Ultimo aggiornamento 28 Febbraio 2026
PRIMI AMORI
La prima band, a livello locale,
della quale mi sono appassionato?
I Monks,
complesso (come si diceva allora) da ballo.
Per me, poco più che quindicenne, però,
quasi i Beatles!

La prima intervista:
con Orlando Gallarotti
nei pressi del locale prove
di via Carmagnola ad Arbedo.
È a loro che ho dedicato i primi scritti,
temi scolastici generosamente ospitati
da settimanali e mensili,
tra cui “Illustrazione Ticinese” e “Teleradio 7”,
“articoli” ispirati da quelli, non meno ingenui,
pubblicati dalle riviste di tendenza dell’ epoca,
“Giovani” e “Ciao Amici” in prima linea.

Vincitori del Festival complessi di Noranco:
Ovidio Ravelli (batteria), Daniele Gozzer (sax),
Ernesto Aquino (basso), Antonio Allegrini (chitarra),
Armando Fiala (tastiere)
e Orlando Gallarotti (cantante).
Ed è ai Monks, ancora,
che devo le prime conquiste in ambito sentimentale,
per la precisione a Orlando “Checco” Gallarotti,
autore di alcune foto del sottoscritto
davanti ai tamburi dell’ ignaro batterista Ravelli,
servite a rendermi importante
agli occhi di una ragazzina che incontravo sul treno
ad ogni rientro dal collegio di Zugo
in cui a quei tempi studiavo.
IL CONCORSO COMPLESSI
DI NORANCO
Avendo vinto il Festival complessi di Noranco,
nel 1969 avrebbero persino dovuto incidere un disco.
Ma erano altri tempi
e Milano sembrava lontana quanto la Cina,
cosicché non se ne fece niente.
Rimane comunque la soddisfazione di essere stati per anni
fra i più amati e richiesti gruppi da ballo della Svizzera italiana,
aver riempito locali e campetti di calcio,
pure al di fuori dei confini regionali.

Con Leo Sardo, ospite d’ onore del festival.
Leo Sardo, di Carbonia,
nel 1966 partecipò al Festivalbar e a Un disco per l’ estate,
popolarissime manifestazioni canore estive italiane.
“CHECCO”
Così lo descrissi su “Illustrazione Ticinese”:
“Non alto, capelli lunghi per condiscendenza alla nuova moda
e una grande carica di simpatia:
Checco.
L’ abbiamo scovato in un angolo del locale
dove si reca per le prove col suo complesso.
Seduto sull’ amplificatore,
spartito alla mano e il microfono a portata di bocca,
sta discutendo animatamente con gli amici.
Orlando è il suo vero nome.
Ha incominciato a cantare due anni fa in una sala da ballo.
Dotato di una voce particolarmente bella e calda,
non ha impiegato molto per farsi conoscere.
Nonostante le venti primavere,
ha conservato la figura del ragazzino terribile,
è difficile rimanere seri con lui.
Adora le automobili sportive e la sua ragazza,
ma gli piace moltissimo anche il Rhythm and Blues.
Semplici i suoi progetti per l’ avvenire.
Per il momento continua con il lavoro,
che gli dà soddisfazioni.
Più tardi, se tutto andrà bene, inciderà un disco.
Essendo le manifestazioni canore da noi piuttosto rare,
per ora è impegnato in Lombardia.
Gelosissimo della sua voce, frequenta,
due volte per settimana, un corso di musica
durante il quale alle nozioni di canto
abbina l’ allenamento con il solfeggio.
Quando Checco canta,
la sua voce echeggia negli amplificatori
regolati al massimo
e i vetri dei locali vibrano paurosamente,
quasi vogliano rompersi.
Di tanto in tanto abbassa lo sguardo,
poi riprende a fissare il soffitto intensamente
e a battere il tempo con un piede”.
ATTENTI A QUEI DUE!
Più di cinquant’ anni dopo,
“Checco” Gallarotti e Antonio “Tonino” Allegrini, il chitarrista,
hanno riscoperto il piacere di fare musica insieme.

“Tonino” on guitar.

A dare loro il “la”, il documentario realizzato
da Paolo Vandoni per “Storie” (RSI),
occasione per ritrovarsi e progettare nuove avventure.
Tolta la polvere a una trentina di pezzi
facenti parte del repertorio dei Monks,
rigorosamente anni Sessanta,
in prevalenza di solisti e gruppi italiani,
i due, poco tempo dopo, si sono esibiti
al Grotto Pippo di Lodrino,
prima uscita in pubblico dopo tanto tempo.
LA PANTERA ROSA
Sciolti i Monks,
“Tonino” Allegrini, Armando Fiala
e Ovidio Ravelli
fondarono La Pantera Rosa.
Complesso cui, su “Illustrazione Ticinese”,
dedicai questo, altrettanto ingenuo, articolo:


