Ultimo aggiornamento 14 Settembre 2026
DONATELLA
Rettore è l’artista di cui non possiedo neppure un disco, eppure amo la maggior parte delle canzoni.

Non ho mai comprato un suo album, ma ogni volta che sento partire le note di “Splendido Splendente”, “Donatella” o “Kobra”, alzo il volume. La stima per lei non è solo artistica, ma profondamente umana. Ho avuto il privilegio di conoscerla e intervistarla, scoprendo una donna vera, intelligente e fuori dagli schemi.


Ricordo con particolare affetto un energetico pomeriggio in diretta televisiva sulla TSI, durante una puntata di “Amici Miei” da me condotta. Con Donatella il copione non esiste: si parte da una domanda e si viaggia in un flusso di coscienza imprevedibile e magnetico. In quell’occasione, tra una risata e l’altra, aprimmo il baule dei suoi aneddoti, un paio dei quali mi piace qui rispolverare.
La caduta in Germania
Nel 1976, durante uno show per promuovere il singolo “Lailolà”, la cantante cadde accidentalmente sul palco. Invece di scomporsi, si rialzò immediatamente con grande disinvoltura e continuò a cantare. Il giorno successivo, i principali quotidiani tedeschi ripresero la notizia e usarono ironicamente l’immagine della caduta e della sua pronta ripresa per fare una metafora e commentare la situazione politica ed economica dello Stato italiano di quel periodo. L’inaspettata risonanza mediatica regalò alla Rettore una grandissima visibilità in Germania. Il brano divenne un enorme successo commerciale, vendendo oltre 300.000 copie solo nella prima settimana sul mercato tedesco e proiettandola stabilmente nelle classifiche europee.
Quando rischiò … la pelle
Sempre durante la famosa puntata di “Amici Miei”, parlammo dell’album “Estasi clamorosa” del 1981, più precisamente della sua copertina (con il celebre inserto sagomato), un’idea visiva forte che però la mise in pericolo. Questo a causa del rischio di intossicazione da metalli pesanti a cui l’artista si è esposta durante lo shooting fotografico. Per ottenere il look futuristico e alieno che caratterizza l’estetica del disco, il corpo e il viso furono interamente ricoperti di speciali sostanze argentee liquide e vernici metalliche. All’epoca, questo tipo di prodotti cosmetici e scenografici conteneva componenti fortemente tossici che, se lasciati a lungo a contatto con la pelle, potevano ostruire completamente i pori e penetrare nell’organismo, causando un avvelenamento sistemico. Non a caso, nelle note interne del disco si legge:
«Ringraziamo l’équipe Deligio-Tarallo per essere riuscita a realizzare il servizio fotografico a tempo di record prima che le sostanze argentee cosparse sul corpo di Rettore potessero provocare una inevitabile e pericolosa intossicazione». I fotografi dovettero infatti scattare alla massima velocità per consentire a Donatella di lavarsi immediatamente e rimuovere la vernice prima che si scatenassero gravi effetti collaterali.
Quella in diretta ad “Amici Miei”, intervista d’altri tempi, fatta di sguardi, energia pura e talento puro, che, ripeto, ricordo con particolare piacere.
In concerto per la RSI

Offre una prova potente delle sue esibizioni dal vivo di quel periodo, caratterizzate da una forte carica rock, trasformismo e originalità.
GUARDA
IL SITO
Ribadisco l’invito a curiosare nel sito: ci sono aggiornamenti e novità che potrebbero interessarvi, specialmente nel BLOG.
Per i contenuti delle puntate:
“CLIC” SU “NON HO L’ ETÀ” (“I BRANI”)
Per sfogliare le pagine del BLOG:
ATTENDERE LA SCRITTA “EVERYTHING IS LOADED”
Sfogliare le pagine della GALLERY e leggere le diciture:
“CLIC” SULLE FOTO
Alla prossima … siateci!

