Ultimo aggiornamento 12 Aprile 2026
AMICI DA QUASI
QUARANT’ ANNI
Abbiamo fatto amicizia tanti anni fa,
in occasione
di un’ intervista per la TSI.
Ne approfittai per proporgli
di tornare nel Ticino
per un concerto a Bellinzona
nell’ ambito del festival “Feedback”.
Da allora ha fatto tappa
da noi innumerevoli altre volte,
principalmente per partecipare
a programmi radiofonici e televisivi,
concerti e showcases
da me animati ed organizzati.
A proposito dell’ intervista,
ne realizzai una anche
per “Illustrazione Ticinese”
(allora ero ancora freelance),
che la pubblicò nel numero
del 9 ottobre con il titolo
“Mal: Gira il mondo,
canta… e spera”
Lo avevamo quasi dimenticato,
pensavamo avesse cambiato mestiere.
Invece eccolo qua, Mal dei Primitives,
in un bar di Mezzovico
(poco prima di un concerto tenuto
in una discoteca della zona),
a parlarci di ciò che ha fatto
negli ultimi anni e dei suoi progetti.
«È ancora bello»,
commenta una nostra accompagnatrice;
è ancora bravo, è addirittura migliorato,
pensiamo noi mentre assistiamo all’ esibizione.
«Negli ultimi anni non si è più parlato molto di me – spiega –
perché ho viaggiato, ho girato il mondo.
Si è trattato quasi esclusivamente di viaggi di piacere.
Ho sempre avuto questo desiderio.
Ho cominciato da piccolo
e continuo adesso che ho quarant’ anni.
Però non ho smesso di fare musica.
Ho registrato alcuni dischi belli ma sfortunati,
fatto parecchie serate e persino recitato
(si è trattato di un’ esperienza
teatrale divertente, un musical)».
Sempre per quanto riguarda il passato,
cosa rimproveri a te stesso?
«Di aver messo in circolazione
dischi come “Furia, cavallo del West”.
Quel che è peggio:
non avendo creduto al successo commerciale
di questa produzione – ne sono state vendute
oltre un milione e trecentomila copie! –
ho intascato poche lire.
Ho peccato anche di ingenuità,
permesso a gente poco seria
– discografici e giornalisti in prima linea –
di speculare sulla mia immagine.
Tutto questo perché ho concesso loro fiducia».
Quale immagine vorresti “vendere”?
«Quella di uno che veramente sa cantare,
ama la melodia
e ha qualcosa da offrire artisticamente.
Purtroppo continuano a proporre cose non adatte a me.
C’ è anche chi mi ha capito e vorrebbe aiutarmi,
ma non ha grossi mezzi finanziari per farlo».
Hai problemi finanziari?
«No, tutt’ altro.
Potrei vivere facendo nulla,
poiché i successi di qualche anno fa
mi hanno permesso di mettere
da parte qualche soldino per la vecchiaia.
Eppoi ci sono le serate,
mi si invita sempre volentieri a cantare.
Il discorso è un altro:
realizzare un disco di qualità oggi come oggi
– grazie al computer e, nel mio caso, all’ esperienza –
non è un
lo è invece trovare un discografico
disposto a investire somme importanti
per promuovere il prodotto.
È peggio di una volta:
i canali promozionali che contano costano,
vogliono montagne di soldi.
Se investimenti del genere si fanno,
vanno a favore di illustri sconosciuti giovani,
non di quarantenni che hanno cavalcato nel West!»
Eppure avresti ancora molto da dire…
«Certo. Intanto, come vedi, presento ancora bene,
i capelli ci sono tutti e la pancetta non ha fatto la sua comparsa.
Nel cassetto tengo poi un’ infinità di canzoni
belle tanto quelle di una volta.
Il problema, ripeto, è come presentarle.
Non sono un paninaro, ma neanche un pensionato.
Mi piace la melodia, ma continua ad affascinarmi pure il rock,
almeno quello di un certo tipo. Che fare, che linea seguire?
Devo pensarci bene,
specialmente trovare qualcuno
che creda in me fino in fondo e che,
di conseguenza, sia disposto ad affrontare
discorsi seri e sforzi finanziari
di una certa consistenza».
Altrimenti?
«Altrimenti sto al mio posto. Certo, non lo nascondo,
ogni tanto mi prende lo sconforto».
Hai ancora contatti con i Primitives, il complesso con cui
ti sei fatto conoscere in Italia?
«Sì. Li rimetterei insieme, però solo se mi offrissero
progetti interessanti».
C’ era un ragazzo che si chiamava Paul Bradley
e decise di divenire Mal;
c’ era un cantante che si faceva chiamare Mal
e che tornò ad essere Paul Bradley:
come prosegue la storia?
«Mah! Forse mi farò chiamare Giovanni Bianchi».


Terza edizione di “Feedback”.

YEEEEEEH!
Mal, Paul Bradley, britannico naturalizzato italiano,
intraprende la carriera negli anni Sessanta
con lo pseudonimo di Mal Ryder.
Passa poi agli Spirits,
ottiene un contratto con la Decca Records,
che punta però decisamente su di lui;
i dischi escono, quindi, con la denominazione
Mal Ryder & The Spirits.
Dopo due 45 giri che non riscuotono il successo
che la casa discografica si aspettava,
Mal e soci passano alla Pye Records
e ne pubblicano un paio d’ altri,
che fruttano un tour in Germania.
Si esibiscono, fra i tanti locali,
allo Star Club di Amburgo,
dove sono di scena i primi Beatles.
Al ritorno gli Spirits si sciolgono.
Mal viene contattato per riformare una nuova band,
The Primitives, con cui incide un nuovo singolo,
sempre per la Pye.
Quando pure il chitarrista Stuart Linnell dimissiona,
Mal recluta Dave Sumner,
conosciuto in Germania.

Primo a destra, Pick Withers,
poi batterista dei Dire Straits.

Dopo un tour in Norvegia,
i Primitives tornano a Londra e,
durante un’ esibizione in un locale di Soho,
due italiani presenti nel pubblico,
Gianni Boncompagni e Alberigo Crocetta
(proprietario del Piper Club di Roma),
propongono loro alcuni spettacoli in Italia.
Il batterista Mick Charletond
decide però di restare in patria.
È sostituito da Pick Withers, che dieci anni dopo
diverrà batterista dei Dire Straits.
Alla fine del 1965
i primi spettacoli al Piper.

I Primitives incidono un lp per la Piper Club
(distribuita dalla ARC, satellite RCA)
intitolato “Blow Up”.

Fra i pezzi,
“I Ain’t Gonna Eat Out My Heart Anymore”,
che con il titolo “Yeeeeeeh!”, esce pure su 45 giri,
riscuotendo grande successo,
bissato qualche mese dopo da “L’incidente”.

La RCA punta però su Mal.
Comincia così la sua carriera solista,
seppure il complesso lo accompagni ancora,
specialmente negli spettacoli dal vivo.


Riscuote grande successo
fino alla fine della decade
con brani quali “Bambolina”, “Tu sei bella come sei“
(con cui partecipa al Festival di Sanremo 1969)
e “Occhi neri occhi neri”.
Segue “Pensiero d’ amore”,
che arriva al primo posto della classifica
stazionandovi per settimane
e ispira l’ omonimo musicarello
interpretato dal cantante:
è l’ inizio
di una nuova carriera, quella di attore.
Nel 1970 escono
“Lacrime d’amore“ e ”Amore Formula 2”.
Grazie al successo riscosso,
Mal è protagonista di fotoromanzi
pubblicati dalle riviste
“Sogno”, ”Grand Hotel” e “Giovani”.

Non abbandona però la musica
e partecipa nuovamente al Festival di Sanremo:
all’ edizione del 1970 si presenta in
coppia con Luciano Tajoli
cantando “Sole pioggia e vento”,
mentre a quella del 1971 con i Nomadi
interpretando “Non dimenticarti di me”.
Nel 1972 tiene una serie di concerti a Las Vegas.
Dopo alcuni poco gettonati singoli in inglese,
nel 1975 ritorna in cima alle hit parades
con una versione in chiave moderna
della celebre canzone di Vittorio De Sica
“Parlami d’ amore Mariù”, che fa, anche, da sigla
a una rassegna televisiva
di film del regista romano.
Nel 1977 ottiene un successo ancora più grande
(un milione e mezzo di copie vendute) con “Furia”,
sigla dell’ omonima serie di telefilm
con protagonista il “cavallo del West”.
A questa, seguono altri dischi per il mercato infantile
legati a trasmissioni cui Mal prende parte.
Fra i tanti,
il “sequel” “Furia soldato” e “Mackintosh”,
sigla de “Il dirigibile”,
trasmissione condotta dallo stesso Mal
con Maria Giovanna Elmi.
Successivamente incide un nuovo lp,
in inglese, col suo vero nome:
Paul Bradley.
Tra i brani, “Let It Be Love”,
che raggiunge una buona posizione
nella Hit Parade.

Altra partecipazione a Sanremo nel 1982,
con “Sei la mia donna”.
Fra il 1997 e il 1999, Mal riconquista il successo,
non solo come cantante,
ma anche attore nella versione italiana
del musical ”Grease” con Lorella Cuccarini.
Torna inoltre in televisione
come ospite fisso del programma “L’ultimo valzer”
condotto da Fabio Fazio e Claudio Baglioni.
Nel 2005 partecipa al reality show di Canale 5
”La fattoria”.
Segue l’ album “Attimi”.
Il 16 maggio 2014 Mal ritira a Genova,
alla Fiera Internazionale della Musica,
il Premio Italia alla carriera.
Nel 2017 pubblica il singolo
“Benjamin (Il nipote di Furia)”,
e l’ lp “La donna che c’ è in te”,
per i cinquant’ anni di carriera.
Seguono concerti
e altre partecipazioni a programmi
radiofonici e televisivi.
Nel 2019 pubblica “Grazie Piper!”,
il cui lancio per il mercato svizzero
ha luogo presso il Cinema Otello di Ascona
durante uno showcasew da me condotto.
I più recenti album sono
“I’m still singing” e “Go Slow”,
realizzato con l’ apporto di due ex Primitives,
Dave Sumner alla chitarra e Pick Withers alla batteria.
«Dave e Pick hanno realizzato
le basi musicali dell’ ellepì, che, tengo a ribadire,
ha un tiro decisamente rock.
Dave ha lavorato in uno studio italiano,
mentre Pick in uno mobile di Liverpool,
città in cui abita.
Pick ha suonato anche nel precedente album,
“I’m still singing”, pubblicato il 27 febbraio,
giorno del mio compleanno.
Quanto alla copertina, è stata ideata
da un ex compagno di scuola di mia moglie Renata:
Emanuele Barison, disegnatore ufficiale di “Diabolik”.
Quindi, copertina d’ autore».
Album, “Go Slow”, dedicato a Jay Roberts,
(pseudonimo scelto da Geoffrey Robert Farthing),
scomparso nel 1995,
famoso perché suonava il basso con tre corde.
Si pensava che ciò fosse voluto, e invece non è così.
«All’ inizio della carriera i soldi scarseggiavano,
pertanto durante uno dei primi spettacoli di successo
Jay dovette esibirsi con le uniche tre corde sane rimastegli.
Visto l’ interesse suscitato,
decise di suonare sempre in questo modo.
Era l’ elemento del gruppo
che più faceva l’ istrione durante gli spettacoli.
Rimase in Italia dal 1966 al 1973,
sempre con me e gli altri Primitives,
fino allo scioglimento nel 1970,
dopodiché si trasferì a Riccione
ed entrò nei Forum Livii, dove,
oltre al basso, suonò le tastiere.
Ai primi del 1973
decise di abbandonare questo gruppo prog e,
dopo una breve collaborazione con Simon Luca,
ritornare in Inghilterra».

Altra recente “fatica” di Mal
è il libro autobiografico
“La furia di Mal” (Bertone),
in cui c’ è un accenno anche all’ amico svizzero,
che sentitamente ringrazia per il pensiero!
VINILI CURIOSI
Ecco alcuni dei vinili di Mal
pubblicati all’ estero,
per la
precisione in Jugoslavia,
Brasile e Germania.



MIKE FRASER
Tornando ai Primitives,
giusto parlare
pure di un altro loro componente
che ho avuto il piacere di conoscere,
nonché reclutare per uno spettacolo:
il tastierista Michael Brandon Fraser,
dapprima con i Senate, in seguito con Mal.
I SENATE
Scozzesi.
Nel 1965, backing group del cantante Sol Byron.
Quando lo lasciarono, nel 1966,
si aggregarono al trombettista Tony Mimms,
con cui effettuarono un tour europeo.
Nel 1967, in occasione di alcune sessions,
incisero un album live
alla University of Sussex e al Club A GoGo,
“Sock It To You One More Time”.
Sempre quell’ anno, accompagnarono Ben E. King
in una serie di concerti allo Star Club di Amburgo.
Nel gennaio del 1968 si trasferirono in Italia
su invito dell’ avvocato Alberigo Crocetta,
fra gli inventori del Piper Club di Roma.
Poco dopo venne pubblicato il primo ellepì della band,
”Tutto Per Ballare – 14 Grandi Successi”,
con in copertina una Mita Medici diciottenne.
Prima di sciogliersi, nel 1969,
i Senate realizzarono un secondo lp per la RCA italiana,
“Le più belle canzoni dei Beatles e dei Rolling Stones”,
e alcuni singoli
per la ARC, tra cui il successo
“L’ ombra di un lontano amore”.

Mal con i Primitives.
Alle sue spalle, da sinistra:
Pick Withers, batteria, Ray Martinez (chitarra),
Mike Fraser (tastiere) e Jay Farthing (basso)
L’ incontro con Mike risale al 1981, anno in cui,
con Gianni Dall’ Aglio dei Ribelli,
organizzai un party di San Silvestro
presso il Cinema Ideal di Giubiasco.
Per l’ occasione, oltre Gianni,
reclutai Van Patterson dei Trans Europa Express,
band di “Domenica in” di RAI Uno (chitarra),
Roberto Masala (basso)
e, come detto, Mike Fraser (organo).
Fra i ricordi più divertenti della serata (vedi foto)
la “quasi sbornia” presa con il simpatico scozzese.
Di Mike ho perso le tracce da anni.
So unicamente che, nel 2017, con Kelvin Bullen,
ha realizzato il singolo “Hearts Of The East”
per l’ etichetta basilese Joy Music Production.

Dispensa DeAGOSTINI con CD.

