Ultimo aggiornamento 19 Maggio 2026
“ROCK’N ME”
è un celebre brano della Steve Miller Band pubblicato nel 1976 come secondo singolo estratto dall’ album “Fly Like an Eagle”. Il riff principale fu ideato da Miller come tributo e omaggio allo stile musicale dei Free e degli ZZ Top, mentre il testo parla di un uomo che viaggia attraverso gli Stati Uniti.
“Rock’n Me”, pure, è il pezzo che aprirà la puntata di domenica di “Non ho l’ età”, in onda su Radio Ticino dalle 13:00 alle 14:00 e che potrete seguire anche televisivamente, sintonizzandovi sul Radio Ticino Channel.

Gli altri brani che ascolterete:
Steve Miller Band (“Abracadabra”), Rolling Stones (“In The Stars”), Paul McCartney & Ringo Starr (“Home To Us”), Skid Row (“I Remember You”/18 And Life”), Elton John (“The Heart Of Every Girl”), Electric Light Orchestra (“Strange Magic”),Eagles (“Take It Easy”), Toploader (“Dancing In The Moonlight”), Annie Lennox (“I Put A Spell On You”), Mariah Carey (“Without You”), Nek (“Se telefonando”), Edoardo Bennato (“Stop America”), Status Quo (“In The Army Now”).
SERATE IN ROSA
Saranno due band di casa, l’ orchestra Flat Flamingos e gli Ethica, a dare il la, domani sera presso il Villaggio Rosa di BancaStato, alla due giorni musicale organizzata nell’ ambito delle iniziative destinate a sottolineare l’ arrivo della carovana del Giro d’ Italia nel Ticino.

Sabato sul palco della festa – entrata gratuita – saliranno, come più volte scritto, i Paipers, ai quali spetterà pure il compito di accompagnare gli ospiti d’ onore, Mal dei Primitives e Giuliano dei Notturni, i Ribelli, che renderanno onore al loro fondatore, Adriano Celentano, e la Formula Tre, che delizierà il pubblico con perle prese in prestito dal repertorio del suo mentore, Lucio Battisti.
ISPIRATI DA MAL
A rompere il ghiaccio, alle 19:30, saranno i musicisti pugliesi, che chi scrive ha scoperto navigando online e con cui nel tempo ha avuto il piacere di realizzare diversi importanti progetti.
Tornano da noi dopo essere stati protagonisti, lo scorso 15 aprile ad Arbedo, di uno showcase con Mal, al quale simpaticamente, da quando hanno mosso i primi passi, si ispirano, fingendo di essere artisti inglesi calati in Italia nei mitici Anni Sessanta. Da cosa nasce cosa, e così rieccoli insieme per vivere (e far vivere ai presenti) un’ altra memorabile serata.
PAIPERS, PROPRIO CON LA “A”!
Il gruppo prende il nome dallo storico locale di Roma “Piper Club”, ma, al fine di maggiormente incuriosire, ha deciso di storpiarlo con l’ inserimento della “a”.
A caratterizzarli, originalità, simpatia e molta professionalità (look, presenza e video particolarmente curati). È per tale motivo che ho loro chiesto di regalarmi un brano da utilizzare per un periodo come sigla e tappeto sonoro per le puntate di “Non ho l’ età”, il mio “quasi programma di archeologia musicale” in onda la domenica su Radio Ticino; trovate il pezzo, “Giorgio”, su Spotify.
Di tanto in tanto, sia nel Blog che su Facebook, pubblico loro intriganti video, ultimo dei quali, in ordine di tempo, è quello di “Rock and Roll Music”, dal repertorio del mitico Chuck Berry.
A questo proposito, va ricordato che uno di questi clip è stato realizzato nel Ticino, a Locarno.
Si tratta di “Senza luce”, dal repertorio dei Dik Dik, cover di “A Whiter Shade Of Pale” dei Procol Harum.
A Mr. Christmas (batteria, basi e cori), Don Lisi (basso e voce) e Mr. Penti (chitarra e cori) alcuni anni fa, in occasione di una locarnese “Notte Bianca”, ho fatto conoscere Mario Totaro, ex tastierista della famosa band. Incontro proficuo, al punto che il musicista milanese ha accettato di togliere la polvere al suo mitico Hammond per partecipare alla reincisione del pezzone da lui,
Lallo Sbriziolo, Pepe Salvaderi, Pietruccio Montalbetti e Sergio Panno portato al successo negli anni Sessanta.

Con Mario, i Paipers e, primo a destra, il regista Paolo Vandoni.
A casa di Mario, poi, la band pugliese ha realizzato il video destinato a lanciare il brano. Ricordo, a titolo di curiosità, pure che i Paipers hanno riinciso un altro gettonatissimo brano dei Dik Dik, “Sognando la California”.
Chissà, perché no? Prima o poi un video anche con Mal …
“SEMPRE INSIEME A SIMONE”
Eppoi, Giuliano dei Notturni, del quale ho più volte parlato in precedenti Newsletters.

Con l’ accompagnamento dei pugliesi – a proposito, saranno in cinque anziché in tre – proporrà i suoi principali successi, tra i quali, inevitabilmente, l’ inaffondabile “Ballo di Simone”. L’ imperdibile serata in programma al Villaggio Rosa di BancaStato sarà anche l’ occasione per presentare, in prima Svizzera, il sequel del gettonatissimo brano, “Sempre insieme a Simone”.
Dall’ album dei ricordi di Mal …
Per chi avesse dimenticato: ecco cosa succedeva, pure all’ estero, quando Paul Couling Bradley, ossia Mal, era fra i dominatori delle classifiche di vendita.

Gianni Dall’ Aglio dei Ribelli …
Nel 1966 la band, fondata, ricordiamolo, da Adriano Celentano partecipò al Festival di Sanremo con “A La Buena De Dios”. In coppia con i New Christy Minstrels, ancora facente parte del mitico Clan e senza Demetrio Stratos, si presentò sul palco dell’ Ariston indossando parrucche come gesto provocatorio verso chi aveva definito Gianni Dall’ Aglio, Giorgio Benacchio, Natale Massara ed i fratelli Bichara “capelloni”, salvo poi togliersele a metà esibizione. “A L: è uno dei pezzi che potrete ascoltare sabato a Bellinzona.

La batteria a destra è quella degli Yardbirds, anche loro in gara con “Paff … Bum”.
Tony Cicco della Formula Tre
E che dire di quest’ altra foto? Tony Cicco, Alberto Radius e Gabriele Lorenzi con Lucio Battisti, loro pigmalione.

La Formula 3 fu il primo gruppo ad incidere per la storica etichetta Numero Uno, fondata proprio da Battisti e Mogol. Il cantautore reatino ha prodotto i primi album e scritto per il trio brani indimenticabili come “Eppur mi son scordato di te”. Cicco e soci sono passati alla storia, anche, per essere stati l’ unica formazione ad essersi esibita dal vivo con il geniale musicista, venti concerti storici nel 1970.
UN ALTRO “FUGGIASCO” CI HA LASCIATO
Su Facebook, martedì, questo post del fraternoi amico Gianni Dall’ Aglio:
“Questa mattina ci ha lasciato Claudio Paterlini, nella foto il primo a sinistra, l’ altro, a destra, è suo fratello Charlie. Era mio cugino, siamo cresciuti insieme… quando avevo quindici anni e lui diciassette, era bravissimo a organizzare incontri a casa mia con amici e amiche, ballavamo le più belle canzoni lente di quegli anni.

Suonava il pianoforte nei Fuggiaschi di Don Backy e, nel frattempo, era diventato professore d’ inglese. Lascia l’ amata moglie Franca, i figli Fabrizio e Gabriele insieme ai tre nipoti. Caro Claudio, fai buon viaggio, ti voglio bene, sarai sempre con me!”.

Il primo disco dei Fuggiaschi da me acquistato, quando ancora ero bambino. Claudio è il primo a sinistra. Seconda foto: con Guido Mario Pavesi a Giornico.
Caro Claudio, pure io voglio dedicarti un pensiero, con affetto.
Ricordi? Ci siamo conosciuti nel 1985. Quella sera, 31 dicembre, a Giornico, grazie a te, agli altri Fuggiaschi, Gianni e i suoi Ribelli, ho trascorso irripetibili, indimenticabili ore, godendomi dal vivo le canzoni di due dei primi gruppi che ho amato (e continuo ad amare).
In seguito ci siamo sentiti diverse volte al telefono, ma purtroppo mai più incontrati.

A Mantova con Guido Mario Pavesi.
Per contro ho rivisto – e sento tuttora via Facebook – Guido Mario Pavesi, la chitarra solista dei Fuggiaschi, il quale, alcuni anni fa, ha scritto e pubblicato uno splendido libro sulla storia della vostra fantastica band, “Gli anni belli dei Fuggiaschi”: sento il bisogno di rileggermelo!
“Era il nostro tempo”… afferma Mario Pavesi iniziando a far riemergere dalla sua memoria date, avvenimenti e immagini per raccontare gli anni dei Fuggiaschi. Il libro ricostruisce le vicende che, dal 1962 al 1969, hanno portato il gruppo musicale mantovano a vivere da protagonisti quell’ epoca di straordinari fermenti, particolarmente significativa per l’ evoluzione della musica. Dalla realtà della provincia ai centri più prestigiosi dell’ ambiente musicale italiano, il percorso di questi ragazzi accomunati dalla passione per la musica è un susseguirsi di sorprese, conquiste professionali, affermazioni e disillusioni che diventano punti focali della narrazione. Ne esce un quadro appassionato di un’ epoca e della forza che quei ragazzi avevano di voler affermare le proprie idee. Condivisero esperienze di vita e gusti musicali, e per certi aspetti furono sicuramente dei precursori. Primi nella discografia del Beat italiano, cultori della qualità del suono, sperimentatori in sala d’ incisione, anticipatori del “rhythm & blues” con l’ inserimento nell’organico di quattro fiati, controcorrente nel proporre composizioni proprie in un’ epoca dominata dalle “cover”: sempre un passo avanti era l’ istintiva esigenza che guidava le scelte dei Fuggiaschi. Il racconto è dinamico e corredato di fotografie originali, immagini inedite, aneddoti avvincenti e testimonianze esclusive. “Una scuola di vita” ci dice l’autore, affrontata sempre con equilibrio, come se l’ obiettivo prevalente fosse il rispetto degli impegni personali che ognuno di loro aveva preso con la famiglia e con gli studi, ma che più volte li ha anche portati… “a un passo dal successo”.
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