Ultimo aggiornamento 25 Febbraio 2026
FRA I PRIMI
A SUONARE BLUES
NELLA
SVIZZERA ITALIANA
Nella primavera del 1967 due gruppi musicali,
i biaschesi “The Apaches“ e i bleniesi “Dixi”,
dopo diversi anni di attività nelle sale da ballo,
soprattutto del Sopraceneri, si sciolgono.
Tre membri degli “Apaches”,
il cantante e chitarrista Ezio Della Torre,
il bassista e sassofonista Pio Rodoni
e il batterista Claudio Brunelli,
decidono di continuare l’ attività,
per cui si mettono alla ricerca
degli strumentisti mancanti.


La fortuna vuole che tre componenti dei “Dixi”,
i quali hanno deciso a loro volta
di continuare l’ attività musicale,
siano proprio gli strumentisti mancanti.
Il chitarrista solista e violinista Remo Gandolfi,
il chitarrista ritmico Gianni Cima
e il tastierista e armonicista Edgardo “Dado” Gandolfi
accettano di collaborare, nascono così,
nella primavera del 1972, “Les Aiglons”.

Ezio, Gianni, Remo, Claudio, “Dado” e Pio.

Dopo qualche altro anno trascorso nelle sale da ballo,
cambiano rotta per dedicarsi a un genere “più da concerto”.


Arruolate quattro coriste, Luciana, Denise,
Soraya e Daniela (in seguito sostituita da Lorena),
puntano sul blues e il soul
(John Mayall, Canned Head, Janis Joplin,
Julie Driscoll con Brian Auger & The Trinity… )
suonando soprattutto in occasione di spettacoli
organizzati dal sottoscritto con la “YOU Productions”;
da ricordare, in particolare,
quello presso il Cinema di Acquarossa nel 1974
con Toni Vescoli delle Sauterelles,
che aveva intrapreso la carriera da solista.
IL DOCUMENTARIO TSI
Edgardo “Dado” Gandolfi è stato fra i fondatori
de “Les Aiglons”.
Il figlio Michelangelo, per “Storie” (TSI),
ne ha raccontato le vicende con il documentario
“Mio padre era un hippy”
prendendo spunto da un album di foto.
È la storia di un uomo che, sposato, con due figli,
a un certo punto della sua vita
abbandona la strada prestabilita
per percorrere quella del Beat e della creatività,
di un complesso tra i primi a suonare il blues
dalle nostre parti e fra i principali protagonisti
della scena musicale della Svizzera italiana dell’ epoca,
degli anni ‘60 e ’70, delle guerre, delle contestazioni,
dell’ emancipazione delle donne
e di una gioventù che sognava un mondo più vivibile.
Il documentario è arricchito da un’ intervista
al mitico bluesman John Mayall.


