Ultimo aggiornamento 12 Maggio 2026
PRIMA DEI DEEP
Javelins, gruppo britannico formatosi nel 1962, noto principalmente per essere stata la band in cui ha mosso i primi passi Ian Gillan prima di raggiungere la fama mondiale come cantante dei Deep Purple: saranno loro, con “Do You Love Me?”, ad aprire la puntata di domenica di “Non ho l’ età”, in onda su Radio Ticino dalle 13:00 alle 14:00 e che potrete seguire anche televisivamente, sintonizzandovi sul Radio Ticino Channel.

Gli altri brani che ascolterete:
Planet Funk (“These boots are made for walking”), Clash (“Police On My Back”), Billy Preston (“You Are So Beatiful”), Jim Diamond (“I Should Have Known Better”), Giuliano Palma (“Pensiero d’ amore”), Adriano Celentano (“Gelosia”), Sheryll Crow (“The First Cut Is The Deepest”), Billy Joel (“Uptown Girl”), Rolling Stones (“Like A Rolling Stone”), Mick Jagger & Dave Grohl (“Eazy Sleazy”), Joe Cocker (“Summer In The City”), Bananarama (“Venus”), Francesco Baccini (“Margherita Baldacci”), Cure (“Hello, Goodbye”).
CANTANDO ADRIANO
A caratterizzare l’ imperdibile serata anni Sessanta/Settanta in programma presso il Villaggio Rosa di BancaStato sabato 23 maggio sarà, fra le tante chicche, un tributo al mitico Adriano Celentano da parte del gruppo che lui stesso ha fondato: i Ribelli.

E, quando di mezzo ci sono loro, non si può fare a meno di parlare del batterista Gianni Dall’ Aglio, che tuttora li guida.
«Il primo gruppo che Adriano formò – ricorda – ruotava su di lui come chitarrista d’ accompagnamento, oltre che cantante, me e Gino Santercole (ovvero suo nipote) alla chitarra solista. Era un gruppo rock anomalo: mancavano il basso, il pianoforte e anche il sassofono. Si era agli albori di un nuovo genere musicale: non c’ è mai stato un cambio così radicale come quello che è avvenuto con l’ avvento del rock ‘n roll. Non c’ è più stata una spinta verso qualcosa di così completamente nuovo. Per questo è stato possibile quel “miracolo” avvenuto nella mia vita, l’ incontro con il “Molleggiato” è stato l’ evento fondamentale della parte iniziale della mia carriera. Mi ha permesso di entrare, uso una metafora, nel campionato di calcio di Serie A e io ero il centravanti della squadra prima in classifica, o seconda. Tutti mi guardavano e io mi mettevo in mostra, perchè ero un ragazzino timido per certi versi, ma quando ero dietro la batteria diventavo esuberante, egocentrico. Dopo ho avuto tutte le porte spalancate e noi, come Ribelli, siamo stati compartecipi del successo di Celentano».

I Ribelli ai tempi del Clan Celentano e, a destra, con me ed Adriano ad Asiago.
Verso la fine degli anni Sessanta ve ne andaste dal Clan. Celentano come la prese?
«Senza drammi, anche se gli dispiacque. Al punto che ci autorizzò a continuare a usare il marchio “Ribelli” . Dopo esserci separati da lui, siamo diventati autonomi, soprattutto con l’ arrivo di Demetrio Stratos alla voce e organo Hammond. Da lì siamo diventati veramente competitivi. Lo saremmo stati anche in Europa, purtroppo abbiamo avuto poco sostegno da parte della casa discografica Ricordi. Ma fu anche colpa nostra: non sapevamo bene dove andare e, anche se avevamo le carte in regola e una grandissima esperienza in studio, non abbiamo mai fatto il grande salto. È l’ unica cosa di cui mi rammarico nella mia vita artistica: che abbiamo dato forse il 50% di quello che potevamo dimostrare. Avremmo dovuto essere un po’ più megalomani».
Il ritorno nella Svizzera italiana, dopo tanto tempo, dei Ribelli è anche lo spunto per ricordare che nel 1986, presso l’ Espocentro di Bellinzona, la band incise un album “live” prodotto da chi scrive e distribuito da CGD. Commenta Gianni:
«Si tratta, prevalentemente, di canzoni portate al successo dai Ribelli negli anni Sessanta. Essendo stati sempre un gruppo di palco, abbiamo preferito ricorrere alle registrazioni in pubblico, seppure con mezzi modestissimi, per rispettare il budget a disposizione. Il nostro è un “live” volutamente “sporco”, grezzo, niente lavorazioni particolari, ma indubbiamente di ottima qualità e in grado di far muovere i piedi a chiunque lo ascolti. Nel gruppo, in quel periodo, ben tre solisti, tra cui io. La parte del leone toccò all’ indimenticato Maurizio Bellini, in passato con i Fuggiaschi e i Profeti, la cui voce somiglia in modo impressionante a quella del grande e purtroppo pure lui scomparso Demetrio Stratos, per anni frontman dei Ribelli».
IL RAGAZZO PRODIGIO GIANNI
A soli quattordici anni diventa batterista di Adriano. Nel 1960 nascono I Ribelli.
Nel 1966 la band lascia il Clan Celentano per passare alla Dischi Ricordi e, nel 1967, Gianni compone, con Ricky Gianco, la splendida “Pugni chiusi”.
Il mantovano continua comunque a collaborare con il “Molleggiato”, al suo fianco in alcuni film (“Uno strano tipo”, “Geppo il folle” e “Joan lui”), nei tours e negli spettacoli televisivi (“Notte Rock”, “Svalutation”, “Francamente me ne infischio”, “125 milioni di caz..te”, “Rockpolitik”, Festival Sanremo 2012, “Rock Economy”, “Live Arena di Verona”).

Il Supergruppo: Ricky Gianco, Mino Di Martino (Giganti), Victor Sogliani (Equipe 84), Pietruccio Montalbetti (Dik Dik) e Gianni Dall’ Aglio (Ribelli).
Nel 1969 entra a far parte del Supergruppo, formato da Ricky Gianco e musicisti di vari complessi, Giganti, Dik Dik, Equipe 84, e che incide tre 45 giri, “Accidenti”, “Bocca Dolce” e “Star con te è morir”, oltre l’ abum “Il Supergruppo”. Intraprende parallelamente la carriera da solista, esordendo nel 1970 con “Notte d’ inverno”.
Negli anni Gianni collabora pure con numerosi altri artisti italiani, tra cui Lucio Battisti, con il quale lavora dal 1968 al 1975.

Aneddoti, curiosità e tanto altro …
Nel 1971 pubblica il suo primo album, “Sera, mattina”, per la Love Records di Mariano Detto, ristampato nel 1993 su CD.
Il 23 aprile 1972 è a fianco di Lucio e Mina nello storico duetto televisivo a “Teatro 10” (RAI).
Nel 1973 esce un 45 per Polygram a nome Pasetti, B. Besquet & Dall’Aglio: “Eri tutto, eri niente, eri la mia mente”.
Nel 1974 nasce Il Volo, band prog della Numero1 di Battisti e Mogol. Gianni ne fa parte con Mario Lavezzi, Alberto Radius, Vince Tempera, Gabriele Lorenzi e Bob Callero. Realizzano due album, “Il Volo” e “Essere o non Essere?”, molto ambiti dai collezionisti di mezzo mondo.
Nel 1977 per la CGD incide “Aria triste” e suona la batteria per Patty Pravo in una delle più belle canzoni da lei interpretate, “Pensiero stupendo”.
Nel 1980 collabora alla realizzazione dell’ album “Certi momenti” di Pierangelo Bertoli.
Partecipa alla Carovana del Mediterraneo nel 1978/1979 come batterista di Angelo Branduardi.
Trale fine dei Settanta e la metà degli anni Ottanta incide “Taking A Chance With Love” e “Ribelli Live”, prodotti, come detto, da me.
Oltre continuare la carriera di musicista, Gianni dirige una scuola di musica a Mantova e conduce seminari di batteria.
I CAPELLONI DEL CONZA
Un opuscoletto regalatomi dall’ amico Angel Scalena, in passato batterista di gloriosi gruppi, tra cui i New Dream, mi ricorda che, il 30 aprile e primo maggio del 1967, a Lugano, si tenne il primo (e unico) Torneo Internazionale Eurobeat Davoli.
“Domenica 30 aprile al Padiglione Conza di Lugano alle ore 20.30 – si legge in terza pagina – scatterà il 1. Torneo Eurobeat selezione svizzera. Continuerà lunedì 1. maggio alle ore 15 e si concluderà con la finalissima lunedì sera alle ore 20.30. In questi tre spettacoli potrete sentire, cari amici, i migliori complessi svizzeri e potrete quindi votare per eleggere il migliore complesso svizzero 1967. Questo complesso parteciperà poi, alla finale europea.
Ci divertiremo allora; finalmente anche a Lugano qualcosa di veramente esplosivo, tutto per noi: saranno due giornate indimenticabili. Nelle pagine seguenti troverete, oltre naturalmente a un po’ di pubblicità, il programma completo con l’ elenco di tutti i complessi e le modalità per le votazioni. Un ringraziamento doveroso ragazzi, va fatto alla ditta Davoli (fra i più gettonati amplificatori italiani dell’ epoca, ndr) e naturalmente a Gemetti che la rappresenta per tutta la Svizzera; il suo slogan (sempre all’ avanguardia) non è mai stato così vero, è appunto grazie a lui e al suo direttore signor Pozzi che abbiamo potuto montare questa manifestazione”.

I Teenagers e, a destra, i Tramps.
Al festival organizzato da Luciano Verga, parteciparono i seguenti complessi:
THE BLACKS, TERRY WALT AND THE BUSTED C.W., THE TIMES, THE MERCHANT OF VENICE, THE SCHOW KINGS, THE DOGGS, THE ORPHEOS, THE RATTLE SNAKES, LES HIRONDELLES, THE BAD OMEN, THE JERK’S, ARMEN AND THE NEW OWLS, THE YANKEES, I DINAMICI, THE TEENAGERS, THE TRAMPS, HELP!, THE RISING FLAMES, WALTI ANSELMO SET, THE KILDS, ONCLE ABRAHAM’S STYLE, THE RUBBER BOOTS, MILTON ET LUSUS NATURAE, THE PLAYBOYS, RUSTY NAILS e THE BEETROOTS.
Ospiti d’ onore: Les Sauterelles, i Nightbirds e le cantanti Franca Brescia e Silvana Giorni (vincitrice del Cantagiro Enal 1966 della Lombardia).
Più avanti:
“Ci sarà anche una giuria speciale e sarà composta dai redattori dei più importanti giornali beat, Ciao Amici, Pop, Salut les copains, e da qualche musicista, oltre naturalmente ad un rappresentante di Davoli. I voti di questi maghi serviranno a dare un valore tecnico alla votazione, non come noi che magari ci lasciamo trasportare dalla simpatia o dall’amicizia. Vero?”.
Dei trenta gruppi in gara (in palio amplificatori e microfoni), nove i ticinesi.

I Dinamici, fondati da Gilberto Fagone, ai tempi proprietario di un negozio da parrucchiere in via Trevano a Lugano, gruppo ufficiale della gettonata discoteca “Morandi”.
La classifica finale: al primo posto The Times di Zurigo, al secondo, a pari merito, i Dinamici di Lugano e i Teenagers di Locarno.
Gli echi
Libera Stampa del 3 maggio 1967 – titolo dell’ articolo “”Beatles scatenati al Conza” – parlò di “fanatici dei contorcimenti ritmati che hanno sfondato finestre e strappato interruttori della luce”.
Dal canto suo, lo stesso giorno, il Giornale del Popolo – sottotito “Un centinaio di sedie sono state frantumate” -, ammise il successo della manifestazione, definita “originalissima per la presenza di centinaia di capelloni nei loro più strani abbigliamenti e acconciati in tutti i modi immaginabili”. Parlando delle performaces delle Sauterelles e dei Nightbirds, aggiunse che “hanno prodotto momenti di incandescenza e di vero isterismo nella folla di oltre 1’000 giovani rigorosamente dai 18 anni in su”.
Bei tempi!
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