Ultimo aggiornamento 30 Aprile 2026
È COMINCIATA SFOGLIANDO
“RECORD COLLECTOR”

È lo storico del pop svizzero
che maggiormente stimo e di cui più apprezzo le opere.
Si chiama Samuel Mumenthaler, Sam per gli amici.
L’ ho conosciuto durante un concerto delle “Sauterelles”
al Mühle (mulino) Hunziken di Rubigen (BE),
occasione in cui presentò
uno dei suoi interessantissimi e documentati libri
concernenti la scena nazionale, “BeatPopProtest”.
Vanta una collezione di migliaia di pezzi veramente rari,
vinili, manifesti, fotografie e tantissimo altro,
reperiti nell’ arco di un trentennio
grazie a un capillare e certosino lavoro di ricerca.
Come non bastasse,
è un ottimo batterista (autodidatta);
ha fatto parte di storiche band,
tra cui i Züri West e i Phon Roll.
Professione?
Lavora come giurista a Biel
per l’ Amministrazione federale.
Di tanto in tanto, con il suo permesso,
pescherò nel sito “Sam’s Collection”
notizie e foto che vi ingolosiranno.
I LOVE “SIXTIES”!
Come e quando l’ amico bernese
ha cominciato a collezionare dischi,
riviste, manifesti e il resto?
Gliel’ ho chiesto.
“Mia principale passione, da sempre, i “Sixties’.
A collezionare vinili ho cominciato da ragazzo
puntando sugli EP inglesi.
Rivista di riferimento,
attraverso la quale informarmi
sulle novità dei tempi (e pure quelle odierne) e,
non sempre facilmente, reperire materiale interessante,
“Record Collector”.
Non so quante lettere ho scritto
per mettermi in contatto con altri lettori, negozianti
e persone in grado di procurarmi incisioni
divenute con il trascorrere del tempo rare
e pertanto ricercatissime!
Ho cominciato con i dischi,
ma in seguito esteso la ricerca
all’ ambito delle riviste musicali,
delle fotografie, dei manifesti, insomma,
all’ ambito memorabilia».
Definisci il tuo meraviglioso sito una vetrina …
«Sì, però di una minima parte delle rarità
da me pazientemente accumulate in tanti anni.
Possiamo definirlo la punta emergente di un iceberg,
perché gli oggetti da me finora raccolti sono migliaia,
occupano un arco di più di tre decenni.
Nella website, che aggiorno con una certa regolarità,
ci sono altresì molte notizie,
informazioni di base concernenti la storia del pop svizzero.
È un tema che particolarmente mi appassiona;
avendo studiato storia,
essendomi occupato di movimenti studenteschi,
proteste di piazza, del ’68 e altro ancora,
era inevitabile che il mio interesse
per la scena nazionale aumentasse,
che mi concentrassi su questo argomento.
E non solo sul beat e il rock, ma pure sul jazz,
anche se, questo, è un genere musicale di nicchia,
meno gettonato dai collezionisti.
Archivio, il mio,
realizzato con la collaborazione di persone
che certi eventi li hanno realmente vissuti.
Basta con i “leggendari” gruppi, i “leggendari”festivals!
Mi preme raccogliere, con impegno e coscienziosità,
notizie precise, che colmino le molte lacune
riguardanti la storia del pop elvetico».
Come è stato possibile
reperire materiale tanto prezioso,
aprire scrigni
che finora altri non erano riusciti ad aprire?
«Con tanti sacrifici, documentandomi
e incontrando gente che, constatata la mia serietà,
ha voluto premiarmi regalandomi oggetti di cui,
in tanti casi, io stesso ignoravo l’ esistenza.
Un lavoro di ricerca che, pure,
mi ha permesso di scrivere libri».

Vera e propria enciclopedia
del Beat nazionale.
Quali, fra gli innumerevoli pezzi collezionati,
quelli di cui sei particolarmente orgoglioso?
«Ad esempio, i manifesti dei concerti
tenuti a Locarno nel 1964 dagli Yardbirds.
Il primo era di un americano,
l’ altro l’ ho acquistato da un tedesco
che ha avuto il piacere e la fortuna di assistere
a una delle esibizioni in terra ticinese di Eric Clapton e soci.
Eliano Galbiati, poi, mi ha regalato
un paio di foto dell’ evento,
le uniche scattate in quelle occasioni».
Altri ambìti “trofei” di cui sei alla ricerca?
«Quanto a vinili, sono messo bene,
ho moltissimo materiale, comunque non abbasso la guardia.
Al momento mi interessano specialmente manifesti, fotografie,
pubblicazioni, cose di questo tipo. Di solisti e gruppi svizzeri,
ma anche e specialmente di musicisti di altri paesi
che hanno avuto a che fare, in un modo o l’ altro, con la Svizzera.
Colgo l’ opportunità che mi offri per invitare i lettori del Blog
nei cui solai o cantine ancora si celassero tesori
che potrebbero farmi gola a farsi avanti».

