Ultimo aggiornamento 6 Maggio 2026
“THAT THING YOU DO!”
È fra i pezzi portanti della colonna sonora del godibilissimo “Music Graffiti”, film
del 1996 scritto, diretto e interpretato da Tom Hanks. È una commedia musicale ambientata negli anni ’60 che racconta l’ ascesa e la caduta di una band immaginaria, “The Wonders”, diventati famosi grazie a un singolo di successo.

“That Thing You Do!” é, anche, il brano che aprirà la puntata di domenica di
“Non ho l’ età”, in onda su Radio Ticino dalle 13:00 alle 14:00 e che potrete
seguire pure televisivamente, sintonizzandovi sul Radio Ticino Channel.
Gli altri pezzi che ascolterete:
David Lee Roth (“California Girls”), Pooh (“Chi fermerà la musica”), TAO
(“Se io fossi un angelo”), I Monster (“Daydream In Blue”), Giuliano Palma (“Nuvole rosa”), Linda Ronstadt (“It’s So Easy”), Storace (“Rock This City”), Whigfield (“Be My Baby”), Toten Hosen (“Respectable”), Mötley Crüe (“Home, Sweet Home”), Rita Lee (“She Loves You”), Paul McCartney
(“Come together”), CoreLeoni (“Let It Be”), Mike Love, Mark McGrath &
John Stramos (“Do It Again”).
Locarno
ANDRÉ BÉCHIR O COSTINE?
A chi, martedì, il Municipio di Locarno assegnerà la gestione delle rassegne musicali estive in piazza Grande per il quinquennio 2028-2032? Alla TAKK ab
del mitico André Béchir o alla concorrente Moon&Stars di Dani Büchi?
Noi votiamo per il primo, fra i più importanti e stimati organizzatori di eventi musicali europei.
In diretta per la T.S.I. dalla piazza Grande di Locarno con l’ ideatore di
“Moon & Stars”, André Béchir.
Sì, perché, come abbiamo già scritto, Büchi e soci – a proposito: chi, fino ad
alcuni anni fa, li aveva mai sentiti nominare? – stanno trasformando quella che
era una prestigiosa festa della musica in un banale “Kilbi”, sagra popolare
a base di costine, giostre, bancarelle e altre meraviglie del genere.
Il programma 2026 non fa eccezione.
In cartellone, solisti e gruppi amati solo da un certo tipo di pubblico, dal palato
non particolarmente delicato, o che in piazza si sono già esibiti più volte.
Ai tempi di Béchir, l’ ideatore, ricordiamolo, sul palco di “Moon And Stars” saliva gente come Elton John, Stevie Wonder, i Coldplay, Eric Clapton, gli Who e
gli ZZ Top.
Oggi non è più così, ecco perché, ribadiamolo, tifiamo vigorosamente per lui, invitando il Municipio locarnese a fare altrettanto.
L’ IMPERDIBILE SERATA
AL VILLAGGIO ROSA DI BELLINZONA
Fra i solisti e gruppi che animeranno l’ imperdibile serata di sabato 23 maggio
a Bellinzona, organizzata da BancaStato presso il Villaggio Rosa nell’ ambito
della sedicesima tappa del Giro d’ Italia 2026, c’ è, come detto, l’ instancabile Giuliano dei Notturni, quello del famosissimo “Ballo di Simone”.
È da poco rientrato dalla Thailandia, dove da anni trascorrere lunghi periodi di riposo.
Ne ho approfittato per, telefonicamente, fare un’ altra delle nostre sempre piacevolissime chiacchierate destinate, in particolare, a soddisfare mie
(e, sicuramente, anche vostre) curiosità.
GIULIANO DICE CHE …
All’ amico veneto ho chiesto, per cominciare, chi o cosa ispirò il nome della band.
«Difficile trovare un nome in quel periodo, visto che i gruppi beat pullulavano. Lo scegliemmo sfogliando il vocabolario. Ci piacque anche perché ci esibivamo sempre di sera, quindi di notte».
Come nacque la band?
«Con alcuni amici vicentini partecipai un concorso a Milano presentato da
Pippo Baudo e che durò una settimana. Vincemmo, imponendoci su centosessanta gruppi. Questo ci diede la possibilità di realizzare un provino
per la Ri-Fi.

Avevo pezzi miei, però decisi di coverizzare ’50 Tears For Every Kiss’ di
Cliff Richard, in italiano ‘Oggi sono tanto triste’, che avrebbe dovuto essere la facciata A del nostro primo disco. Nel frattempo però in America uscì ‘
Simon Says’, successone internazionale che la casa discografica milanese,
della quale ai tempi facevano parte, fra i tanti, Mina, Fausto Leali, Iva Zanicchi, Fred Bongusto e I Giganti, preferì dare a me, anche perché avevo vinto ben
cinque puntate di ‘Settevoci‘ (seguitissimo programma RAI, ndr). Ne riscrissi il testo rendendolo più semplice e simpatico. La fortuna del brano furono il titolo e, specialmente, questo passaggio:
‘Adesso mi divertirò un po’ con te
Con un bel gioco che ti piacerà
Simone dice che è molto semplice
E lui queste cose le sa
Butta in aria le mani
E poi lasciale andar
Muovile ancora con me
Un po’ di quà e un po’ di là’
Non solo fece (e continua a far) ballare un eterogeneo pubblico, pure piacque moltissimo ai bambini, per cui venne gettonato anche nelle scuole materne di mezza Italia».
Altro vostro ricordato brano, “Ragazzina ragazzina”, “Mendocino” del Sir Douglas Quintet, inciso anche dai Nuovi Angeli. Chi la spuntò?
«Noi vendemmo di più. Lo confermano le classifiche di allora. Quanto ai Nuovi Angeli, fu, quello, il primo loro singolo ad avere veramente successo».
Come avete vissuto la notorietà?
«Vi arrivammo senza aver fatto nessun genere di gavetta. Giornate grandiose, con la gente che ci correva dietro, chiedeva autografi e non ci lasciava mangiare quando eravamo al ristorante. Non eravamo abituati ad affrontare certe situazioni e, sebbene il ‘Ballo di Simone’ fosse in vetta alla hit parade, chiedevamo a nostra volta gli autografi ai grandi cantanti del momento. Nel tempo mi è capitato di incontrare Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Zucchero, Simone Cristicchi, e ognuno di loro mi ha detto: “Sapessi quante volte ho suonato ‘Il Ballo di Simone!?'”».
Durante le riprese di uno “speciale”
per la TSI dedicato al festival “Feedback”.
Perché vi scioglieste?
«Per una questione di soldi. La Ri-Fi pagava poco, la televisione pure, e noi dovevamo dividere in sei. Avendo vinto più volte a ‘Settevoci’, il programma di Baudo, la casa discografica scelse di puntare solo su di me. Quanto alla band,
non si rimise più insieme perché ognuno trovò un lavoro sicuro. In quegli anni,
poi, ci fu l’ avvento dei cantautori come De Gregori, Venditti e Dalla: tanti altri gruppi scomparvero».
Nel 1969 intraprendesti la carriera solista adottando, quale nome d’ arte,
“Giuliano dei Notturni”. L’ anno dopo incidesti “Il ballo dei fiori“, “One Night Stand” di Lee Hazlewood, cui fecero seguito “Il gioco della mela” nel 1971 e “Caccia
alla volpe” nel 1972, entrambi firmati da Vecchioni.
«Vecchioni, con cui collaboravo, mi propose inizialmente di incidere ‘Donna felicità’, pezzone poi lanciato dai Nuovi Angeli, ma io preferii optare per ‘Il gioco della mela’.
Dopo aver partecipato al Festivalbar con ‘Il ballo dei fiori’, scritta da Mogol,
dovetti assolvere il servizio militare, ecco perché non mi fu più possibile partecipare a trasmissioni o tenere concerti. Essendo diplomato, andai a
lavorare in banca, continuando comunque a fare seratine nei locali e a
partecipare a spettacoli televisivi».
“IL BALLO DI SIMONE”
fu lanciato a livello internazionale dai 1910 Fruitgum Co., fra gli esponenti più ricordati della cosiddetta “bubble gum music”, la “musica da masticare”.
Giuliano e I Notturni lo riincisero nell’ aprile del 1968.
Nell’ estate dello stesso anno entrambe le versioni entrarono nella classifica
dei 45 giri più venduti: “Il Ballo di Simone” si piazzò al quarto posto, dando filo da torcere alla versione originale, diventando con il tempo brano cult degli anni ’60
e tra i più suonati e cantati nella storia della musica italiana.
Dalla Thailandia con amore. “Simon Says” fu inciso anche da Mal,
però con un altro titolo: “Semplicissimo”.
Al successo del disco di Giuliano contribuì la facciata B, che, come detto, inizialmente avrebbe dovuto essere la A: “Oggi sono tanto triste”, lentone “da mattonella” scritto da Gian Pieretti e Beppe Cardile liberamente ispirato a
“50 Tears For Every Kiss” di Cliff Richard. Per quanto concerne l’ album, l’ unico inciso dalla band, ricordo che è stato ristampato su CD dalla On Sale Music.

IL SEGUITO
Recentemente Giuliano ha composto e inciso il seguito de “Il ballo di Simone”.
«S’ intitola ‘Sempre insieme a Simone’. Come il pezzo che mi ha lanciato,
è destinato a far ballare la gente. È stato molto apprezzato: su YouTube
l’ hanno finora visto oltre quattrocentomila persone! A Bellinzona lo eseguirò accompagnato dai pugliesi Paipers, che, con piacere, incontrerò per la prima volta».
IL SITO
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