Ultimo aggiornamento 3 Febbraio 2026
SEVENTIES!
Settimana scorsa, su Radio Ticino, è stata una puntata rigorosamente “Sixties” ad inaugurare il nuovo ciclo di “Non ho l’ età”.
Domenica sarà la volta di uno “speciale” dedicato al decennio successivo, gli altrettanto favolosi, musicalmente parlando, “Seventies.

Questi i brani che, sempre fra le 13:00 e le 14:00, ascolterete:
Elton John (“Crocodile Rock”), Christie (“Yellow River”), Nuovi Angeli (“Donna Felicità”), Delirium (“Jesahel”), Edoardo Bennato (“In fila per tre”/“Sono solo canzonette”), Alberto Radius (“Nel ghetto”), Adriano Pappalardo (“È ancora giorno”), Lucio Battisti (“Il mio canto libero”/“La canzone del sole”), Drupi (“Vado via”/“Sereno è”), Mia Martini (“Piccolo uomo”/“Donna sola”), Bryan Ferry (“Let’s Stick Together”), Status Quo (“Rockin’ All Over The World”).
“Non ho l’ età” può essere seguito anche televisivamente, sintonizzandovi su https://radioticino.com/tv/.
LA DONNA CENSURATA
Fra i pezzi che andranno in onda domenica a “Non ho l’ età” c’ è, come detto, pure “Donna Felicità” dei Nuovi Angeli.
Canzoncina senza pretese, fra i cui autori figura nientepopodimeno che Roberto Vecchioni e con la quale la band milanese, nel 1971, partecipò a due importanti festival furoreggiando con le vendite: “Un disco per l’ estate” e il “Festivalbar”.
Dopo essere incappati nel veto della censura per lo splendido “Luci a San Siro”, Vecchioni e Andrea Lo Vecchio vollero sfidare nuovamente i censori con queste allusioni nel testo:
“Donna Felicità non ha l’ amore / Donna Felicità lo vuol trovare / glielo troveremo noi / chi vuole coltivare la sua rosa? / Qui ragazzi tutti qui / vediamo chi la sposa / sposa / scommettiamo che io so a chi darà la rosa / rosa”.
Il brano superò indenne il controllo della commissione di censura RAI, ma fu invece bloccato da quella di Sanremo, che non consentì la partecipazione al Festival.
All’ Eurosong con un brano di Wyden
Già che ci siamo, mi fa piacere rinverdire un aneddoto che riguarda un mio noto ex collega: Andreas Wyden.
Pochi ricorderanno che, nel 1975, il gruppo del cantante/tastierista Paki Canzi partecipò alla Selezione Svizzera di “Eurosong”, che si svolse nello studio ginevrino della Televisione della Svizzera Francese (RTS), con un pezzo composto da Renato Pareti e dall’ ex telecronista sportivo della TSI: “Liverpool”. La spuntò, però, l’ allora diciassettenne Simone Drexel con “Mikado”, che alla finale di Stoccolma si piazzò al sesto posto.

La copertina del disco e, a destra, il mio esordio ad “Amici Miei” (TSI) con Paki Canzi.
Tornando a “Liverpool”, fu in seguito pubblicato in diversi paesi, tra cui la Svizzera, ma non in Italia.
«Probabilmente – commenta il leader dei Nuovi Angeli – perché non vinse. O, forse, per una questione di edizioni. Peccato, in quanto è un bel pezzo».
La band milanese – ricordiamo anche questo – è fra i pochi italiani ad aver avuto l’ onore di partecipare al mitico “Ed Sullivan Show” in America.
L’ amicizia con Paki
“Fra i tanti, un episodio di qualche tempo fa che evidenzia il rapporto di stima e amicizia che mi lega a quell’ imprevedibile pazzoide che è Giorgio Fieschi”, ha scritto recentemente il leader, nonché fondatore dei Nuovi Angeli.
“Si riferisce a ‘Sogno di una sera di fine estate’, agosto del 1996, evento organizzato dalla Rete Uno della Radio della Svizzera Italiana in collaborazione con Federviti, produttore Giorgio.
Lo spettacolo, in diretta radiofonica, nella (ai tempi) enorme piazza Grande di Giubiasco, con le esibizioni di diversi artisti degli anni Sessanta e Settanta, fra i quali Angelo Branduardi, Alice e noi, i Nuovi Angeli.

Foto di Massimo Pacciorini-Job.
Ad un certo punto della serata era prevista l’ esibizione di Little Tony, che, arrivato alla scala che portava al palco, ebbe un attacco potente di labirintite, non lo vidi mai stare così male, ovviamente non ce la fece a salire sul palco.
Problema risolvibile per quanto concerne il pubblico in piazza (più di quindicimila persone), ma non per gli ascoltatori della diretta, che avrebbero sentito unicamente il vociare del pubblico, niente musica.
Cosa ci inventammo per ovviare al grave inconveniente?
Giorgio mi chiese di eseguire brani noti che gli venivano in mente e altri richiesti dalla gente; io a cantarli e suonarli… Quasi un jukebox umano.
E così salvammo la serata, che fu un grande successo”.
FLAME DREAM
Prosegue, per iniziativa degli amici Flame Dream, i “Genesis svizzeri”, la ristampa dei loro primi, ricercatissimi (specialmente all’ estero) album. Dopo “Out in the Dark” ed “Elements”, è la volta di “Supervision”. In aprile, sempre in versione CD-digipack, toccherà a “Calatea”.

Quando fu pubblicato questo quarto album della band lucernese – era il 1982 – a “Musicmag”, programma diffuso dalla Televisione della Svizzera Italiana nel tardo pomeriggio del sabato e da me cocondotto con Mario Del Don e il regista Sandro Pedrazzetti (foto), approfittai della presenza in studio del quartetto per rivolgere alcune domande al cantante-sassofonista Peter Wolf.
«Per farci conoscere anche all’ estero – disse – abbiamo sudato parecchio, ma ne è valsa la pena: ora, infatti, possiamo contare su un vasto pubblico in Germania, Italia e Austria, nonché sull’ appoggio finanziario di una importante casa discografica con sede ad Amburgo. Abbiamo varcato i confini, però, solo quando ci siamo sentiti veramente pronti; l’ attesa, sarà bene ricordarlo, è durata vari anni. Lavorando con umiltà e pazienza, è stato possibile esportare un prodotto valido».

I Flame Dream in piazza Grande a Locarno e la copertina di “Supervision” (Vertigo!).
«Con la nostra professionalità abbiamo positivamente impressionato non solo il pubblico, ma anche gli operatori, dagli organizzatori di concerti ai giornalisti, dai manager ai discografici. È la seconda volta che entriamo in sala di registrazione diretti da un celebre produttore, il londinese John Acock, che ha tra l’ altro collaborato con Steve Ackett (ex-Genesis). La sua presenza in qualità di regista ci ha aiutato moltissimo. Le sonorità ottenute sono molto interessanti, ci soddisfano enormemente. Acock, in particolare per quanto concerne il canto e le tastiere, ci ha consigliato di usare meno piste del solito, altresì ha voluto che maggiormente si valorizzasse la sezione ritmica. Grazie, poi, alla semplificazione dei testi, in passato forse eccessivamente misticheggianti, il nostro ‘art-rock’ risulta ora di più facile ascolto. ‘Supervision’, che tratta la dipendenza dell’ uomo dalle macchine (un album-concept, quindi), è un disco commerciale, nel senso buono dell’ aggettivo. Tengo a sottolineare che Acock ha rispettato le nostre personalità, ‘limando’ dove occorreva, ma senza soffocarci, fare imposizioni poco gradite. Il successo dei Flame Dream all’ estero è insomma dovuto a un lavoro d’ équipe, non a qualcuno in particolare».
Intanto sempre più interesse sta suscitando anche il recente, splendido “Silent Transition”, pubblicato, a distanza di quasi trent’ anni dai primi sei vinili.
SIATECI … E L’ 8 MARZO VOTATE NO!
Sabato ci sarò anch’ io al corteo a sostegno della SSR/RSI, corteo che prenderà avvio alle 15:00 dal piazzale della Stazione e cui parteciperanno rappresentanti di oltre cento associazioni che hanno deciso di schierarsi con chi ha a cuore il futuro dell’ azienda.

Difendiamo con ogni mezzo il servizio pubblico dai predatori!
Partecipate pure voi alla grande manifestazione unitaria! Essa rappresenta una tappa fondamentale di sensibilizzazione in vista della votazione dell’ 8 marzo ed è un momento in cui la cittadinanza, al di là dei colori politici, può esprimere la propria vicinanza e il proprio affetto al servizio pubblico radiotelevisivo, nonché ribadire la volontà di mantenerlo radicato nel nostro territorio, vicino alle persone e alle comunità della Svizzera italiana.
Per facilitare la partecipazione all’ evento, è stato organizzato un treno gratuito – cibo e musica offerti – con partenza dai principali centri del Cantone.
Qui per le info:
IL GURU CHE …
guiderà il gruppo di esperti incaricati di rendere più moderna la SSR/RSI.
Io comunque, l’ 8 marzo, voterò NO!

IMPERDIBILI
Per iniziativa del Circolo del cinema di Locarno, quello di Bellinzona, Luganocinema 93 e del Cineclub Mendrisiotto – ai cui responsabili facciamo i complimenti per le scelte – prossimamente in alcune sale delle principali città della Svizzera italiana verranno proiettate una decina di imperdibili pellicole.

A farla da padroni, gli inossidabili Led Zeppelin.
Altri film particolarmente intriganti:
GranRrex, Locarno
LUNEDÌ 23.2 18.30, ONE TO ONE: JOHN AND YOKO
VENERDÌ 27.2 20.30, PATTI SMITH DREAM OF LIFE
LUNEDÌ 2.3 18.30, BECOMING LED ZEPPELIN
VENERDÌ 6.3 20.30, MOONAGE DAYDREAM
VENERDÌ 13.3 20.30, NEIL YOUNG: HEART OF GOLD
Forum, Bellinzona
SABATO 7.3 18.00, STOP MAKING SENSE
MARTEDÌ 10.3 20.30, BECOMING LED ZEPPELIN
SABATO 14.3 18.00, MUTINY IN HEAVEN: THE BIRTHDAY PARTY
MARTEDÌ 17.3 20.30, MOONAGE DAYDREAM
Iride, Lugano
MARTEDÌ 10.3 20.30, NEIL YOUNG: HEART OF GOLD
MARTEDÌ 17.3 20.30, MOONAGE DAYDREAM
MARTEDÌ 24.3 20.30, BECOMING LED ZEPPELIN
Multisala Teatro, Mendrisio
MERCOLEDÌ 11.3 20.30, STOP MAKING SENSE
MARTEDÌ 17.3 20.30, HALLELUJAH: LEONARD COHEN, A JOURNEY, A SONG
MERCOLEDÌ 25.3 20.30, BECOMING LED ZEPPELIN
MERCOLEDÌ 1.4 20.30, MOONAGE DAYDREAM
Entrata: CHF 12.-/10.-/8.-
Riduzioni per AVS e Alliance française
Studenti gratuito.
IL SITO
Ribadisco l’ invito a curiosare nel sito: ci sono aggiornamenti e novità che potrebbero interessarvi, specialmente nel BLOG.
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Alla prossima … siateci!

