Ultimo aggiornamento 14 Aprile 2026
“HEY, BABY”
Lanciato dall’ americano Bruce Channel e felicemente riproposto da Dj Ötzi, pseudonimo di Gerhard Friedle, cantante e dj austriaco che ha venduto una quindicina di milioni di copie di dischi: sarà questo soumeggiante brano ad aprire la puntata di domenica di “Non ho l’ età”, in onda su Radio Ticino dalle 13:00 alle 14:00 e che potrete seguire pure televisivamente, sintonizzandovi sul Radio Ticino Channel.
Gli altri pezzi che ascolterete:
Dj Ötzi (“Hey, Baby”), JA-GA Brothers (“Tintarella di luna”), Tony Cicco (“Esterrefatto”), Mia Martini (“E non finisce mica il cielo”), Fiordaliso (“Non voglio mica la luna”)

Viola Valentino (“Comprami”), Umberto Tozzi & Raf (“Gente di mare”), Wet Wet Wet (“Love Is All Around”), Blues Brothers (“Sweet Home Chicago”), Phil Collins (“True Colors”/”You Can’t Hurry Love”), Ozzy Osbourne (“Dreamer”), Michael Bolton (“When A Man Loves A Woman”), Weezer (“Africa”), Gotthard & Francis Rossi (“Bye Bye Caroline”).
A proposito della
FORMULA TRE …
Il mitico trio lanciato da Lucio Battisti, guidato ancora dal cantante e batterista Tony Cicco, tornerà nel Ticino il 23 maggio per esibirsi nell’ ambito di una festa molto particolare, alla quale parteciperanno anche altri storici gruppi italiani e in merito alla quale forniremo dettagli prossimamente. Nel frattempo, per rinfrescarvi la memoria, “clic” qui:
EPPUR …
A titolo di curiosità, aggiungo che la prima volta che il trio – Alberto Radius alla chitarra, Gabriele Lorenzi alle tastiere e Tony alla batteria – venne nel Ticino fu nel marzo del 1970, per uno spettacolo alla “Taverna” di Ascona, cui, non ricordo per quale motivo, a malincuore non potei assistere (dovetti accontentarmi della pubblicazione di un mio articoletto di lancio della serata sul “Giornale del Popolo”).
Il tanto atteso incontro con la band (ancora quella originale) avvenne molto tempo dopo, a Bellinzona, nel 1990, anno in cui la reclutai per una delle prime edizioni di “Feedback”, festival svoltosi per un decennio in una piazza del Sole non ancora deturpata e ridimensionata dagli ingombranti camini d’ aerazione del sottostante autosilo.

Tornando a Tony, ricordo che ha recentemente pubblicato un libro, “Stamo tutti figli di Battisti”, in cui ripercorre la sua carriera artistica e umana. Dai matrimoni, le feste, i night, le sagre popolari di quando era poco più che un ragazzo, alla nascita della “Formula 3” e alla lunga collaborazione artistica con Lucio Battisti. I suoi successi da solista, le sue numerose collaborazioni con cantanti e musicisti. Dagli anni Cinquanta ai nostri giorni un viaggio nelle mode, nei gusti e nei mutamenti del popolo della canzone.
PATRICK, DOVE SEI?
Alcuni ritagli di giornale mi ricordano che, il 3 aprile del 1970, ad Ascona tornò, per un concerto alla “Taverna”, ai tempi fra le discoteche più “in” della Svizzera italiana, Patrick Samson, artista, fra quelli attivi in Italia nei favolosi “Sixties”, per i quali ho sempre avuto un debole.

Nonostante mi piacesse un sacco – non ricordo per quale motivo – non mi fu però possibile assistere ai due concerti.
Mi rifeci negli anni Novanta, quando il cantante venne negli studi di Comano della Televisione della Svizzera Italiana per partecipare a una puntata di “Amici miei”, programma di cui, con Maristella Polli e altri due colleghi, ero conduttore.
Persona, Patrick, gentile, modesta, dotato cantante, inconfondibile voce, con Rocky Roberts, Santino Rocchetti, Fausto Leali e pochi altri, autorevole esponente del rhythm and blues all’ italiana.
Divenuti amici, anni dopo lo riportai nel Ticino per un concerto in piazza Grande a Giubiasco, nell’ ambito della decima edizione di “Feedback. Il ritorno della buona musica”. Per soddisfare una mia insistente richiesta e vista l’ importanza del festival, accettò di rimettere insieme il mitico Set, seppure costretto ricorrere a nuovi elementi. Fra i più galvanizzanti shows della serata!
LA MUSTANG BLU METALLIZZATO
Tornando ad “Amici miei”, durante quella puntata Patrick mi chiese di lanciare un appello, invitando la persona cui, nel 1971, aveva venduto la sua amatissima Ford Mustang a farsi viva. Non ci crederete: dopo neanche un paio d’ ore il “ricercato” telefonò, comunicando che abitava a Locarno e nel frattempo aveva venduto la macchina.

Con Alessandra Marchese di Rete Uno a fare il coro per Patrick. A destra, l’ amatissima Ford Mustang, in origine color grigio e fatta riverniciare in blu metalizzato per scaramanzia (il cantante è nato in Libano, dove – spiegò – si ritiene che quel colore porti bene).
È molto che non ci sentiamo, non so se continui, nonostante l’ età, a insegnare nelle scuole medie di Foggia, dove vive. Gli ho scritto più volte, ma finora nessuna risposta. Pertanto nuovo appello, questa volta rivolto ai tanti suoi colleghi che ho la fortuna di annoverare fra i fedeli lettori della mia settimanale Newsletter: se avete notizie o il numero di cellulare di Patrick, fatevi avanti!
IL SET
Patrick Samson, nome d’ arte di Sulaimi Khoury, come detto, è libanese.
Nato a Beirut nel 1946, si trasferisce con la famiglia in Francia, dove il padre, gestore di night club e discoteche, lo introduce nell’ ambiente musicale. Inizia l’ attività nel 1963, formando un proprio complesso insieme al fratello Soussou (chitarra solista): Patrick Samson & Les Pheniciens, con cui incide alcuni 45 giri in francese.
Si trasferisce in Italia nel 1965. Qui in breve tempo ottiene un contratto con la
ARC, per la quale pubblica il singolo “Shibidibibbi”. Segue “Un grosso scandalo”.
Il primo successo è “Chi può dirmi”, cover di “Keep on running” dello Spencer Davis Group, precedentemente inciso dai Pooh con il titolo “Vieni fuori”.
Nel 1967 il cambio di nome: si passa al Patrick Samson Set e vengono pubblicati “Io e il tempo”, partecipante al concorso canoro estivo itinerante “Cantagiro” (sul retro altra cover di un pezzo dello Spencer Davis Group, “Sono un uomo”, ossia “I’m a Man”) e “Sono nero”.
Il Set, diretto da Roger Warwick (sax baritono), è composto da nove elementi, quattro dei quali inglesi. Più tardi vi entrano a far parte anche musicisti italiani all’ inizio della carriera, tra cui Umberto Tozzi alla chitarra.

Il più importante successo.
Negli anni successivi Samson saltella da un’ etichetta discografica all’ altra, dalla Philips alla Fonit Cetra e da questa alla Carosello, per la quale, nel 1969, incide “Soli si muore”, cover di “Crimson And Clover” di Tommy James And The Shondells.
Nello stesso anno, sempre dal repertorio dell’ americano Tommy James, prende in prestito “Se io fossi un altro”, cover di “Ball Of Fire”. Dal canto suo, il regista Massimo Franciosa inserisce “Laila, Laila” e “Tell Me, Tell Me” nella colonna sonora del film “La stagione dei sensi” composta da Ennio Morricone.
Nel 1970 è la volta di “Let it Be” dei Beatles in italiano; titolo: “Dille sì”.
Nel 1976 Patrick viene scritturato da un impresario pugliese e si stabilisce per un po’ di tempo a Siponto. Qui conosce l’ attuale moglie, Anna, dalla quale ha tre figli. È di quell’ anno anche “Rivoglio lei”, cover di “All by Myself” di Eric Carmen.
Molti, ma meno ricordati, i dischi incisi in seguito.
Quanto ai programmi televisivi “revival” che lo vedono fra i protagonisti, da ricordare in particolare “Bandiera gialla”, “Una rotonda sul mare” (Mediaset) e
“I migliori anni” (RAI Uno).
IL SITO
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Alla prossima … siateci!

