Ultimo aggiornamento 29 Giugno 2026
CHE CALDO!
L’ afa di questi giorni mi ha riportato alla mente un pezzo che da ragazzo ascoltavo spesso e volentieri: “Mama che caldo” di Don Backy, retro del singolo “Io che giro il mondo”.
Mama, ma che gran caldo che fa
Guarda, la gente ride e non vuol
Mama, far altro che ballar, cha, cha, cha, cha, cha, cha, nell’ acqua
Mama, ma che delizia nuotar
Pensa, rallegra il cuore e ti da
Mama, la gioia di cantar, oh, oh, oh, oh, oh, oh, nell’ aria
All’ ombra, qualcuno sta
Guardando verso il mar
Mentre vede lontano il tremar del calor
Sospira per poi dir
Che caldo da morir
Don Backy, ossia Aldo Caponi, dotato, eclettico e prolifico artista toscano, in passato fra le colonne portanti del mitico Clan di Adriano Celentano e oggi, purtroppo e ingiustamente, un po’ dimenticato da pubblico e critica.
Fa parte degli amici con cui, in ambito musicale, ho più volte e piacevolmente avuto a che fare.
Due gli episodi che ricordo in particolare: la puntata di “Amici miei” (T.S.I.) da me condotta durante la quale, in diretta, cantò e si intrattenne con una classe di bambini delle elementari guidata dall’ indimenticato Theo Barth, e l’ esibizione a “Feedback”, in piazza del Sole a Bellinzona, nonostante fosse alle prese con una fastidiosa paresi facciale.
Don Backy ha alle spalle una carriera che dura da più di sessant’ anni. Oltre che musicista, Don Backy è attore, scrittore e fumettista.
Le sue canzoni sono state incise in diverse lingue e da artisti di successo tra cui Billie Joe Armstrong, frontman dei Greenday (“Amico”), Il Volo e Gianna Nannini. Quanto ai brani più noti, ci sono “L’ immensità” (presentato al Festival di Sanremo del 1967), “Poesia” e “Sognando”.
Pure attore, dicevo. Ha lavorato con registi come Carlo Lizzani e Bernardo Bertolucci. Il primo film, “Il monaco di Monza”, diretto da Sergio Corbucci, l’ ha girato nel 1963 con Totò, Macario ed Adriano Celentano.
Quanto ai libri, il primo l’ ha pubblicato nel 1967 e s’ intitola “Io che miro il tondo”. Nel tempo sono seguiti testi autobiografici e storie di musica.
I più recenti sono “Sognando: una storia a fumetti” anche sotto forma di audiolibro e “Colpo di Genio”, la prima commedia musicale a fumetti a realtà aumentata, in quanto le diciassette canzoni possono essere ascoltate grazie ai QR code presenti nel libro.
Nel 1985 il Don ha inoltre cominciato l’ attività di disegnatore di fumetti.
“L’ IMMENSITÀ”
Spesso, quando si parla di questa perla, vengono citati, come autori, pure Mogol e l’ arrangiatore Detto Mariano. E ogni volta il Don s’ arrabbia, mai stancandosi di precisare che la stessa è tutta sua.
«Il testo è mio, ho le prove, Mogol ha cambiato solo una riga e tanto gli bastò per diventare co-autore», si legge in una mail inviata tempo fa all’ agenzia Ansa. «Nel mio primo volume “Questa è la Storia…” racconto con dovizia di particolari e documenti, come io – e solo io – abbia scritto quella canzone e di come essa fu firmata anche da Detto Mariano (definito “ladro di canzoni”, ndr), cui viene attribuita la paternità della musica del pezzo».
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