è capitato nelle mani di Byron.
Il suo interesse nei nostri confronti ci ha fatto piacere,
ma abbiamo dovuto constatare che non era adatto
per portare avanti un lavoro di gruppo.
Dopo alcune prove, che possiamo ben definire drammatiche,
ci siamo resi conto che Byron non è più quello di una volta;
ora si è dato all’ alcool, che lo sta rovinando.
Fortunatamente nel frattempo è tornato Patrick’.
Meno difficoltoso è stato il reperimento
di un chitarrista che sostituisse
il dimissionario Peter Neil.
Il nuovo acquisto si chiama Bruno Eicher
e proviene dai disciolti Why Blood
di Lucerna.
Visto che abbiamo fatto trenta ci siamo detti:
facciamo trentuno!
Così abbiamo ingaggiato pure un pianista.
Si chiama Willy Steffen e lo abbiamo ‘rubato’ ai Fly Away“.
IL MINI TOUR
DEI MAIN STREET
Nel giugno dell’ 81
– per l’ occasione furono inaugurati
i nuovi manifesti pubblicitari
offerti dall’ allora gettonata bibita della Migros “Passaia” –
YOU Productions organizzò
un mini tour con i lucernesi
Main Street.

Tappe ad Ascona (Discoteca “Le Stelle”),
Lugano-Trevano (Scuola STS)
e Acquarossa (Cinema Blenio).
Da un ritaglio di giornale:
“Prima era una discoteca,
poi è stato trasformato in quel che potremmo definire
il tempio nostrano della musica jazz
(numerosi sono i grossi nomi che nel giro di
pochi mesi vi hanno fatto tappa),
ora è un locale dai molti usi:
si potrà danzare, ascoltare concerti e, anche,
seguire “acrobazie” di specialisti
del ballo artistico.
Si sta parlando, l’ avrete capito, di ‘Le Stelle’ di Ascona,
ritrovo essenzialmente per giovani,
che alcuni continuano a chiamare ‘Taverna’.
I primi spettacoli del nuovo corso
(quello precedente, come detto, è stato caratterizzato
da manifestazioni messe in piedi di corsa
e in modo poco professionale)
riguardano due formazioni per metà svizzere:
Main Street di Lucerna e Tickets di Ginevra.
I primi si esibiranno il 4 giugno, gli altri il 26.
Oggi vi forniamo la scheda dei Main Street.

Il complesso,
di cui fanno parte Ajah Mathur (canto, chitarra),
Philip Martin (canto, chitarra), Hanspeter Schuwey (basso),
Ralph Burn (sassofono), Sonja Mathur (tastiere)
e Guido Ettlin (batteria),
ha inizialmente fatto da spalla
al duo svizzero-canadese Carmen & Thompson,
attualmente molto popolare in Italia e Germania.
La preparazione sulla quale
ogni componente può contare
ha consentito alla band di presto passare
dallo stadio di comparsa a quello di protagonista.
Per i Main Street non è stato difficile trovare qualcuno
che li aiutasse a realizzare un disco contenente le loro
idee e non quelle, condizionate dalle mode, di
taluni discografici.

Eccomi tra Sonja e Ajah Mathur.
L’ offerta è giunta nientemeno
che dalla redazione
dell’ importante quotidiano lucernese
‘Vaterland’.
È così nato “‘Kick’, registrato in un nuovo studio,
pure di Lucerna, e realizzato con la collaborazione
di noti personaggi della scena rock svizzera,
fra cui, ovviamente, Carmen & Thompson“.
A questo album, aggiungo io,
ne seguirono altri tre:
“No Time To Lose”, “No Way To Heaven”
e
“Hollywood 26 25 24”.
TORNANO I TICKETS
Il 26 e 27 maggio, sempre per iniziativa di YOU Productions,
i ginevrini Tickets nuovamente nel Ticino per concerti,
rispettivamente, alle “Stelle” di Ascona
e alla Scuola STS di Lugano – Trevano.
“GENESIS SVIZZERI”
IN PIAZZA GRANDE
Fra gli organizzatori di eventi musicali con i quali,
ai tempi della YOU Productions,
collaborai c’ è la Quattrini Spettacoli
dell’ indimenticato Luca Quattrini.
Insieme, il 12 agosto del 1981,
mettemmo in piedi un
Open Air in piazza Grande a Locarno,
dove Luca, precedentemente, aveva portato
artisti del calibro
di Vasco Rossi e la Premiata Forneria Marconi.
Protagonisti:
i lucernesi Flame Dream, ossia i “Genesis svizzeri”,
ed i ticinesi
Oscar Bozzetti, Oliviero Giovannoni & Fabrizio Ghringhelli,
Dr. Chattanooga And The Navarones, Powerage e Coco Band.
Per l’ occasione al reparto dischi dell’ allora Innovazione
fu organizzato un incontro pubblico
con i Flame Dream.

Prove in piazza Grande:
di lato, il tastierista Oscar Bozzetti,
di spalle, il batterista Oliviero Giovannoni.

Il chitarrista Peter Zimmermann e il batterista William Renalia
dei Powerage.
Da un ritaglio di giornale:
“La scelta delle formazioni
– precisa un portavoce di You Productions –
è stata molto impegnativa,
poiché gli interessati a partecipare alla manifestazione
erano una quarantina.
Purtroppo, dovendo i concerti concludersi entro le 23
per disposizione del Municipio,
siamo stati costretti a rinunciare
a molti artisti le cui proposte musicali
erano d’ indubbio interesse.
Ci rende particolarmente orgogliosi
il fatto di essere riusciti a coinvolgere,
in qualità di ospiti d’ onore, i lucernesi Flame Dream,
apprezzatissimi pure all’ estero.
Il loro spettacolo è molto suggestivo dal profilo scenico
ed è recentemente stato presentato, con notevole successo,
in piazza Navona a Roma
e all’ esposizione “Grün ’80” di Basilea.
Fa piacere pure il fatto che la band,
per essere presente al festival,
abbia ritardato di parecchi giorni
la realizzazione del quarto lp».
JETZT SCHLAEGTS
DREIZEHN!
“Adesso colpiscono in tredici!”:
è il titolo dell’ ampio articolo
dedicato dal magazine “Music Scene”
al tour organizzato nel settembre dello stesso anno
in collaborazione con Therese van Laere
della Kulturelle Aktionen – M- Tournern
(sezione culturale)
di Migros svizzera.
Imponente la band, Swiss Horns :
tredici elementi, cantante l’ ex Toad/Island Benj Jäger,
che da poco aveva pubblicato il secondo album,
“Second Sight”.
Musicisti di alto livello provenienti da sei nazioni,
fedeli al motto: la musica non conosce confini!


Tappe:
Ascona (Discoteca “Le Stelle”), Lugano-Trevano
(Aula Magna Scuola STS) e Biasca (Ristorante “Castello”).
Tra un concerto e l’ altro, la band,
guidata dal trombettista Franz Bachmann,
registrò uno spettacolo negli studi di Comano
della Televisione della Svizzera Italiana,
“Swiss Horns in Concert”.

Al tour, come detto, la rivista “Music Scene”,
magazine svizzero, dedicò un ampio servizio.
GRADITI RITORNI
Per promuovere il nuovo singolo, “Gonna Make It Alright”,
i Trampolin, tornarono nel Ticino il 24 ottobre del 1981.
Si esibirono presso l’ Aula Magna della Scuola STS
di Lugano-Trevano, per poi ripartire alla volta dell’ Olanda,
dove in quel periodo erano gettonatissimi.
Serata aperta dalla Jack Rabbit Band.
Poco tempo dopo, il 4 e 5 dicembre,
tornarono dalle nostre parti pure i Main Street,
si esibirono, rispettivamente, al Teatro Tenda Codei di Biasca
e al Collegio Papio di Ascona
(“spalla”, i chiassesi Alter Ego
e il duo locarnese Maurizio Catarin e Mauro Zaccheo).
Concerti organizzati da YOU Productions
in collaborazione con Maurice Nguyen Trinh Isoz
e l’ etichetta discografica Disctrade.
BRINDISI CIRCENSE
Ricco buffet freddo, filetto Wellington, beat-sorbetto:
il menu della festa di San Silvestro 1981,
che ebbe luogo a S. Antonino,
presso il Ristorante Capriolo.

Di scena gli zurighesi
Looney Tunes,
capitanati dal cantante
Forty Morell
(secondo da sinistra), grande amico,
all’ epoca fra le colonne portanti
della BMG Ariola di Zurigo.

Con Gianni, la figlia Iris e una fan.
Fra gli invitati, l’ immancabile Gianni Dall’ Aglio,
la moglie Orietta e la figlia Iris.
Anni dopo questo fraterno amico
mi ingaggiò come produttore.
Tornando alla festa di S. Antonino, a mezzanotte,
a sorpresa,
ci furono gli auguri da parte
di uno dei pagliacci del Circo Knie,
giunto appositamente dalla Svizzera tedesca.
Serata che passerà agli annali.
A BIASCA “POP TICINO 2”
Il 5 dicembre, sempre del 1981, al Teatro Tenda Codei
di Biasca si esibirono i milanesi Stormy Six.
Qualche settimana dopo, il 23 e 24 gennaio 1982,
ebbe ufficialmente inizio, con il festival “Pop Ticino 2”,
la collaborazione fra YOU Productions e Bruno Snozzi,
presidente della Cooperativa Codei.
Che, nel programma distribuito al pubblico, precisò:
“L’ iniziativa che YOU Productions
promuove con la nostra collaborazione
vuol essere una rassegna di gruppi musicali ‘ticinesi’.
Come già dimostra il festival rock estivo di Sementina,
ci sono in Ticino diversi gruppi che,
operando a livello dilettantistico,
riescono ad esprimersi a livelli relativamente buoni,
senza tuttavia andare al di là
dell’ imitazione di modelli già affermati.
Le eccezioni ci pare confermino la regola“.
E ancora:
“A chi fa musica non è offerta la possibilità di vivere
facendone il proprio ‘mestiere’.
E spesso mancano le occasioni di confronto,
e di dibattito.
Noi partecipiamo all’ organizzazione di questa rassegna
nella misura in cui crediamo che, al di là di una esibizione,
ai vari gruppi dovrebbe essere offerta la possibilità
di permanente lavoro, di incontro e dibattito.
A chi interessa discuterne?“.
“POP TICINO 3”
Si svolse il 6 e 7 marzo e vi parteciparono gli Alter Ego di Chiasso,
la Franco D’ Amico Band di Lugano,
i Knobel Brothers di Locarno, i Clinton di Bellinzona,
Catarin & Zaccheo di Locarno, i Troubles di Bellinzona,
i Week End e la Coco Band di Locarno
e la Scarp da Tennis Band di Bellinzona
(per l’ occasione rinforzata dalla presenza del mitico
Cito Steiger, quello della “Palmita” RSI),
nonché un (ancora oggi misterioso)
“gruppo a sorpresa”.
“Scopo del festival – ricordammo in un comunicato –
offrire a gruppi e solisti ticinesi di ogni genere
la possibilità di esibirsi di fronte
a una platea più vasta di quella abituale.
I meno conosciuti potranno così approfittare
del richiamo degli altri.
A guadagnarci sarà sicuramente tutto l’ ambiente ticinese
che gravita attorno a questo tipo di musica.
Dietro all’ organizzazione di “Pop Ticino 3” vi è, dunque,
un’ implicita volontà di ricreare
una di quelle occasioni di collaborazione che,
durante lo scorso decennio,
contribuivano più frequentemente
a unire le forze dei singoli gruppi.
Uno spirito di collaborazione che gli organizzatori
hanno voluto concretizzare con
esibizioni parzialmente improvvisate di strumentisti
appartenenti a gruppi diversi,
le cosiddette sessions”.

I Week End di Locarno.
Da un ritaglio di giornale intitolato
“Pubblico foltissimo al festival Pop Ticino”:
“Un commento merita anche il pubblico.
Raramente durante manifestazioni di questo tipo
è dato di vedere un insieme di spettatori così eterogeneo
(dai molti giovanissimi fino
ai quarantenni)”.
“I NOSTRI CONCERTI
NON VANNO SOLO ASCOLTATI,
MA ANCHE VISTI …”
Parole di Peter Wolf, cantante dei Flame Dream,
che tornarono nel Ticino nel marzo del 1982 per promuovere
il quarto album, “Supervision” (Vertigo).
Il 27 si esibirono al Cinema Cittadella di Lugano,
il giorno successivo al Collegio Papio di Ascona.
Dalla documentazione per la stampa:
“Sono tempi, quelli che stiamo vivendo,
in cui quasi tutto é tenuto sotto controllo per mezzo dell’ elettronica.
Siamo spiati dalla telecamera, ‘schedati’ dai memorizzatori,
aiutati, nella soluzione di taluni problemi, dai computers.
Nel loro nuovo album, ‘Supervision’,
i lucernesi Flame Dream lanciano un grido d’ allarme,
si preoccupano per il futuro dell’ umanità.
La dipendenza del discendente dalla scimmia dalle macchine,
dunque, è il tema trattato nella quarta ‘fatica’,
prodotta una volta ancora dall’ inglese John Acock,
abilissimo ingegnere del suono,
che può vantare collaborazioni
con personaggi come, ad esempio,
Steve Hackett.
‘Supervision’ è stato registrato a Londra
nel giro di quattro settimane e, ne siamo certi,
non deluderà le aspettative
dei numerosi ammiratori dei Flame Dream.
Crediamo, anzi,
che saprà allargare la cerchia degli amici del gruppo,
che ha raffinato ulteriormente le proprie proposte musicali.
Le musiche sono firmate da Roland Ruckstuhl,
mentre i testi sono di Peter Wolf”.

Urs Hochuli (basso e canto), Peter Wolf (canto e flauto),
Roland Ruckstuhl (tastiere) e Peter Furrer (batteria).
E in merito allo spettacolo:
“Ovviamente i contenuti del nuovo album
costituiranno la parte più importante del concerto.
Quanto agli effetti scenici,
che molto hanno aiutato i Flame Dream
a conquistare la notorietà,
saranno ancora più sorprendenti
di quelli finora utilizzati.
Il quartetto, quindi, affronta altri sforzi
affinché il pubblico continui a considerare
le sue musiche non solo da ascoltare,
ma anche da … vedere”.
ROCK’N’BALL FESTIVAL
Nome dell’ evento, svoltosi il 22 e 23 maggio 1982
presso il Mercato coperto di Giubiasco,
scelto non a caso, visto che si festeggiarono
i quarant‘ anni della locale Unione Sportiva.
Festival organizzato in collaborazione con il mitico
Heinz Meier della zurighese Free & Virgin Agency
e sponsorizzato dalla “Passaia”,
ai tempi gettonatissima bevanda della Migros.
Dal “Corriere del Ticino”:
“Tra i gruppi presenti, guardando agli ospiti,
ce n’ è qualcuno che di strada ne ha già percorsa parecchia,
e non sempre in salita.
Ci riferiamo particolarmente
agli Shotgun Eddie & The Ravers e agli Steeps,
entrambi già approdati alle prestigiose sale di Montreux.
Ancora tra gli ospiti ci saranno i Looney Tunes
e i Wondergirls.

Gli zurighesi Shotgun Eddie & The Ravers.

I basilesi Wondergirls.
L’ atmosfera, per quanto si riferisce al rock d’ oltre Gottardo,
sarà da anni 50-60 rivista in chiave moderna,
nel segno di un nuovo romanticismo che non poteva non interessare,
oltre al cinema teatro, costumi e letture, la musica giovane,
meno tradizionale e quindi più flessibile
al vento che soffia nella società.
Certo, per molti questi gruppi ospiti costituiranno
una vera e propria sorpresa.
Non così invece il campo dei ticinesi,
che annovera nomi oramai notissimi.
A cominciare dai cantautori:
Kico Gregori, Fausto Sassi e Franco d’ Amico,
quest’ ultimo con la sua Band.
E quindi i Knobel Brothers,
di cui si dice un gran bene da tempo
anche fuori dal Ticino.

Gli Alter Ego di Chiasso.
E poi gli Alter Ego, giunti al loro primo anno di vita
e decisi a festeggiarlo, domenica, con una sorpresa.
E infine la brillante e ballabilissima
Scarp da Tennis Band.
Al mercato coperto di Giubiasco
– riaperto per l’ occasione agli avvenimenti di festa giovanile –
l’ afflusso, oltre tutto agevolato da un modico prezzo d’ ingresso,
sarà certamente numeroso.
Per una festa che vedrà accomunati finalmente musica e sport.
Due valori che traggono dalla gioventù le loro energie vitali”.
XMAS TOUR
Nel dicembre del 1982 tour natalizio organizzato
in collaborazione con l’ Unione Femminile Coop,
ricavato a favore del Benin, stato africano particolarmente povero.
Di scena il “Bennato poschiavino” Mirko Priuli,
i locarnesi Centrocittà e Ray & Corry Knobel
e la luganese Franco D’ Amico Band.

Session a Brissago.
Alle chitarre, fra i tanti, Nando Morandi
(terzo da sinistra), Mirko Priuli, Theo Barth
e Ray e Corry Knobel.
Tappe al Cinema Teatro Blenio di Acquarossa il 16,
alla Casa d’ Italia di Bellinzonail giorno dopo
e alla Sala multiuso Arlecchino di Brissago il 18.
Serate presentate dall’ annunciatrice televisiva TSI
Rossana Panzera.
Per quanto concerne i Centrocittà ed i Knobel,
erano in gara, nello stesso periodo,
alla selezione regionale del Concorso europeo della canzone con,
rispettivamente, “Vivo in un mondo” e “Canzone amara”.

Eccomi con il “Bennato poschiavino” e la sua band.
Quanto a me, sempre in quel mese, realizzai alcuni “speciali”
per la TSI intitolati “Ribalta CH” e dedicati ad artisti svizzeri,
tra cui Priuli e la Franco D’ Amico Band.
DREAM, DI CASA
NEL TICINO
“Travaganza” (Polygram) è il titolo del quinto album dei Flame Dream,
gruppo svizzero che più ha collaborato con YOU Productions.
La band, nell’ ambito del tour promozionale,
tornò nel Ticino il 26 marzo del 1983 per tenere un concerto
presso l’ Aula magna della Scuola STS di Lugano-Trevano.
WITH A LITTLE HELP
FROM MY FRIENDS
In giugno, 24/25, fu la volta di un ennesimo festival,
“With A Little Help From My Friends”,
al Capannone delle feste di Camorino, campo comunale di calcio.
Organizzato in collaborazione con GEA records, il ricavato
andò alla Catena della solidarietà per i rifugiati (RTSI).
Vi parteciparono gli N.G.B., Edoardo De Angelis,
Guido Brivio, Pauline Fox, Cromo, Oasi, Michele Kähr,
Giovanni Galfetti, Oliviero Giovannoni, Maurizio Catarin
ed Erich Philippe (figlio di Caterina Valente).
IL “KITSCH PARTY”
Al Ristorante “Alla botte” di Pollegio molto tempo dopo,
il 6 luglio del 1985, festone volutamente e allegramente
all’ insegna del kitch.

Corry Knobel e Gianni Dall’ Aglio,
rispettivamente primo ed ultimo da sinistra.

Pubblico elettrizzato dai musicisti della band tedesca.
Buffet freddo preparato da un noto gastronomo locarnese,
tre gruppi ad animare la serata, uno dei quali, dalla Germania,
di ben dieci elementi, e, ospite d ‘ onore,
“il solito” Gianni Dall’ Aglio.

Per l’ occasione, lancio del primo album degli italiani Varese,
band prodotta da Corry Knobel e dall’ inglese Gwin Mathias.
SAN SILVESTRO BEAT
Festone all’ insegna del beat, il 31 dicembre del 1985
alla Palestra comunale di Giornico.
Ad animarlo, i Fuggiaschi, band di Don Backy ai tempi del Clan Celentano
e Roberto Carlotto, “Hunka Munka”.

Ricorda l’ amico
Guido Mario Pavesi,
chitarrista dei Fuggiaschi:
«Avevamo smesso il 5 ottobre 1969 e fino al 1985
ognuno di noi aveva percorso una strada diversa,
non necessariamente in ambito musicale.
Maurizio, effettivamente, aveva continuato
entrando addirittura a far parte dei Profeti,
mentre io, Claudio, Carlo Alberto e Rinaldo
ci eravamo dedicati ad attività professionali diverse.
La musica era rimasta, comunque, una dote da coltivare,
chi in un modo, chi in un altro,
ed era inevitabile che prima o poi ci tornasse
la voglia di riunirci su un palcoscenico.
In quel 1985 avevamo affrontato qualche esibizione sporadica
– una reunion con Don Backy,
un paio di apparizioni in raduni Beat della nostra zona –
e, quindi, la proposta che ci fece il nostro “eterno” amico
Giorgio Fieschi venne accolta con entusiasmo:
il veglione di San Silvestro in Svizzera,
nella palestra comunale di Giornico.
Una serata che ricordiamo con grande piacere
sia per la cordiale accoglienza riservataci dagli organizzatori,
sia per quanto riguarda il particolare spirito
con cui affrontammo questo inedito impegno.
Intanto, bisogna precisare che,
rispetto a quanto indicato sui manifesti,
ci fu la graditissima sorpresa
di avere al nostro fianco Gianni Dall’Aglio,
il mitico batterista storico di Adriano Celentano
a cui siamo legati da sempre
(come concittadini, praticamente coetanei,
e Claudio e Carlo Alberto anche come cugini)
con vera gratitudine perché fu lui a introdurci nel Clan.
Quel San Silvestro Beat fu sicuramente una festa non convenzionale,
ma almeno originale, ravvivata da Roberto Carlotto (ex Dik Dik)
e dalle nostre interpretazioni, per lo più improvvisate,
di un repertorio ben più ampio di quello che ci era familiare.
Inevitabile era l’ esigenza di far ballare il pubblico e, tutto sommato,
anche senza cadere nella tradizionale sequenza di valzer,
liscio e marcette… beh, siamo riusciti a divertire e a divertirci.
Preziosi sono stati gli interventi di Gianni,
culminati nel frenetico assolo di “Little B”
e altrettanto meritevoli di essere ricordati
i brani di rhythm and blues
che tanto abbiamo amato durante la nostra carriera.
Il brindisi a mezzanotte, poi,
è l’immagine iconica di quel bellissimo momento
vissuto con Giorgio Fieschi, il nostro “impresario” esclusivo!
C’ era davvero da essere entusiasticamente felici!
E non solo perché eravamo giovani!
Siamo ancora giovani, magari “diversamente”,
e orgogliosamente depositari di quello spirito.
E, poi, siamo ancora tutti qui
a condividere i bei ricordi.
Non è poco!».
“COME ADRIANO”
Folto pubblico pure per “Come Adriano”,
altre splendide serate all’ insegna della spensieratezza,
svoltatesi l’ 11 e 12 aprile dello stesso anno
ancora presso la Palestra comunale di Giornico
e organizzate da YOU Productions in collaborazione
con la Sezione allievi dell’ Associazione Calcio Bellinzona.

I Ribelli
(Mauro Negri, sassofono, Guido Maselli,
astiere e voce, Gianni Dall’ Aglio, batteria, Fiorenzo Delegà, basso,
Maurizio Bellini, voce e tastiere,
Alberto Ferrarini, chitarra)
a rendere brillantemente onore al “capo” di una volta,
Adriano Celentano.
“Spalla”: l’ Orchestra di Paolo Missori.
“RIBELLI LIVE”
Il 21 e 22 novembre del 1986 all’ Espo Centro di Bellinzona
riecco i Ribelli per registrare un album “live”.
Produzione YOU Productions, distribuzione CGD.
A far da cornice alle due serate, con musica da ballo,
i gruppi locarnesi Team e Coco Band.
Pubblicato il disco, Gianni Dall’ Aglio, leader dei Ribelli,
ed io lo presentammo ufficialmente
al “Mövenpick” Sud di Bellinzona, cosponsor delle serate.
Da un’ intervista a Gianni:
«Si tratta, prevalentemente,
di canzoni portate al successo
dai Ribelli negli anni Sessanta.
Essendo stati sempre un gruppo di palco,
abbiamo preferito ricorrere alle registrazioni in pubblico,
seppure con mezzi modestissimi,
per rispettare il budget a disposizione.
Il nostro è un live volutamente “sporco”,
grezzo, niente lavorazioni particolari,
ma indubbiamente di ottima qualità
e in grado di far muovere i piedi a chiunque.
Pure in televisione, quando possibile,
suoneremo e canteremo dal vivo”.
Le voci, fra i fiori all’ occhiello di questo album …
“Si, nel gruppo ci sono ben tre solisti, tra cui io.
La parte del leone tocca a Maurizio Bellini,
in passato con i Fuggiaschi e i Profeti,
la cui voce somiglia in modo impressionante
a quella del grande Demetrio Stratos,
per anni frontman dei Ribelli».
“CHE COLPA ABBIAMO NOI”
(se ci piace la musica degli anni Sessanta?)
Titolo,
che parafrasa quello di uno dei più gettonati dischi dei Rokes,
per il festone di San Silvestro
organizzato da YOU Productions
presso la Sala multiuso di Grono il
31 dicembre 1987.
Protagonista della serata, il leader della band inglese,
Shel Shapiro, che da poco aveva pubblicato
l’ album “Per amore della musica”
(Durium).
“Spalla”, i luganesi Stand By.


Per la verità,
l’ evento in un primo tempo
avrebbe dovuto tenersi
presso l’ Indoor Minigolf Miraflores di Magadino,
ma i proprietari tornarono sui loro passi,
per cui fu necessario optare per la poco intrigante palestra grigionese.
Comunque, concertone.
ROCKY ROBERTS
Seratona di San Silvestro
pure quella svoltasi all’ Hotel Esplanade di Minusio
il 31 dicembre del 1988.



Di scena Rocky Roberts e i Ribelli:
serata memorabile!

Rocky, rientrato dall’ America alcuni anni prima,
aveva da poco inciso l’ album “Dedicated”,
riproposto tempo dopo,
in versione CD, da YOU Productions
per il festival “Feedback”.
Contiene brani Soul e R&B,
tra cui la versione inglese di “Stasera mi butto”,
“I’ll Make Her My Woman”.
L’ AMERICAN CARS SHOW
Dal 30 giugno al 2 luglio del 1989
al campo militare di Bellinzona
si tenne il terzo “American Cars Show”.
A YOU Productions gli organizzatori,
ossia lo Streetcruisers Classic Club,
chiesero di allestire
un cartellone musicale all’ insegna,
specialmente, del R&B, del Country,
del Jazz e del Rock And Roll.
Furono mobilitati i Pony Express (dalla Germania),
Giovi & The Rubber Soul, Flavio Alberti
(per un tributo ad Elvis),
l’ Ascona Big Band, la Louisiana Dixie Band,
la bellinzonese Sott Burg Jazz Band,
la Rhythms And Cars e gli zurighesi Vescoli & CO.
IL RITORNO DI TONI
È il titolo dell’ articolo che,
sottolineando il ritorno in scena di Toni Vescoli,
l’ amico e collega Dubravko Pusek
scrisse sul “Giornale del Popolo”.
Eccolo.
“Toni Vescoli torna sulla scena musicale
dopo un silenzio piuttosto lungo.
Dopo lo scioglimento delle leggendarie Sauterelles,
ha inciso alcuni album da solista,
cantati nel dialetto zurighese
e con una strumentazione povera,
in omaggio alla sua passione
per la musica folk e country
e si è vieppiù ritirato dedicandosi
all’ attività di antiquario e restauratore.
Ma un paio d’anni fa si è avvertita la volontà
di ritornare sulla scena,
con la pubblicazione della cassetta
e del singolo
“Klasse Zämekunft”/”‘s Grööschti isch Chrampfe”
(una versione personalissima di
“Working Class Hero” di Lennon).
Evidentemente stufo di suonare da solo, senza una vera band,
forma la Vescoli & Co
che comprende anche Markus Jegen alla batteria,
Joe Schwach alla chitarra e Rolf Ragenbass al basso,
ed ecco anche la prima incisione:
un EP molto interessante con tre titoli ,
“Leave my Woman Alone”/ “Dream Machine”/”‘s Resultat bisch Du”.
Il primo è una cover di Ray Charles,
il secondo è un classico della psichedelia svizzera,
cavallo di battaglia delle Sauterelles,
riproposto ad oltre vent’ anni di distanza
in versione molto più breve e ‘pulita’.

Sarà interessante sentire cosa ci proporrà il vecchio rocker
per questo rientro e per questa esibizione ticinese.
Classici del Rhythm & Blues,
del Rock’n’Roll, Country, Beat e Folk:
una sorta di album della sua carriera musicale:
vecchie canzoni di Presley, di Bob Dylan,
dei Beatles, oltre a composizioni proprie.
Non un ritorno nostalgico al passato,
ma il risultato di una somma di esperienze musicali del ventennio.
I musicisti della band sono eccellenti,
provenienti da ambiti abbastanza eterogenei:
Jegen ama il rock ed il jazz,
Schwach il country, il rock, il blues,
Raggenbass è un ex-beatnik come Vescoli.
Una serata per ripercorrere, o conoscere
(soprattutto i più giovani) i fantastici Sixties.
Anche la formazione-spalla di Vescoli & Co
promette di esplorare e ricollegarsi a quegli anni:
The Rubber Soul, un soul nuovo, attuale, tirato lucido,
ma comunque sempre soul.
Generi questi (R’n’R, R&B, Soul)
di cui si nutrono
ancora oggi tutti i gruppi
più interessanti della scena mondiale,
anche quelli recentissimi:
a dimostrazione che non c’ è molto di inventato o da inventare;
semmai c’ è da ascoltare, imparare, studiare,
rielaborare, arrangiare su queste basi.
E la Vescoli & Co può essere un’ ottima occasione
per assincerarsene.
Auguri alle due formazioni
(affinché abbiano un publico
degno delle loro qualità)
ed anche a Giorgio Fieschi,
l’ instancabile promotore di questi importanti incontri
ed inguaribile appassionato del rock)
che ha reso possibile
l’ arrivo dalle nostre parti di questi musicisti.
Altri non l’ avrebbero fatto …”.
Pure in questo caso, folto il pubblico, apprezzata l’ offerta.
IL ROCK AND ROLL
DI TERRY
Da un ritaglio di giornale del novembre 1989:
“Appuntamento d’ eccezione,
quello che la Sezione
moesana della Pro Grigioni Italiano,
in collaborazione
con World Music e You Productions,
proporrà venerdi 17 novembre
presso la Sala multiuso di Grono.
Sarà infatti di scena
una delle migliori formazioni svizzere
di rock and roll,
Terry & The Hot Sox,
che coglierà l’ occasione per presentare
il nuovo ‘ellepi’, ‘Real Rock Drive’.
Una proposta, come si può constatare,
destinata ad una platea eterogenea,
comprendente sia i giovanissimi
sia chi ha già superato i famosi anta’.
Il repertorio degli Hot Sox
(la band è sorta agli inizi degli anni Ottanta) è,
come detto, influenzato
dalle idee musicali degli anni Cinquanta,
artisti quali Elvis Presley, tanto per fare un nome,
ma è confezionato con i suoni di oggi.
Durante gli spettacoli vengono ‘rivisitati’ brani dell’ epoca,
ma anche e soprattutto eseguite canzoni
firmate dai sette strumentisti,
il cui ‘front man’ è Walter ‘Terry’ Senn”.
La band zurighese fece tappa, la sera seguente,
sempre per iniziativa della World Music e You Productions,
alla Discoteca “Jumbo” di Faido.
Ecco, dopo aver assistito ai due concerti,
cosa scrisse M.Ro. sul “Corriere del Ticino”:
“Una vecchia ‘Plymouth”‘rossa degli anni Cinquanta
al cui interno è stata sistemata una tastiera,
un juke-box d’ annata messo in bella mostra,
giacche in pelle ricolme di lustrini, nonché pettinature e
mosse rigidamente ‘fifties’.
Tutto questo il simpatico contorno
che ha accompagnato la doppia esibizione ticinese
di ‘Terry & The Hot Sox’, esibitisi venerdì sera a Grono
e sabato sera alla discoteca Jumbo di Faido,
dove hanno fatto rivivere, per la gioia dei numerosi appassionati,
l’ inalterata magia dei “favolosi” anni Cinquanta.
Un’ epoca caratterizzata dal rock & roll che non aveva,
nella maggior parte dei casi, una finalità solamente musicale,
ma era considerato un modo di vivere,
una vera e propria filosofia
abbracciata da una grande moltitudine
di adolescenti del mondo intero.

E nonostante siano passati ormai parecchi lustri,
il fascino di questa musica ‘ruspante’,
composta da semplici
accordi e veloci riff di chitarra e basso,
è rimasto pressoché immutato,
soprattutto quando a proporla è una formazione
in grado di calarsi completamente nel personaggio
o rivisitando, non senza una pungente dose di ironia
accompagnata però da un sano amore
nei confronti di questo filone musicale,
sia i ‘classici’ del settore (da Bill Haley ad Elvis Presley),
oppure proponendo motivi propri che però,
pur trattando di argomenti dei nostri giorni, ricalcano,
fedelmente la musicalità di quei tempi.

La ‘Plymouth’ rossa di Terry e, dietro, il piano.
Ed è quanto hanno fatto gli scatenatissimi
Hot Sox guidati da Walter ‘Terry’ Senn,
che hanno riproposto canzoni ‘datate’,
tratte prevalentemente dai repertori
di Elvis Presley, Chuck Berry e Jerry Lee Lewis
ed altre di recente composizione
ed incluse nei loro lp,
tra cui il recentissimo ‘Real Rock Drive’,
che costituisce un simbolico omaggio
ad uno dei grandi del r’n’r, Bill Haley:
il tutto infarcito di simpatiche coreografie
(nella canzone ‘Rock Planet’ Terry
è comparso sul palcoscenico travestito da astronauta,
in un altro motivo ha finto
una lunghissima conversazione telefonica
con un commissariato di polizia,
girovagando con questo telefono-microfono
tra il pubblico seduto in sala…)
che hanno contribuito
a riscaldare ulteriormente l’ ambiente.
Il supporto di una band composta da ottimi elementi
(tra cui il sassofonista Alan Solomon ed il bassista Heinz Krapf)
ha poi creato un ricco tappeto sonoro
sul quale l’ indiscussa ‘verve’ di Terry
ha potuto costruire una serie di esilaranti situazioni
coinvolgendo direttamente il pubblico,
che più volte è stato colto da una febbrile
voglia di scatenarsi dinnanzi alle loro trovate.
Niente di nuovo sotto il sole,
si potrebbe dire a commento della loro apparizione in Ticino,
niente di nuovo ma solo vecchio sano e robusto
rock and roll che ha però il pregio di proporre,
senza nessunissima pretesa filosofica e trascendentale,
del sano divertimento per tutti:
nostalgici dei bei tempi andati, ma soprattutto
frotte di giovanissimi in grado di apprezzare
un genere musicale che,
nonostante il passare degli anni e delle mode,
è ancora lungi dall’ aver esaurito tutte le sue potenzialità”.
Da “Libera Stampa”
del 27 giugno 1990
Un’ idea
“YOU Productions”
“Qualcuno, capitando con gli occhi sulla scritta ‘You Productions’
(ovvero storia di una redazione che divenne agenzia di spettacoli)
si sarà incuriosito, altri avranno ricordato che la stessa,
da ormai un ventennio,
viene utilizzata da un gruppo di giovani bellinzonesi
per ‘firmare’ spettacoli musicali abbastanza particolari.
‘You Productions’ ha sempre privilegiato solisti e gruppi
di talento alla ricerca di un meritato posto al sole
o ingiustamente dimenticati e non ha mai pensato,
contrariamente a quanto fanno
quasi tutti gli altri organizzatori di concerti, al lucro.
Qualche nome?
Toni Vescoli, Freeway 75, Tea, Island,
Toad, Wipping Post, Flame Dream… Krokus
(esibitisi a Bellinzona nel 1978 e oggi conosciuti in tutto il mondo),
Trampolin (membri di questa disciolta formazione
hanno accompagnato Gianna Nannini, Hand in Hand
(chi avrebbe immaginato che, poco tempo dopo
l’ esibizione presso il cinema Ideal di Giubiasco,
l’ arpista Andreas Vollenweider avrebbe assunto
tanta popolarità a livello mondiale?).
E festival:
‘Help’ (complessi ticinesi emergenti),
‘Pop Ticino’, ‘Free Concert’
(prime forme di rock demenziale nostrano), ecc…
Appuntamenti
– tengono a precisare quelli di ‘You Productions’ –
per un vasto ed eterogeneo pubblico
desideroso di riscoprire o scoprire
musica datata ma di qualità.
Appuntamenti futuri?
La terza edizione di ‘Feedback (il ritorno della buona musica)’,
rassegna che si svolgerà in piazza del Sole a Bellinzona
il 7 e 8 settembre prossimi e che principalmente è dedicata
a chi ama le canzoni di qualche decennio fa,
con il chitarrista Alberto Radius, il tastierista Gabriele Lorenzi
e il batterista Tony Cicco, vale a dire la ‘Formula tre’.
La tappa bellinzonese rivestirà
particolare interesse, poiché è prevista la presenza
di giornalisti italiani e tedeschi.
Per l’ occasione il trio salirà sul palco di piazza del Sole
accompagnato da alcuni Cantautores,
affinché sia possibile proporre gli stessi magici suoni
con cui è stato confezionato ‘l’ album 1990′.
A livello ticinese sarà uno dei più bei spettacoli dell’anno.
Scommettiamo?”.
C’ È BENNATO
Seratona, il 2 aprile, sempre del 1990,
all’ Espocentro di Bellinzona:
concerto di Edoardo Bennato organizzato
da YOU Productions in collaborazione
con l’ agenzia Live Music di Winterthur.
Dal “Corriere del Ticino”, a firma hgf:
“Dopo Francesco Guccini, Edoardo Bennato.
Bellinzonasi appresta ad ospitare
un altro grande personaggio
che sta facendo la storia della musica italiana.
Bennato arriverà all’ Espocentro lunedì 2 aprile.
E gli organizzatori
(Domenico Albanese della Live Music
e la You Productions, alias Giorgio Fieschi)
già avvertono:
‘Non ci saranno i pasticci che si sono avuti
con il cantautore bolognese,
quando c’ erano troppi spettatori in sala
perché il manager di Guccini vendeva biglietti
all’ insaputa degli organizzatori.
Ci aspettiamo almeno 2.500 persone,
ma quando l’ Espocentro sarà pieno chiuderemo casse e porte:
non vogliamo soffocare nessuno’.
Prima di parlare del concerto,
è il caso di presentare brevemente gli organizzatori.
Domenico Albanese è attivo soprattutto nella Svizzera tedesca e,
come altri organizzatori d’ oltralpe intende ‘colonizzare’ il Ticino”.
E, più avanti nell’ articolo:
«Fieschi è noto nella regione, anche se per lui, come per molti altri,
non è sempre stato facile essere attivo nell’ ambiente musicale:
‘Ricordo il concerto che organizzammo a Trevano con gli Hand In Hand:
praticamente non c’ erano spettatori,
ma nel gruppo ad esibirsi c’ era Andreas Vollenweider,
che qualche anno dopo avrebbe r
iempito Piazza Grande a Locarno’.
Da buon conoscitore della scena, si permette critiche
anche severe: ‘”roppi organizzatori nostrani hanno
una mentalità da feste campestri: sono dei giocherelloni
in un ambiente dove sono necessarie serietà ed
esperienza. Ora parecchi grossi sponsor, delusi da
troppe esperienze negative, hanno ritirato i loro
budget per il Ticino, e a rimetterci sono quei pochi
che lavorano con serietà”.

Ma veniamo al concerto.
Bennato presenterà in particolare il suo ultimo album,
il dodicesimo, ‘Abbi dubbi’.
Bellinzona ospiterà l’ ultimo concerto del tour europeo,
che in 120 serate ha portato Bennato a calcare le scene di Italia,
Olanda, Svizzera e Germania.
Si tratta di uno spettacolo concepito per ambienti
relativamente piccoli per i quali l’ Espocentro
(pur nei limiti della sua bruttezza
e dell’ acustica tutt’ altro che felice)
dovrebbe adattarsi abbastanza bene
e il perfezionismo dello staff di Bennato
dovrebbe in parte supplire alle solite carenze strutturali
che in Ticino sono la regola).
Col cantautore napoletano salirà sul palco
una band che da tempo lo accompagna:
per gli appassionati ricordiamo i nomi
di Luciano Minzatti, Mauro Spina, Roberto Melone,
Pino Scagliarini, Michael Rosen, Mauro Negri
(con il quale, anni dopo, sempre all’ Espocentro,
avrei realizzato l’ album ‘Ribelli Live’, ndr)
e Silvio Pozzoli
(questo straordinario corista/cantante milanese, invece,
l’ avevo coinvolto, anni prima,
nella storica reunion dei Ribelli, ndr)”.
GLI “SPECIALI” TELEVISIVI
Fra le attività della “YOU Productions”, come detto, pure
alcune produzioni per la Televisione della Svizzera Italiana
intitolate “SoundCheck” e andate in onda nel
1980 e nel 1981.

12 aprile, realizzato a Milano e dedicato
ai Rainbow di Ritchie Blackmore;
28 giugno, protagonisti i Jethro Tull;
25 agosto, J. Geils Band “live”; 1 settembre,
Uriah Heep “live”;
29 novembre, Supertramp;
24 gennaio, Kinks in concerto.
I BRAINSTORM
Nello stesso periodo viene pubblicato
“ YOU Productions Info-News”,
dépliant promozionale realizzato
dal grafico locarnese Michele Kähr, bassista dei Brainstorm,
una pagina del quale pubblicizzante
il primo e unico lp di questa brillante band.

Kähr:
“1976
Il gruppo Brainstorm nasce a Minusio
in un periodo in cui la musica rock internazionale
subisce una svolta molto importante.
Tuttavia i cinque musicisti
sono ancora ampiamente influenzati da gruppi come
Genesis, Yes e Pink Floyd.
1980
Il gruppo decide di lasciar perdere definitivamente
il rock sinfonico per avvicinarsi
al più attuale genere definito ‘Jazz-Rock’,
o, meglio, ‘Fusion’.
Le composizioni diventano più orecchiabili e comprensibili
grazie a un grosso lavoro di arrangiamento musicale.
1981
Dopo varie esibizioni in tutto il Cantone,
i Brainstorm partecipano all’ Estival Jazz Lugano
e la TSI gli dedica uno Special
di trenta minuti a ‘Musicmag’”.
Da “Illustrazione Ticinese”
del 2 ottobre 1989:

“INFOMUSIC”
E
“YOU” STORY
“YOU”, come detto, prima che agenzia spettacoli,
fu una rivista, nata sulla scia di un altro mensile,
“Infomusic”.
La realizzai nel 1972 con la complicità
di Mario Del Don e Renato Reichlin.
Sottotitolo: “Informazioni giovani e bla bla bla
su musica pop, folk, blues e jazz”.
Molto apprezzata dal pubblico,
ma dai costi di stampa e distribuzione esagerati
e reperibile unicamente in alcuni chioschi del Ticino.
Solo due pertanto i numeri
che fu possibile mettere in vendita.

Poco tempo dopo ci riprovammo (e andò un po’ meglio) con “YOU”.
Sette i numeri pubblicati, due dei quali speciali.

Come nel caso di “Infomusic”,
comunque esagerati i costi di stampa e distribuzione alle edicole.
Editoriale del primo numero di “YOU”:
“E’ un po’ presto per i bilanci definitivi.
A giudicare dalle lettere giunte in redazione,
tuttavia, ‘YOU’ è stato gradito, anzi graditissimo.
Successo più morale che materiale, ma incoraggiante.
Abbiamo ricevuto cartoline persino dall’ Italia;
chissà attraverso quali vie il numero zero
è riuscito a passare la frontiera…
Si scherza, naturalmente.
Ringraziamo i lettori di Como e Lissone,
che non solo ci hanno elogiato in maniera fin troppo generosa,
ma che anche hanno espresso il desiderio di abbonarsi.
II primo numero di ‘YOU’, come avrete constatato,
non viene più distribuito gratuitamente.
Siamo costretti a farlo pagare,
in quanto il costo della stampa è assai elevato
e le inserzioni pubblicitarie ooche.
Chi veramente intende aiutare la redazione,
composta esclusivamente da studenti e liberi collaboratori, si abboni.
Dieci franchi (dodici numeri) sono una bazzecola.
In questo numero,
impaginato tenendo conto dei giudizi finora giuntici,
cerchiamo di stabilire una formula.
Attendiamo altri consigli.
Fra l’ altro, abbiamo dedicato un angolo del giornale
agli annunci economici riguardanti
l’ organizzazione di concerti,
la compravendita di dischi, posters e strumenti musicali.
‘YOU’ si presenterà ufficialmente in pubblico
(si fa per dire)
in occasione di un concerto.
Saranno di scena i complessi ticinesi
Flyinf Dutchman, Les Aiglons
e l’ ex-leader delle Sauterelles Toni Vescoli.
Lo spettacolo avrà luogo domenica 24 marzo,
nel pomeriggio, presso il cinema di Acquarossa.
Gli abbonati che presenteranno alla cassa il cedolino-ricevuta verde
godranno di uno sconto.
Concludendo, ci scusiamo con i lettori
che non hanno trovato
il giornale in certe edicole.
È triste, ma è così:
in Ticino non sono poche le persone scettiche
nei confronti delle iniziative dei giovani.
Quando poi si tratta di musica…!
Il discorso vale per molti gerenti di chioschi
che non hanno accettato ‘YOU’,
quasi si trattasse di pornografia
o di stampa sovversiva!
Grazie, invece, ai venditori di giornali
che non hanno fatto storie,
rendendosi conto
che sarebbero passati per ridicoli”.

Due gli “speciali” pubblicati, dedicati, rispettivamente,
al pop svizzero e alla locarnese
STANHOPE BAND
Questa, parte dell’ intervista realizzata
con il leader Marco Zappa da uno dei collaboratori della rivista:
In che misura il passato di Zappa
incide sul presente del gruppo?
«Premetto che l’ orientamento della Stanhope Band
si discosta in parte da quanto quanto costruito nei gruppi precedenti.
L’ inserimento del jazz e del classico
assume maggior rilievo rispetto alle formazioni del passato,
mentre il rock, inteso nel senso tradizionale del termine,
svolge un ruolo più marginale.
Con questo non intendo rinnegare il passato,
cosa impossibile d’ altra parte,
perché l’ incidenza del bagaglio musicale
acquisito rimane, e qualcosa, seppure rimaneggiata,
emerge sempre nel contesto musicale» .

Piero Righetti e Marco Zappa.
Qual è l’ indirizzo della vostra musica?
«Come detto, cerchiamo il discorso di più ampio respiro,
una struttura più complessa e completa
di quella che ci può offrire lo schema collaudato ma restrittivo
‘strofa-ritornello-solo’, eccetera.
Quindi offriremo della musica
che comporta un certo impegno da parte dell’ ascoltatore.
I brani sono tutti inediti
(escludendo alcuni dei momenti migliori dei vecchi Stanhope,
che probabilmente rimarranno) e di nostra composizione:
da diverse idee iniziali cerchiamo il filo conduttore
che ci permetterà di collegarle tra loro,
formando un tutto unito.
I brani vengono discussi, provati, modificati,
riprovati e curati nei minimi dettagli.
Talvolta trascorre un mese, anche due,
prima che il pezzo assuma la forma definitiva,
risulti soddisfacente.
E anche allora il brano
rimane aperto
a eventuali revisioni».
Dalla prima impressione, nettamente positiva,
dell’ ascolto dei nastri:
mi sembra di intravvedere
qualche reminiscenza di McLaughlin
e che il flauto di Lilo Piemontesi
subisca l’ influsso di lan Anderson.
«Sì, è un po’ il discorso che abbiamo fatto prima:
è chiaro che nessun musicista si può considerare indipendente.
Ognuno, in diversa misura, risente del patrimonio musicale
che lo ha preceduto, sia esso classico, jazz o altro.
La musica, mi sembra ovvio, non è un’ invenzione,
bensì la rielaborazione di impressioni, di esperienze
filtrate dal musicista attraverso la sua personalità,
i suoi sentimenti, le sue concezioni.
Quindi, tornando alla Stanhope Band,
gli influssi sono diversi e i nostri sforzi
tendono appunto a formare
un tutto armonico di queste dipendenze,
dal carattere spiccato, dalla personalità propria.
Per concludere,
una musica che è della Stanhope Band
e di nessun altro».
Parliamo dei testi.
«L’ importanza dei testi è subordinata a quella della musica.
La lingua, per ragioni ormai scontate di eufonia,
è l’ inglese, ma, al limite, potremmo limitarci a produrre
dei suoni senza un senso definito ricalcanti la fonetica inglese.
Mi spiego: l’ uso della voce vuole essere
più strumentale che descrittivo,
quindi le parole vengono aggiunte in un secondo tempo.
Il nostro mezzo espressivo è la musica e i testi,
ripeto, hanno un’ importanza marginale».

Progetti?
«Ci stiamo preparando al nostro primo concerto che si terrà,
naturalmente, nel Ticino.
Subito dopo intraprenderemo una tournée che ci porterà,
assieme ad altri gruppi elvetici,
nelle più importanti località della Svizzera.
È pure nostra intenzione incidere un disco, un LP –
che non fu però mai realizzato, ndr –
che ci permetta, senza per questo snobbare i 45 giri,
intendiamoci, nei suoi quaranta minuti,
di svolgere un discorso completo,
altrimenti impossibile su singolo».
La band:
Marco Zappa (chitarra e canto), Lilo Piemontesi
(flauto, sax e percussioni), Piero Righetti (basso e canto),
Oliviero Giovannoni (batteria e percussioni).
Illustrazione Ticinese


