Ultimo aggiornamento 8 Marzo 2026
A WELL RESPECTED MAN
(AND FRIEND)
Se ben ricordo,
ho conosciuto Corry nel 1972,
ai tempi delle prime esperienze televisive,
durante una puntata di “Junior Club”,
programma di cui ero fra i conduttori.
Presentò il singolo “Love Me Or Leave Me”
e commentammo l’ appena pubblicato
“Live At The Hollywood Bowl”
dei Beatles.

Fa parte della cerchia dei più preziosi amici
e dei musicisti che, a livello nazionale,
maggiormente mi intrigano.
Lo stimo tantissimo
sia come chitarrista che come compositore.
Avendo con lui realizzato innumerevoli progetti
– dagli showcases alle produzioni discografiche,
dai concerti alle interviste con artisti di fama mondiale
(fidato e brillante interprete quando di mezzo c’ è l’ inglese),
dalle telecronache per la Televisione della Svizzera Italiana
in occasione di concerti eurovisivi
alle esperienze di palco nell’ ambito di “Feedback”- ,
posso affermarlo senza peccare di piaggeria.
D’ obbligo, quindi, dedicargli un articoletto che,
come faccio con gli altri, di tanto in tanto
arricchirò con aneddoti e foto.
Per cominciare, un po’ di storia.
DI RITORNO
DALL’ AUSTRALIA …
Sul transatlantico di ritorno dall’ Australia,
dove era emigrato con la famiglia,
all’ età di otto anni Corry viene folgorato
dalla musica di un violinista italiano
che si esibisce durante
il «tè danzante» pomeridiano.
Sbarcato a Napoli,
con la famiglia raggiunge Brissago,
dove, oltre frequentare le elementari,
segue regolarmente lezioni di violino.
Studi che continuano
con il noto professor Silzer.
Mentre sta per decollare come violinista
– è il 1964 –
il mondo musicale viene messo sottosopra
da Beatles, Rolling Stones, Kinks e moltissimi altri:
la chitarra sostituisce senza indugi il violino
e nascono The Rusty Nails,
“I Chiodi arrugginiti”.
Ne fanno parte
il batterista Marco Frei,
il bassista Mathias Iten,
il chitarrista-cantante Marco Salmina
e Corry.
I Rusty Nails provano
nei rifugi del Ginnasio ai Saleggi di Locarno
e si esibiscono
nell’ Aula Magna durante le ricreazioni,
incoraggiati dal compianto
insegnante di musica Silvano Pelloni,
senza tener conto più di quel tanto
del regolamento scolastico.
Fanno seguito le prime feste scolastiche
e i primi concerti, sempre in concorrenza
con i rivali Teenagers.
Uno dei ricordi più cari di quel periodo rimane
il regalo fatto alla band
dall’ insegnante di tedesco Lautenbach:
quattro chiodi arrugginiti
montati su spille in oro.
Intanto, musicalmente, spadroneggiano
i Nightbirds di Eliano Galbiati,
il loro fondatore.
Salmina e Corry
si piazzano con regolarità
fuori dalla stalla di Solduno,
dove l’ invidiata e più rodata band prova,
per “rubarle” qualche idea.
Quando Chris Ackermann,
chitarrista solista dei “Night”, torna a Zurigo,
Galbiati chiede a Corry di sostituirlo.
Per la verità, deve rivolgersi a papà Knobel,
data la minore età del promettente
“chiodo arrugginito”.

“Nightbirds” reunion:
Roby Wezel, Corry, Eliano Galbiati,
William Mazzoni e Mario Del Don.
Segue un periodo felice, la band funziona,
va in trasferta a Zurigo con tanto di Hippie Bus,
suona nei clubs che fanno tendenza,
alle feste studentesche.

Poi i Nightbirds rimangono in tre,
Mario Del Don, Eliano e Corry.
Ciò nonostante,
continuano a sfornare in abbondanza
prodotti di qualità, loro e di altri.
TANTI ANNI DOPO …
Fra le più belle reunions della band,
quella di una tanti anni fa
al Teatro di Locarno.

Corry, con Mario Del Don,
al Teatro di Locarno.
“WATERFALL”

Nel 1972 viene pubblicato l’ album “Waterfall”,
prodotto e realizzato da Corry ed Eliano.
La spinta creativa è di Corry.
L’ lp viene inciso
in uno studio di registrazione
di Küsnacht, sul Lago di Zurigo.
È la prima versione.
Non contenti del risultato, i musicisti locarnesi,
sostenuti da un finanziatore privato conterraneo,
contattano lo studio Vedette di Cologno Monzese
e riincidono tutto quanto.
L’ album, distribuito da Barclay,
vende all’ incirca duemila copie nel circuito locale,
ottenendo pure qualche modesto riconoscimento
da parte dei critici.
Grazie all’ ottima ristampa in versione CD,
nel tempo sono però aumentati gli estimatori del duo
fra gli appassionati di prog rock europei.
I COTTONWOOD HILL

Corry (chitarra), Mike Stoffner (batteria),
Werner Fröhlich (basso) e Beni Jäger (canto)
Per quanto concerne i Cottonwood Hill,
band di Zurigo alla quale Corry più tardi si aggrega,
non ci sono informazioni esatte.
Probabilmente il chitarrista locarnese
conosce il tastierista belga
Joel van Droogenbroeck a Ponte Brolla,
dove da un po’ risiede,
reduce dall’ esperienza con i Brainticket.
Altrettanto probabile che il contatto con gli zurighesi
sia stato procurato da Trudy Bosshard,
figura molto importante della scena svizzera.
Sta di fatto che nella Casa della Gioventù di Baden,
in riva alla Limmat, si trovarono a provare
Beni Jäger, cantante, Wernie Fröhlich, bassista,
Mike Stoffner, batterista, e Corry.
L’ ambizione di suonare musica propria
li indirizza verso il rock progressivo e brani che,
un paio di anni dopo, verranno inseriti
nell’ album “Waterfall”.

Sono sopravvissute al trascorrere del tempo
rare registrazioni “live”, di non eccelsa qualità,
visti i modesti mezzi tecnici
a disposizione del gruppo ai tempi,
effettuate al Dancing Tarantella di Locarno
nell’ agosto 1970.
LA PACKBAND
Conservo un unico trafiletto
nel quale si parla del gruppo,
degli altri articoli da me scritti, purtroppo,
non c’ è traccia.
È nel numero quattro di “YOU”.
A Corry ho pertanto chiesto di raccontare
qualcosa di più sulla band.
«Ricordo poco, per la verità.
Che suonavamo spesso al ‘Campofelice’ di Tenero,
nel nightclub sottostante.
Oliviero Giovannoni, in piena fase di irruenza giovanile,
ci andava un’ ora prima di noi per sfogarsi sulla batteria.
Al barista del piano superiore toccava rimettere
in posizione le bottiglie di alcolici
perché camminavano.
La Packband è stata il preludio alla formazione
che poi si inserì nel circuito dei nightclubs,
con il compianto Claudio Bassi (ex ‘Teenagers’)
alla batteria.
Aneddoto:
quando ci presentammo
al ‘Chiquito’ di Berna,
il gerente, in un primo momento,
non volle farci suonare perché avevamo …
una ragazza al basso
(il mio capelluto fratello Ray!).
Altro aneddoto.
Alla ‘Tour’ di Ginevra il proprietario
era un sassofonista con carriera USA alle spalle
(credo sia stato pure con Benny Goodman).
con noi degli standards.
Beveva, cosicché,
quando teneva note lunghe,
bisognava … puntellarlo.
Il locale era frequentato
da personaggi dell’ ONU
e puttane di lusso.
Più tardi, Claudio venne sostituito
da un altro locarnese, William Renaglia.
Di più, proprio non ricordo».
a Londra, Corry inizia
una intensa e proficua collaborazione
con l’ ingegnere del suono e produttore
inglese Gwyn Mathias, nella foto.
CORRY IN SINTESI
1950
Nasce a Zurigo il 27 febbraio.
1953
Emigra con la famiglia in Australia.
1956
Frequenta la Scuola elementare a Melbourne.
1958
Ritorna in patria,
frequenta la Scuola elementare a Brissago
e studia il violino.
1961
Frequenta il Ginnasio cantonale a Locarno.
1966
Frequenta la Scuola magistrale a Locarno
e studia chitarra.
1967
Allievo del Centro scolastico
per le industrie artistiche di Lugano.
1970
Si dedica definitivamente alla musica.
È “on the road”
con diversi gruppi nazionali ed esteri
e si interessa di produzioni discografiche.

Con il fratello Ray al “Codei” di Biasca.
1976
Incide, per sperimentare,
pezzi di musica “disco”
con il nome di Jay C. Corry,
“Love Me Or Leale Me”, “Dancing On A Highway”
e “Mademoiselle”
(Metronome e RCA/Victor).

ILLUSTRAZIONE TICINESE



1978
Compone e incide “Romeo and Juliet”
per l’ opera rock di Michel Poletti
(Memory Music).
Poco dopo; pubblica
“Getting Kinda Lonely”
(Memory Music).

1981
Produce l’ album “Ladykiller” dei Killer
(Bellaphon).
1982
È fra i compositori di “Ba-rock”
e “Romeo and Juliet”
(Ariola).
In gara, selezione svizzera
Eurovision Song Contest,
con “Johnny Saxophone”
(CBS).

1982
Produce l’ album “Thriller” dei Killer
(Bellaphon).
Con il fratello Ray suona nell’ album “Rendez-Vous”
degli Eden Meadow
(New Sound Records).
Suona nell’ album “First Lights”
dei Brainstorm
(Memory Music).
1983
Arrangia e compone per Nando Morandi
“Vivo in un mondo”/”Il disoccupato”
e “Liberi”/”Il re della musica”
(EMI).
1984
Collabora alla realizzazione di trasmissioni televisive
per il Dipartimento Educazione e Famiglia
della Südwestfunk di Baden-Baden.
1987
Collabora con Rita Pavone come arrangiatore.
Singolo “Daniele”/”Adorable Sixties”
(Label: Il discotto”)
e album “Dimensione donna”
(Ros Record).
1989
Collabora con Rita Pavone come arrangiatore
per l’ album “Gemma e le altre”
(Label: Compagnia generale dello spettacolo).
È caposettore audio
presso la Polivideo SA di Riazzino,
per la quale cura diverse produzioni internazionali.
1991
Si mette in proprio.
Compone e produce colonne sonore per film
e si specializza in sound design.
Collabora ad allestimenti espositivi e multimediali.
È vice presidente
della Commissione di ripartizione e delle opere
della SUISA.
2009
Inizia una collaborazione
con la Radiotelevisione della Svizzera italiana
come sonorizzatore.
2020
È Stage Manager di JazzAscona.
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