Ultimo aggiornamento 2 Marzo 2026
Dopo gle eventi”YOU Productions”, negli anni Ottanta fu la volta di
“FEEDBACK”
Dal Foglio Ufficiale:
“Feedback – Il Ritorno della buona musica di Giorgio Fieschi.
Attività creative, artistiche e di intrattenimento”.
“Das Unternehmen Feedback – Il Ritorno della buona musica
di Giorgio Fieschi
ist eine Einzelunternehmen mit Sitz in Arbedo-Castione, im Kanton Tessin,
die im Jahr 1999 gegründet wurde.
Es ist in der “betrieb von kultur- und unterhaltungseinrichtungen” tätig”.
QUANDO PIAZZA DEL SOLE
ERA PIAZZA DEL SOLE
“Feedback – Il ritorno della buona musica”
è il festival di musica leggera che, nel Sopraceneri,
ha dato il la ad analoghi open air.
Al sottoscritto, nel 1987,
l’ allora presidente dell’ Ente turistico bellinzonese
Marco Cereda
chiese di organizzare una manifestazione
che potesse in qualche modo prendere il posto
della (da tempo archiviata) “Festa in burgh”,
manifestazione dal carattere fortemente popolare.
Lo fece, probabilmente, colpito dall’ interesse che,
qualche anno prima,
aveva suscitato lo spettacolo “Milano incontra Colonia”
con Enzo Jannacci, i tedeschi BAP e la Scarp Da Tennis Band
che avevo organizzato in una piazza del Sole
non ancora deturpata
dagli ingombranti camini d’ areazione
del sottostante autosilo.
Cosa c’ era (e ancora c’ è) di più popolare
delle canzoni degli anni Sessanta/Settanta?


Contattai pertanto Red Ronnie, che all’ epoca,
su Italia Uno,
conduceva il seguitissimo programma
“Vent’ anni dopo (il bello del Sessantotto)”.

Lo convinsi a fare tappa in città
per animare la prima edizione
di quello che avrebbe dovuto essere – e divenne –
un originale ed esclusivo festival
con alcuni degli artisti con i quali in quel periodo
stava imperversando sull’ importante rete Mediaset:
Ricky Gianco, Gian Pieretti, Dino,
l’ ex New Dada Maurizio
e i Cantautores di Alberto Radius.
Artisti che, non c’ era da dubitarne, riempirono la piazza.
IL CONCERTONE DEI DIK DIK
Vista la riuscita dell’ impresa,
l’ anno dopo misi in piedi,
sempre in piazza del Sole,
un concertone con gli amici Dik Dik,
pure questo sold out.

Per l’ occasione invitai
l’ ex organista della band, Mario Totaro,
che tempo prima avevo tentato di contattare
inviandogli una lettera rimasta senza risposta e che poi,
casualmente, ebbi modo di incontrare
durante un volo di ritorno da Roma,
a bordo di un aereo da lui stesso pilotato.
LA TERZA EDIZIONE
Protagonisti, Mal, i Nuovi Angeli e La Formula Tre:
altro bagno di folla.
Si pensò a questo punto
di dare al festival un più intrigante nome.
Nacque così:
“Feedback. Il ritorno della buona musica”.

Il discografico della BMG Ariola,
nonché amicone con cui avevo condiviso
un’ infinità di esclusive avventure musicali
Forty Morell realizzò questo inconfondibile logo.
LA CONSACRAZIONE
New Trolls, Camaleonti, Ribelli, Toni Vescoli,
Little Tony e Patty Pravo
sono gli artisti della quarta edizione
di “Feedback – Il ritorno della buona musica”.

New Trolls.

Session:
New Trolls, Ribelli & Patty Pravo.

Con Ricky Belloni e Vittorio De Scalzi.

Camaleonti.
Ribelli.
Con Patty Pravo.
LA TSI
Il successo delle serate fu tale
che la Televisione della Svizzera Italiana,
la quale al festival, fino a quel momento,
aveva dedicato unicamente servizi di cronaca,
(peraltro apprezzatissimi),
da lì in poi decise di riprendere tutti i concerti
per riproporli tempo dopo, effettuare dirette dalla piazza
e realizzare “speciali” intitolati “A ritmo di Feedback”.
Collaborazione, quella fra “Feedback” e Comano,
che iniziò con uno “Special” diretto da Tony Flaadt,
regista con cui ho vissuto
la mia prima esperienza televisiva.
Quella sera furono effettuate pure
riprese notturne da un elicottero.
ARRIVA RENZO ARBORE
Per festeggiare la quinta edizione dell’ open air,
inaugurammo un nuovo, imponente palco.

Ciliegina sulla torta: Renzo Arbore.
Ammirato per l’ originalità del progetto “Feedback”,
che ben conosceva,
accettò, eccezionalmente, di duettare
con Fausto Leali, che molto gli deve.
Questo nonostante stesse preparando un programma
dedicato a Totò e incidendo un disco.
Un’ esclusiva assoluta!



Altri protagonisti delle due serate,
Aida Cooper, Don Backy, Maurizio Vandelli
(si esibì con una band “made in Ticino”, la Feedband:
Corry Knobel, stage manager del festival, Mauro Monti,
Ivan Lombardi e Dario Cellamaro) e Bobby Solo.
DOPO ARBORE, MOGOL
Rita Pavone, Nuovi Angeli, Corvi, Nomadi,
i mitici Toad (che lanciarono l’ album “Hate To Hate”),
Drupi ed i Nox, band formata da musicisti locarnesi
poco più che quindicenni, tra cui Ian Knobel, figlio di Corry,
sono i protagonisti della sesta edizione.
Fra le più frizzanti esibizioni che la caratterizzarono,
quella della grintosissima, elettrizzante Rita Pavone.
Per l’ ennesima volta,
piazza del Sole gremita all’ inverosimile.


Ospite d’ onore
– fu la prima volta che fece tappa nella Svizzera italiana –
Giulio Rapetti, in arte Mogol.
Nel cortile di Palazzo civico
Renato Reichlin ed io organizzammo un’ indimenticabile serata
intitolata “Parole e musica”, nel corso della quale il paroliere,
al solito brillantissimo, raccontò di sé,
dell’ arte della composizione
e della scuola per autori e musicisti di Tuscolano.
BEATLES REVIVAL BAND:
PRIMI A ONORARE I “BARONETTI”
Protagonisti della settima edizione di “Feedback”,
Loredana Bertè, Maurizio Vandelli, aficionado di “Feedback”,
& Shel Shapiro
(per la prima volta insieme dopo decenni di rivalità),
Dik Dik, Wess, Ricchi e Poveri e, dalla Germania,
la Beatles Revival Band
(prima cover band beatlesiana a fare tappa da noi).
L’ evento Vandelli & Shapiro fece parlare pure in Italia.
Marinella Venegoni,
fra le più famose giornaliste musicali del Paese,
gli dedicò ben due pagine su “La Stampa”,
una delle quali di ritorno da Woodstock,
dove era stato celebrato
il venticinquesimo dello storico festival.



Incipit del primo articolo:
“Alla fine, ci ha dovuto pensare uno svizzero,
Giorgio Fieschi,
a mettere insieme i due esponenti più autorevoli
di un’ epoca breve e incantata, il beat italiano.”
E, poco tempo dopo, alla Televisione della Svizzera Italiana,
altro “special” con gli echi dell’ ennesimo trionfo.
RICKY & GIAN, ROCKY & ANDREA
A SORPRESA: MAURIZIO
Fra le più ricordate performances dell’ ottava edizione quelle,
inedite e memorabili, di Ricky Gianco & Gian Pieretti
e Rocky Roberts ed Andrea Mingardi.


Esibizioni emozionanti anche quelle di Maurizio Vandelli
– rimpatriata, la sua, a sorpresa, persino per l’ organizzatore del festival! -,
dei Collage, Nada, Gianni Pettenati, i Nightbirds,
i Corto Circuito e Riccardo Fogli.
I CDs DI “FEEDBACK”
Fra le iniziative collaterali,
il lancio dell’ etichetta discografica “Feedback”,
la cui produzione fu inaugurata
da un CD di Rocky Roberts.


Tempo dopo ne venne pubblicato un altro con brani originali dei Bisonti.
Il terzo cd con questa etichetta è il “live” dei Nightbirds.
DAI BEATLES TEDESCHI
A QUELLI SVIZZERI
Dopo la Beatles Revival Band,
a rendere omaggio a Lennon e soci nell’ ambito di “Feedback”,
furono Les Sauterelles di Toni Vescoli.
Concerto, il loro, nel corso del quale tolsero la polvere
pure a brani propri e dei Kinks ed i Byrds, fra i tanti.



Altri applauditissimi protagonisti della nona edizione:
Edoardo Bennato
(per l’ occasione si esibì con un quartetto d’ archi),
i Matia Bazar, Francesco Baccini,
Pupo e La Pelle Nera
(band guidata da Giulio Trodani, papà di Giorgia).
IL PUBBLICO


A GIUBIASCO
LA DECIMA EDIZIONE
Nel 2001 “Feedback” trasloca,
si traferisce a Giubiasco, in piazza Grande.
E cambia nome, si passa a “Comeback”,
sottotitolo: “Sogno beat”.
Non cambia invece la formula del festival,
che continuerà ad essere caratterizzata da proposte esclusive,
come, fra le tante,
il concerto di Little Tony con le mitiche Supremes
e la ricostituzione del Patrick Samson Set.
Nel cast pure
i Profeti, i Bisonti, Giuliano e i Notturni e i Giganti.
Tornando alle Supremes
– Lynda Laurence, Sherrie Payne e Freddi Poole,
cui Diana Ross, Mary Wilson, Florence Ballard e Betty Mc Glow
avevano ufficialmente passato il testimone,
dato l’ incarico di assicurare continuità al loro mito –
si esibirono accompagnate
dall’ orchestra diretta da Vince Tempera.
L’ evento attirò l’ attenzione,
oltre che del solito foltissimo pubblico,
della redazione de “La cronaca in diretta” di RAI Uno,
che organizzò un collegamento live dalla piazza giubiaschese.

Little Tony e Les Supremes durante le prove.

Con Giuliano dei Notturni, quello de “Il ballo di Simone”.
Nel corso delle due giornate di festival, pure Rete Uno si mobilitò,
inviando sul posto
il modernissimo ed elegante studio mobile di “Radio Estate”,
da cui andarono in onda diversi collegamenti
animati da Roberto Rizzato e il sottoscritto.


Con Renato Brioschi (cantante dei Profeti), Roberto Rizzato,
Nazareno La Rovere (chitarrista dei Profeti) e Osvaldo
Bernasconi (batterista dei Profeti) in diretta.
Fra le tante apprezzatissime iniziative collaterali,
la mostra di opere grafiche e pittoriche di Mario Del Don,
mostra al cui vernissage prese parte Toni Vescoli,
leader de Les Sauterelles, i “Beatles svizzeri”.

Mario Del Don con Toni Vescoli e Marcel Aebi, leader
dei More Experience.

PAGINE SPECIALI
Illustrazione Ticinese (1/2/3/6/7)
Giornale del Popolo (4/6)
Corriere del Ticino (5)
Ticino7 (9)
Azione (10)










A dare il la ai
NUOVI PROGETTI “FEEDBACK”
il 26 settembre 2014:
IL CINQUANTESIMO
DEI “NIGHT”
“Da poco Rolling Stones, Nomadi e altri solisti e gruppi
noti e meno noti hanno festeggiato cinquant’ anni di attività.
Adesso tocca ai ‘Beatles ticinesi’, i Nightbirds”:
è quanto si legge nel flyer di lancio dello spettacolo che andò in scena
al Teatro Kursaal di Locarno intitolato, come il primo
disco della band, “La strada bianca”.
Spettacolo musical-teatrale, per essere precisi, con ospiti
(tra cui Toni Vescoli, Mario Totaro e l’ Ensemble vocale
femminile Controcanto) e proiezione di filmati.


Per l’ occasione, sempre al Teatro di Locarno, venne allestita
un’ esposizione di fotografie, manifesti, strumenti e
abiti d’ epoca, come pure dato alle stampe
un fumetto con la storia dei Nightbirds.
Un successone da ogni punto di vista!

Particolarmente emozionanti le prove del pomeriggio,
cui assistettero allievi delle Scuole elementari guidati da
Adolfo Tomasini, direttore delle scuole comunali di Locarno
dal 1987 al 2013.

“È grazie a una dritta di Roberto Maggini e alla grande
disponibilità dei Nightbirds e del loro leader e fondatore storico,
Eliano Galbiati, – scrisse Tomasini nel programma distribuito
alle famiglie – se cinque centurie di allievi del II ciclo delle
scuole elementari del Locarnese potranno partecipare a questo
evento speciale. In occasione del suo cinquantesimo compleanno,
che cade proprio nel 2014, la storica rock band locarnese
presenterà un concerto-spettacolo venerdì 26 settembre
alle 20.30 al Teatro di Locarno.
L’ avevo saputo in Piazza Grande diversi mesi fa,
quando mi ero imbattuto in Roberto Maggini, di corsa come
(quasi) sempre: doveva incontrare Eliano Galbiati, batterista e fondatore
del gruppo, perché – mi disse – si stava lavorando a questo
progetto. Mi venne spontaneo chiedergli, pur senza farmi
troppe illusioni, di buttar là l’ idea di replicare l’ evento anche
per il pubblico dei ‘Concerti per le scuole’. Detto fatto, dopo
qualche settimana ricevetti la conferma che i Nightbirds
si sarebbero volentieri esibiti anche per il nostro pubblico.
Come mi ha scritto Giorgio Fieschi, giornalista della nostra
Radiotelevisione ed enciclopedia ambulante di tutto ciò che
ha a che fare con la storia del rock e della musica leggera
in generale, ‘per noi di una certa età i Nightbirds sono
ancora una mitica band’.
‘Noi di una certa età’ siamo quelli che hanno dai sessant’ anni
in su e che potevano avere suppergiù l’ età del nostro pubblico
di oggi quando, negli anni ’60, nacque e si diffuse un gran
numero di complessi musicali che proponevano un nuovo
modo di far musica, nuovi testi, nuovi luoghi, nuovi modi
di vivere e pensare. E poi una moda diversa e colorata,
in barba alle abitudini un po’ grigie dei nostri padri.
Per chi lo vorrà, dunque, questo concerto-spettacolo sarà
pure l’occasione per conoscere quelli che, ancor oggi,
vengono chiamati fabulous Sixties, i favolosi anni ’60!
Il concerto pomeridiano per i ragazzi delle scuole elementari
sarà giocoforza ridotto, rispetto allo spettacolo della sera.
Non per questo sarà meno accattivante, perché, oltre alle
canzoni, si intercaleranno filmati e interviste, e al termine
i Nightbirds e i loro ospiti scenderanno tra il pubblico
per il saluto finale”.
MEMORABILE
il concertone delle Sauterelles del 15 aprile 2017,
evento organizzato con il sostegno di Swinging Locarno,
gruppo di esercenti della zona.

Dal programma distribuito al pubblico:
“Le sempre grintose Sauterelles di Toni Vescoli, i ‘Beatles svizzeri’,
si apprestano a festeggiare cinquantacinque anni di intensa e
gratificante attività. Lo faranno in agosto con una serie
di concerti nell’ ambito dell’ ‘International Beatleweek’,
a Liverpool, dove si recheranno per la quarta volta con
un seguito di ben duecento fans! Nel frattempo, tappa
a Locarno per promuovere un’ attesa ristampa,
quella del mitico lp ‘View To Heaven’.
L’ evento è in programma per il 15 aprile, Giornata mondiale del vinile
(Record Store Day), in piazza Grande.

Eccomi con lo splendido pubblico di piazza Grande.

Lo storico gruppo, che nel 1967 all’ Hallenstadion di Zurigo
ebbe l’onore di aprire il memorabile concerto dei Rolling Stones,
per l’ occasione rispolvererà, fra i tanti pezzi, quelli in lingua italiana incisi
per la prestigiosa etichetta discografica EMI,
alcuni dei quali presentati al ‘Cantagiro’ di quell’ anno.
Quanto all’ elegante ristampa di ‘View To Heaven’, è stata arricchita, per la gioia dei collezionisti,
da foto e un EP con quattro brani inediti. Dall’ originale dello splendido vinile, r
icordiamolo, fu tratto il 45 giri ‘Heavenly Club’,
che nell’ estate del 1968 rimase per ben tredici settimane
nei ‘Top Ten’, sei delle quali al primo posto.
Il mini ‘View To Heaven Tour’ si concluderà a Lucerna con un Gala Night nel corso del quale
Toni Vescoli (chitarra e voce), Düde Durst (batteria), Peter Glanzmann
(chitarra) e Freddy Mangili (basso) si esibiranno con la Lucerne Concert Band diretta da Gian Walker.
Aprirà il concerto di Locarno la ticinese Scarp da Tennis Beat Revue:
Mario Del Don (basso e voce), Fabrizio Ghiringhelli (chitarra e voce), Tiziano Caprara (batteria)
e Marco Meneganti (tastiere e armonica), pionieri nel Ticino del rock dialettale”.
GUARDA IL SERVIZIO
DEL “QUOTIDIANO” (TSI)
Marco Sestito di “Ticinonline” ne approfittò per intervistare
Toni Vescoli, al quale, in particolare, chiese di parlare
degli Stones e del mitico “View To Heaven”.
“Nel 1967 Toni e suoi compagni di viaggio incidono anche
in italiano (“Aiuto!… Va sempre male?”/”Il quinto non lo paghi”),
sbarcando nella vicina Penisola sul palco del ‘Cantagiro’.
Di ritorno in territorio elvetico, sempre in quell’ anno,
aprono il memorabile concerto che i Rolling Stones tengono
tra le mura dell’ Hallenstadion di Zurigo:
‘Rientravamo in Svizzera dopo essere stati per diversi
mesi in tour in Italia con i New Dada, Antoine e un sacco di altra gente
– ricorda Toni – Avevamo il timore che qui nessuno si ricordasse di noi,
e invece il pubblico ci riservò un’ accoglienza straordinaria,
un po’ come quando i Beatles tornarono a suonare a casa, a Liverpool…’.

Toni, quindi immagino vi siate goduti lo show degli Stones
direttamente dal palco…
‘Non proprio… Siamo riusciti ad ascoltare soltanto la prima
canzone e metà della seconda, dopodiché la polizia ci chiese di andarcene…’.
Li avete comunque incontrati nel backstage?
‘Certo, prima dello show… Erano lì, tutti e cinque: Mick Jagger,
Keith Richards, Bill Wyman, Charlie Watts e Brian Jones…
Conservo ancora i loro autografi, fatti, tra l’ altro,
su una cartolina del Duomo di Milano che mia moglie aveva
nella borsetta… Curiosamente quel giorno nessuno di loro aveva
con sé foto da autografare…’.
Di cosa hai parlato con Mick Jagger?
‘Mi chiese della scena musicale svizzera, scoprendo che
Les Sauterelles, come i Rolling Stones, nacquero nel 1962…’.
In occasione del concerto in programma a Locarno
verrà ristampato il vostro secondo album, ‘View To Heaven’ (Blick, 1968).
Cosa vuoi dirmi al riguardo?
‘Viene ristampato per il Record Store Day 2017, che
quest’ anno è in calendario il 22 aprile. Quindi ancora
non so se a Locarno avremo modo di venderlo… Vedremo…
Si tratta, comunque, di un’ edizione limitata di 1000 copie
in vinile a cui abbiamo aggregato anche
un ep con quattro brani inediti, registrati negli
ultimi mesi: ‘Fifty-Five’’, ‘Grasshopper’s Ballad’,
‘Man In The Moon’ e ‘Time’’’.
Come ricordi le registrazioni dell’ album?
‘Per la prima volta entrammo in uno studio dotato
di un otto piste… Eravamo elettrizzati! Calcola che i
Beatles registrarono album straordinari su un quattro
piste… Con noi in studio c’ erano una sezione archi di
sedici elementi, una sezione fiati, una dixieland band
e un coro di bambini con cui – per cinque giorni interi
– sperimentammo suoni…’Furono istanti straordinari…’.
Cosa hai ascoltato durante il processo di lavorazione del disco?
«Qualche tempo prima di entrare in studio ruppi il gomito
e per forza di cose dovetti fermarmi. Incominciai ad ascoltare
musica barocca: mi colpì così tanto che non avrebbe non
potuto influenzare ‘View To Heaven’ …’.
RICORDANDO BATTISTI
Il 2 giugno del 2018, nell’ ambito della “Notte bianca”,
ancora in una gremitissima piazza Grande a Locarno,
andò in scena “Il nostro canto libero”.
Da Ticinonline, articolo di Marco Sestito:
“Uno spettacolo (ideato dal giornalista Giorgio Fieschi)
che – tra brani passati alla storia e aneddoti – porterà
sul palco nientemeno che Gianni Dall’ Aglio – batterista,
nonché fondatore, dei Ribelli – e il chitarrista Massimo
Luca, i quali con il cantautore hanno inciso più di
quaranta successi e suonato in occasione dello storico
duetto televisivo Mina-Battisti del 1972. A Locarno
saranno affiancati da Franco Malgioglio (basso, voce)
e Johnny Pozzi (tastiere).

Gianni Dall’ Aglio.
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Dall’ Aglio…
Gianni, i brani firmati Mogol-Battisti pare non
risentano dello scorrere del tempo…
«Anno dopo anno vengono amati e apprezzati sempre
di più. Sono brani che non stancano e che non invecchiano.
In qualche modo è come se Lucio continuasse a cantarli…».
Che tipo era in realtà?
«Molto modesto, riservato».
Come lo ricorda in studio di registrazione?
«Era un perfezionista. Quasi maniacale. Fino a quando
non otteneva il risultato che voleva, lavorava a una sola
idea per ore… Il suo metodo mi ha talmente condizionato
che dopo una giornata con lui in studio tornavo a casa
e iniziavo a comporre… Quei giorni con lui in sala di
incisione per me sono stati una masterclass micidiale
di composizione e di arrangiamento…».
A proposito… Lei, con Luciano Beretta e
Ricky Gianco, nel 1967 scrisse “Pugni chiusi”,
brano che poi incise con il suo gruppo,
i Ribelli… Come nacque la canzone?
«Ero a casa mia, a Mantova. La sera prima sulle
frequenze di Radio Luxembourg avevo sentito
un blues, ‘When A Man Loves A Woman’ di Percy
Sledge. Mi aveva colpito così tanto che cercavo di
ricordarlo in ogni suo passaggio: all’ epoca non
avevi la possibilità di registrare ogni cosa come oggi…
Alla fine, scrissi la musica, immaginandomi il pezzo
cantato da Demetrio (Demetrio Stratos, ndr), da poco
entrato nell’ organico del gruppo come tastierista
e cantante. Mancava ancora il testo, così chiesi a
Beretta di scriverlo. Quando andammo alla casa
discografica, alla Ricordi, ‘Pugni chiusi’ fu scelto
come lato B. Poi, invece, gli addetti ai lavori ci
ripensarono e divenne il lato A, il lato A del
nostro primo 45 giri con l’ etichetta…».
Torniamo a Battisti… Come fu costituita
la band che nel 1972 accompagnò il duetto
televisivo con Mina?
«Lucio ci fece contattare uno a uno, dandoci appuntamento
sul treno che da Milano, la notte precedente alla performance,
ci portò a Roma. Nessuno di noi musicisti, fino a quegli istanti,
sapeva dello speciale televisivo: ci informò Lucio non appena
il treno partì, chiedendoci, nel contempo, di andare nella sua
cabina a provare i pezzi… Lui e Massimo imbracciarono la
chitarra acustica, mentre io, bacchette alla mano, picchiavo
sul cuscino del suo letto come se fosse una batteria… Gli altri,
intanto, ascoltavano cercando di memorizzare tutto quanto…
Il mattino arrivammo a Roma stanchi morti…».
E Mina, l’avete incontrata subito?
«No, alle sei del pomeriggio… E dopo una prova veloce,
andammo in onda…».
STRAORDIMARIO
Testo di lancio dello spettacolo organizzato con il sostegno
della Commissione culturale di Arbedo-Castione
presso il Centro Civico l’ 8 e 9 giugno 2018:
“Concerto? Si e no. Musical? Quasi. Evento? Sicuramente si.
Diciamo che la miglior definizione per ‘StraordiMario, una vita
tra giri di basso e tratti di matita’ è spettacolo musical/teatrale.
Di scena Mario Del Don, poliedrico artista bellinzonese, grafico,
pittore, scenografo e musicista, ex bassista dei mitici
Nightbirds e fondatore della Scarp da Tennis, fra le band pioniere
del rock dialettale della Svizzera italiana”.


Da sinistra: Corry Knobel, William Mazzoni, Gregory Knobel,
Mario Del Don e Alberto Canali.
‘Dagli stivaletti alla scarpe da tennis’ è il titolo dello spettacolo
durante il quale, con l’ arricchimento di proiezioni, Del Don,
in passato pure applaudito attore della RSI (‘La Palmita’, ecc.),
ripercorrerà le principali tappe della sua altrettanto fortunata
carriera di musicista. Dai primi concerti con gli Spettri
alle tournées con i Nightbirds, dal ‘progressive’ dei Gong
al rock dialettale della Scarp da Tennis”.
Con Mario, altresì in scena la Scarp Da Tennis Band, Renato
Reichlin e Michele Seitz. Direttore artistico: Corry Knobel.
Molto apprezzati dal pubblico pure i tanti disegni, fumetti,
bassorilievi, manifesti, copertine di dischi e modellini
di scenografie realizzati in oltre cinquant’ anni di attività,
anch’ essi in vetrina presso il Centro Civico.
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