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PUNTATA PRIMO FEBBRAIO

Ultimo aggiornamento 28 Gennaio 2026

MOOOOLTO “SIXTIES”!

Domenica, come più volte ricordato, su Radio Ticino, dalle 13:00 alle 14:00, andrà in onda la prima delle puntate del nuovo ciclo di “Non ho l’ età”, “quasi programma” di archeologia musicale che può essere seguito pure televisivamente, sintonizzandovi su https://radioticino.com/tv/.

Ciclo che, a grande richiesta, sarà caratterizzato, prevalentemente, da brani anni Sessanta/Settanta, buona parte dei quali raramente o mai è possibile ascoltare alla radio.

PUNTATA PRIMO FEBBRAIO

Caterina Caselli festeggia i sessant’ anni di “Nessuno mi può giudicare”, brano presentato per la prima volta il 27 gennaio 1966 sul palco del Festival di Sanremo, e diventato simbolo di veri e propri movimenti che, in diverse fasi storiche, hanno rivendicato i fondamentali diritti umani di libertà.

«A tutt’oggi è una canzone che non ha una ruga – commenta la cantante – e il testo è ancora quanto mai interessante, porta al suo interno concetti universali come la libertà e il coraggio. Rimane comunque un inno beat o pop, ma contiene un messaggio importante. È orecchiabile e allo stesso tempo esprime un messaggio di libertà, quello di poter scegliere, di sbagliare e non per questo essere giudicate».

PUNTATA PRIMO FEBBRAIO
Il pezzo inizialmente fu proposto ad Adriano Celentano, che ne incise un provino, ma poi preferì cederlo alla Caselli.

Questi i titoli:

Gianni Pettenati (“Bandiera gialla”), Adriano Celentano (“Torno sui miei passi”), Ribelli (“Pugni chiusi”), Beatles (“Ob-la-di Ob-la-da”), Rolling Stones (“19th Nervous Breakdown”/“Let’s Spend The Night Together”), Caterina Caselli (“Sono bugiarda”), Rita Pavone (“Datemi un martello”), Dik Dik (“Sognando la California”), Equipe 84 (“Io ho in mente te”/“Tutta mia la città”), Sam Cooke (“Wonderful World”), Otis Redding (“Sittin’ On The Dock Of The Bay”), Turtles (“Happy Together”), Gianni Morandi (“Scende la pioggia”), Troggs (“With A Girl Like You”), Equals (“Baby Come Back”).

STORIA DI UNA FAMOSA RIVISTA SVIZZERA

Sempre sessant’ anni fa, veniva pubblicato il primo numero di una rivista musicale che, in seguito, sarebbe diventata una specie di “Melody Maker” nazionale.

Iniziativa del giornalista Beat Hirt, recentemente scomparso, e dell’ allora studente Jürg Marquard, con l’ idea di  creare un periodico ispirato al francese “Salut les copains”.

Nella primavera del 1965 Marquard contattò un alcuni  pubblicitari che con. Entusiasmo accettarono di collaborare alla realizzazione del progetto. 

Un numero di prova di “Pop”, sottotitolato “Swiss Beat and Pop Magazine”, fu stampato con una tiratura di duemila copie e pubblicato il 15 novembre 1965.

PUNTATA PRIMO FEBBRAIO
Copertina del numero di prova del 1965 e di quello del febbraio 1968.

A comporre inizialmente la redazione,  Susy Bihrer, Beat Hirt e Jürg Marquard.

Alla fine del 1965 venne fondata la Pop-Verlag AG: Marquard assunse la direzione, Bihrer si dedicò alle tendenze, in particolare a quelle della  moda, mentre Hirt decise di fungere da corrispondente estero, facendo frequentemente tappa a Londra.

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Jürg Marquard

Il primo numero ufficiale di “Pop” fu pubblicato nel marzo 1966 con una tiratura iniziale di 20.000 copie.

Gli inizi non furono facili, poiché, dopo solo tre numeri, il capitale si dissolse. Si potè continuare a stampare la rivista unicamente grazie alla disponibilità della tipografia, che temporaneamente rinunciò ad incassare quanto le spettava.

In seguito i diritti furono ceduti a diverse aziende, finché, a Winterthur, venne trovata una nuova tipografia disposta a stampare “Pop”.

Verso la fine degli anni Sessanta, a Maquand e Bihre – Hirt se ne andò presto per vivere nuove esperienze – si aggregarono H. Elias Fröhlich,  caporedattore e direttore di produzione, Etienne Conod, Bernhard Sigg, Urs Furrer, direttore artistico, ed Eduard Beck, responsabile dell’ impaginazione; editore: la Zeitschriften-Verlag AG di Zurigo.

A decretare il successo della rivista, la cui frequenza di pubblicazione dal numero 10/1972 passò da mensile a quindicinale, furono specialmente i suoi famosi posters.

Lo sapevate?
I CAMALEONTI E L’ OLOCAUSTO

Martedì si è celebrata la Giornata della Memoria, ricorrenza internazionale con cui ogni anno si commemorano le vittime dell’ Olocausto. Spunto per ricordare il brano di un gruppo italiano dedicato al tema che pochi o nessuno ricordano: “Il diario di Anna Frank” dei Camaleonti.   

PUNTATA PRIMO FEBBRAIO
PUNTATA PRIMO FEBBRAIO
Con i Camaleonti ad “Amici Miei”, programma pomeridiano della TSI. A destra, pubblicità dell’ album “Io per lei”.

È il retro del gettonatissimo “Io per lei”, undicesimo singolo della band milanese, scritto dai fratelli Mino e Franco Reitano e pubblicato nel 1968. Fu poi incluso nell’ album omonimo , uscito nel maggio dello stesso anno e realizzato con i violinisti dell’ Orchestra del Teatro “La Scala” di Milano.

“SIAMO FUORI” AD ARBEDO

La puntata di giovedì 19 febbraio di “Siamo fuori” andrà in onda, su RSILa1, in diretta dalla Pasticceria Filippini di Arbedo. In studio a Comano, il ventenne Simone Bonfanti, per sottolineare la settimana dedicata agli studenti universitari.

PUNTATA PRIMO FEBBRAIO

Con Davide Gagliardi e Christian Frapolli ci sarò pure io, per parlare degli showcases organizzati da “Feedback. Il ritorno della buona musica”, il prossimo dei quali è in programma, sempre ad Arbedo, per il 15 aprile.

Già che si parla di televisione …

Meditate gente, meditate!
ECCO CHI E PERCHÈ HA INTERESSE AD AFFOSSARE LA SSR

Di Federico Franchini
Dal sito naufraghi.ch

“Nel 2024 il consigliere nazionale Thomas Matter (UDC/ZH) se l’era presa virulentemente con il servizio meteo della SRF. Le previsioni metereologiche della tv pubblica erano state, a suo dire, deliberatamente manipolate per favorire l’ agenda dei partiti politici attenti al clima e per diffondere “il panico climatico”. 

Non sorprende che oggi Thomas Matter sia in prima fila per promuovere l’iniziativa per ridurre il canone radiotelevisivo da 335 a 200 franchi. Affossando il servizio pubblico potrà forse indirizzare le previsioni meteo a suo piacimento, affermando che fa freddo anche quando fa caldo.

Nella conferenza stampa dei favorevoli all’ iniziativa, Matter ha affermato che con l’ aumento degli affitti e dei costi della cassa malati, i cittadini fanno sempre più fatica. Ecco quindi la soluzione miracolo: fare risparmiare ad ogni economia domestica 135 franchi all’ anno di canone radio-tv. Thomas Matter ha fondato una banca dal nome prorompente, Helvetische Bank, e controlla un gruppo d’ investimento che porta il suo nome. È anche la 278esima persona più ricca della Svizzera. Patrimonio stimato: 225 milioni di franchi. 

Non sembra quindi la persona adatta per capire le preoccupazioni di chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese. Ma ogni pretesto è buono per attaccare l’ odiata SRG-SSR dalle previsioni meteo politicizzate, lanciando nella mischia degli argomenti due delle principali preoccupazioni della gente comune: l’ aumento della pigione e dei premi. 

Peccato che Thomas Matter e il suo partito rappresentino proprio gli interessi contrari a inquilini e assicurati.

Secondo i dati di Lobbywatch, l’ UDC è il partito con più parlamentari federali vicini alle lobby delle casse malati: quattordici, sei in più del Centro. Stesso discorso per la lobby dell’ immobiliare: il partito conta trentatré deputati vicini a questo mondo, dieci in più che il PLR. Lo stesso Thomas Matter è presidente di due società immobiliari del Canton Zurigo. Marco Chiesa, Thomas Aschi e Georg Rutz, influenti parlamentari dell’UDC, presiedono invece tre associazioni cantonali dei proprietari fondiari (Ticino, Zugo e Zurigo). Se a questi politici stesse davvero a cuore l’ aumento delle pigioni avrebbero potuto appoggiare le varie proposte volte a calmierare i prezzi. Non l’ hanno mai fatto, sostenendo sempre gli interessi del mondo immobiliare.

PUNTATA PRIMO FEBBRAIO

In prima linea per l’ iniziativa per il dimezzamento del canone radiotelevisivo ci sono anche i due consiglieri agli Stati ticinesi, il già citato Marco Chiesa (UDC) e Fabio Regazzi (Centro). Quest’ ultimo, presidente dell’ organizzazione mantello delle PMI svizzere (USAM), è imbestialito dal fatto che le imprese debbano pagare anch’ esse un canone. Soldi che, per Regazzi, mancano per gli investimenti, la formazione degli apprendisti e la sicurezza informatica. Ma è davvero così?

Oggi le aziende pagano il servizio pubblico radio-tv in base al fatturato. Sono esentate le imprese con un fatturato inferiore al mezzo milione di franchi (limite che nel 2027 salirà a 1,2 milioni esonerando di fatto l’80% delle imprese). A seguire vi sono diciotto fasce di ripartizione che vanno dai 160 franchi annui per le aziende che fatturano tra i 500.000 e i 750.000 franchi fino ai 49.925 franchi per cifre d’ affari annuali superiori a un miliardo. Può sembrare tanto, ma se si analizzano le percentuali si osserva che le aziende pagano tra lo 0,021 e lo 0,032% del fatturato (chi fattura meno) ad un massimo dello 0,005% (chi fattura oltre il miliardo).

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Viene da chiedersi se disporre di 2.500 franchi più all’ anno (livello 9 su 18 di canone) per un’ impresa che fattura tra i 10,4 e i 15 milioni di franchi sia davvero così determinante in termini d’ investimenti, formazione e sicurezza. Tanto più dalla prospettiva ticinese dove, con il 4% dei contributi al canone radio-tv, il cantone riceve il 22% del totale nazionale. E senza contare il fatto che, nella Svizzera italiana, molte aziende lavorano indirettamente grazie alla RSI. “Mentalità assistenzialista” l’ ha definita Fabio Regazzi, con il solito sussiego. A cui però l’ assistenzialismo non fa schifo quando la manna pubblica si riversa, sotto forma di investimenti, sussidi o agevolazioni fiscali, alle aziende che rappresenta”.

IL SITO

Ribadisco l’ invito a curiosare nel sito: ci sono aggiornamenti e novità che potrebbero interessarvi, specialmente nel BLOG.

Per i contenuti delle puntate:
“CLIC” SU “NON HO L’ ETÀ” (“I BRANI”)
Per sfogliare le pagine del BLOG:
ATTENDERE LA SCRITTA “EVERYTHING IS LOADED”
Per sfogliare le pagine della GALLERY e leggere le diciture:
“CLIC” SULLE FOTO

Alla prossima … siateci!

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