Ultimo aggiornamento 4 Agosto 2026
“HEY, BABY”
È questo spumeggiante brano ad aprire la puntata di domenica di “Non ho l’ età”, in onda su Radio Ticino dalle 13:00 alle 14:00 e che potrete seguire pure televisivamente, sintonizzandovi sul Radio Ticino Channel.
Lanciato dall’americano Bruce Channel, è stato felicemente riproposto da Dj Ötzi, pseudonimo di Gerhard Friedle, cantante e dj austriaco che ha venduto una quindicina di milioni di copie di dischi.

Leo Leoni, Nic Maeder e Francis Rossi.
A seguire:
Jaga Brothers, cioè Enzo Jannacci e Giorgio Gaber (“Tintarella di luna”), Tony Cicco (“Esterrefatto”), Mia Martini (“E non finisce mica il cielo”), Fiordaliso (“Non voglio mica la luna”), Viola Valentino (“Comprami”), Umberto Tozzi & Raf (“Gente di mare”), Wet Wet Wet (“Love Is All Around”), Blues Brothers (“Sweet Home Chicago”), Phil Collins (“True Colors”/”You Can’t Hurry Love”), Ozzy Osbourne (“Dreamer”), Michael Bolton (“When A Man Loves A Woman”), Weezer (“Africa”), Gotthard & Francis Rossi (“Bye Bye Caroline”).
“O’ GUAGLIONE”
A proposito di Tony Cicco, storico batterista della Formula Tre: torna alla carica con un suo pezzo del 1986 interamente rimasterizzato e remixato: “’O Guaglione”. La versione originale uscì su vinile a dodici pollici per l’etichetta FullTime Production ed è caratterizzata da sonorità Italo-Disco ed elettroniche tipiche dell’epoca. Già allora il DJ Marco Trani collaborò al mixaggio del brano.

ASCOLTA IL BRANO
«Il nuovo progetto, intitolato “O’ Guaglione (Remastered 2026)” – commenta Tony – pulisce il suono originale adattandolo ai moderni standard audio. Include inoltre i remix storici di Marco Trani e una nuova reinterpretazione curata da Clalex». Ricorda Pino Daniele, con cui il batterista ha collaborato. Meritevole d’ ascolto.
LA PRIMA VOLTA DEI QUO
NEL TICINO? ASCONA!
Come già ricordato, anche Ascona vanta un passato di importanti concerti pop. Fra gli artisti di fama mondiale che vi hanno fatto tappa ci sono gli Status Quo. La band si esibì sul prato antistante le scuole la sera del 4 agosto 1973. L’ ingrato compito di rompere il ghiaccio toccò ai connazionali Deke Leonard & Iceberg.
Questo il resoconto della serata – a tratti curioso – di un anonimo giornalista del trisettimanale “Eco di Locarno”:
Applausi per lo “Status Quo”
“Esiste un pubblico ‘pop’, o forse è più esatto dire che esiste di fatto un pubblico che si è avvicinato a questo genere musicale, esiste in forma viva e concreta, anche se dal punto di vista numerico non è quello registrato in altre manifestazioni di questo genere, qui in Europa, senza parlare dell’America.
La presenza dei 1800 giovani, convenuti sul piazzale delle scuole di Ascona, è, però, tutt’altro che trascurabile, anzi per il nostro Cantone è addirittura un primato.
Bisogna sottolineare a questo punto che sabato sera, sul magnifico prato dell’arena, al concerto degli ‘Status Quo’, abbiamo notato la presenza di pubblico straniero: tedeschi, olandesi, francesi e addirittura svedesi; crediamo di essere nel giusto quindi, se affermiamo che manifestazioni di questo genere in futuro vanno favorite, vincendo tutte le remore che le hanno fino ad ora ostacolate, questo perchè un concerto come quello di sabato va al di là del fatto in se stesso, risultando una sicura presa turistica sul pubblico giovane.

Tre anni prima, sempre in agosto, la band era stata preceduta dal re del rock francese, Johnny Hallyday.
Quando, alle 21:15, Lancaster, Parfitt, Coghlan e Rossi sono comparsi, il pubblico ha dato in una vera e propria ovazione; i quattro Status Quo si sono esibiti per più di un’ora, interpretando i motivi di ‘Piledriver’, il 33 giri di loro maggior successo attualmente.
Un rock, il loro, eseguito in maniera dura, diremmo violenta, fraseggi ad alto volume che non hanno mancato di entusiasmare il pubblico giovane, ma che non hanno proprio soddisfatto una minoranza, forse un tantino più esigente.
Manifestazione, tutto sommato, riuscita, anche se l’impianto voce non è risultato perfettamente efficiente, tanto da costringere i ‘Deke Leonard Iceberg’ (che alle 20:00 circa hanno aperto il programma) a modificare sensibilmente il loro repertorio, offrendo al pubblico motivi di buona fattura e orchestrazione, anche se un po’ lunghi, forse troppo”.
I Quo avrebbero dovuto tornare in Ticino nel marzo del 1978, ma non se ne fece niente, poiché il Palazzetto del ghiaccio in cui avrebbero dovuto esibirsi crollò.
A riportarli da noi, con una formazione nel frattempo cambiata, ci pensò, verso la metà degli anni Duemila, André Béchir, l’ inarrivabile ideatore di “Moon And Stars”: grazie a lui, la band suonò in Piazza Grande a Locarno per ben tre volte (2008/2012/2024).
Doveroso ricordare pure che, il 2 agosto del 2013, Francis Rossi, Rick Parfitt e soci tennero un concerto anche a Cevio, nell’ ambito del “Magic Blues Festival”.

Molte pure le interviste realizzate per la T.S.I. Eccomi con i Quo, rispettivamente, a Frauenfeld e Locarno.
Per quanto mi concerne, ho avuto il piacere di incontrare e intervistare i simpatici e disponibili musicisti inglesi innumerevoli volte, pure oltre San Gottardo. Continuo ad averli nel cuore, ma da tempo non li seguo più, poiché le scelte musicali dell’ unico membro originale rimasto, ossia Rossi, non mi entusiasmano più di quel tanto (fa eccezione il brano “Bye Bye Caroline”, inciso con i Gotthard e che, come avrete letto, potrete riascoltare domenica a “Non ho l’ età”).
WHATEVER YOU WANT
Fra i momenti più belli vissuti con i Quo c’ è quello del novembre 1980 a Zurigo, cerimonia di consegna del Disco d’ oro per il successo di vendite dell’ album “Whatever You Want”.
In quell’ occasione ai mitici chitarristi Rick Parfitt e Francesi Rossi posi alcune domande, tra cui quelle che pubblico di seguito.

Zurigo, consegna del “Disco d’ oro”. Per l’ occasione, intervistai Rick Parfitt e Francis Rossi. L’ articolo fu pubblicato da “Illustrazione Ticinese”.
Quale la formula dell’ elisir di lunga vita?
Parfitt – «Occorre rilevare che in seno alla nostra band non è mai esistito un leader, ecco la ragione per cui non si sono manifestate gelosie. Ogni decisione è stata presa collegialmente. Per quanto riguarda i momenti difficili, abbiamo saputo attraversarli senza troppi danni, in quanto abbiamo sempre creduto nella nostra musica. Certo che il successo abbiamo dovuto sudarlo. ‘Paper Plane’ e altri dischi sono entrati in classifica perché gli abbiamo preparato il terreno con una fitta serie di concerti qua e là per il mondo, mai ci siamo vergognati di suonare in locali poco noti e a condizioni (economiche) poco … interessanti».
Reggae, disco-music: concorrenza per il rock …
Parfitt – «Il rock non è mai morto. Status Quo vuol dire rock, continueremo su questa strada con la forza di una locomotiva! Ci saranno sempre delle persone alle quali piace questa musica, non vediamo quindi perché si debbano temere le altre correnti musicali».
Musica e politica?
Rossi – «Gli Status Quo non hanno mai mischiato le due cose. La musica dà feeling, la politica no».
I testi non sono dunque importanti nelle vostre composizioni?
Parfitt – «Il sessanta/settanta per cento dei nostri testi sono sensazioni, fantasia. Anche noi siamo però sensibili a determinati problemi che travagliano l’uomo, si ascolti ad esempio ‘Living On An Island’. Il fatto è che non si va ai concerti per ascoltare prediche. Eppoi gli Status Quo non sono Bob Dylan».
PS: parole sante, oggi più che mai!
VIVA MOGOL!
Il 17 agosto il mitico Mogol compirà novant’anni. Per l’occasione, RAI1 il 14 e 21 agosto alle 21:30, riproporrà le due puntate dello “speciale” andato in onda dieci anni fa per festeggiare l’ottantesimo compleanno.

Eccoci nel 2022 a Locarno per “AnimaLucio”. Lo spettacolo – protagonisti collaboratori storici di Lucio Battist, ossia Bob Callero, Gianni Dall’ Aglio e Massimo Luca, nella foto – verrà riproposto, senza Mogol, il 10 agosto alla Rotonda nell’ ambito del Festival del film.
Sarà Massimo Giletti a raccontare la vicenda del grande paroliere (per la verità, preferisce essere chiamato maestro), con l’apporto dei migliori rappresentanti della musica italiana. In tutto cento artisti, oltre la band e l’orchestra; fra i tanti, Eros Ramazzotti, Edoardo Bennato, Gianni Morandi, Gianna Nannini, Massimo Ranieri, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Loredana Bertè, Rita Pavone, Marcella e Gianni Bella, Maurizio Vandelli dell’Equipe 84, Shel Shapiro dei Rokes, Patty Pravo e Luca Barbarossa.
Sul palcoscenico, a festeggiare Mogol, anche alcuni attori, tra cui Catherine Spaak e Terence Hill.
AI RONCHINI DI MAGGIA
(NON SOLO) BLUES
Ai Ronchini di Maggia questa sera si concluderà il festival Vallemaggia Magic Blues 2026. Di scena il virtuoso texano Eric Steckel e gli svizzeri Sideburn, tra le band hard rock più apprezzate della scena europea.
Bambino prodigio, Eric Steckel ha pubblicato il suo primo album a soli undici anni e, nel 2003, è entrato nei leggendari Bluesbreakers di John Mayall, diventandone il più giovane chitarrista. Nel corso della sua carriera ha condiviso il palco con Ray Charles, B.B. King, Steve Vai e Johnny Winter, imponendosi con uno stile potente che lui stesso definisce Bluesmetal.

Ad aprire la serata saranno i Sideburn, storica formazione di Losanna che da oltre venticinque anni porta sui palchi internazionali il proprio hard rock ispirato ad AC/DC, ZZ Top e Rose Tattoo, condividendo la scena con band leggendarie come Kiss e Motörhead.
Inizio concerti: ore 21.00.
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