Ultimo aggiornamento 6 Marzo 2026
RICORDATE I BISONTI?
Quelli di “La tua ombra (mi segue)” e “Occhi di sole”?
Gruppo minore del Beat italiano, alcuni vinili del quale,
però, molto apprezzati e ricercati dai collezionisti.
Al telefono ho conversato con Bruno Castiglia,
il leader del complesso, non più ragazzino,
ma ancora pimpante e vocalmente dotato.

Bruno con cui, pure, ho realizzato
programmi radiofonici e televisivi
e organizzato concerti.
Gli altri della band li senti ancora?
«No, ne sono rimasti purtroppo solo due,
il bassista, Paul Cocchi, che vive a Parigi,
e il tastierista, Paolo Pasolini, adesso parroco!
Ci siamo rivisti tempo fa a Fatti vostri della RAI».

Pezzi cui sei particolarmente affezionato?
«Fra i tanti, quelli degli Animals,
in particolare ‘”La casa del sole”,
“House Of The Rising Sun”
(che, in italiano, ho inciso molto prima dei Pooh)
e “Io lavoro”, “We’ve Gotta Get Out Of This Place”.
Ai tempi del Beat lo incisero pure i Camaleonti.
Nonostante abbia sfornato innumerevoli brani melodici,
ero e rimango principalmente un rockettaro».

Per i collezionisti, i vinili più interessanti
sono i primi, fra cui “Viso di luce”.

«Vero. Purtroppo la City,
seguendo l’ esempio delle altre case discografiche,
ci impose molti brani a noi non adatti.
Comunque recentemente Marina Ley,
cantante con cui collaboro,
ha brillantemente tolto la polvere proprio a “Viso di luce”.
L’ ha presentato a Cantando Ballando,
seguitissimo programma di Rete Italia».
Serate, spettacoli?
«Non vedo l’ ora di tornare in pista.
È così per un mucchio di amici
con ancora molto da proporre.
Al momento le possibilità sono pochine,
ma le cose miglioreranno».
CURIOSITÀ
Dei Bisonti ha fatto parte Ciro Dammicco,
in seguito fondatore e leader del Daniel Sentacruz Ensemble,
con cui raggiunse il successo grazie al brano “Soleado”.
Per l’ etichetta “Feedback: Il ritorno della buona musica”,
festival da me per anni organizzato a Bellinzona,
ho prodotto alcune raccolte, tra cui questa,
ristampata dalla City Record.
STORIA DELLA BAND

Il complesso viene creato a Milano
quale “spalla” del cantante Castiglia:
musicisti che lavorano come turnisti
per l’ etichetta City Record
sotto la direzione
del maestro Paolo Gatti.
I primissimi pezzi sono incisi
con il nome Bruno Castiglia & i Delfini,
ma poi si opta per I Bisonti,
ecco perché in alcuni dei successivi dischi
si ricorre ai nomi Bruno Castiglia e i Bisonti
e I Bisonti di Bruno Castiglia.
Questa la formazione del periodo Beat:
Bruno Castiglia (voce e canto),
Gianni Calabria (batteria),
Ennio Castiglia (basso),
Angelo Milani (tastiere)
e Luigi Biagioni (chitarra).
Questi ultimi tre elementi
partecipano alla realizzazione di due singoli,
poi lasciano, sostituiti
da Paul Cocchi (basso) e Fulvio Carotti (chitarra).

Il complesso pubblica pure due album.
Altri cambiamenti in seno alla band si susseguono.
Nel 1970
i Bisonti partecipano a Un disco per l’ estate
con il poco grintoso “Oh simpatia”.


Pure il tastierista Pasolini abbandona il gruppo
per venir consacrato sacerdote;
è sostituito da Ciro Dammicco.
Altrettanto fanno, poco dopo,
Paul Cocchi e Ciro Dammicco,
che fonda il Daniel Sentacruz Ensemble.
I Bisonti tornano sul palcoscenico nel 1985
sulla scia del revival anni Sessanta
fra i cui principali promotori c’ è Red Ronnie.
Dopo un periodo di inattività,
la band riprende a suonare nel 1988
con Castiglia, Calabria,
Peppo Gellera alla chitarra e Renato Groppi al basso .
Nel 1996 incide il CD “La carica dei Bisonti”,
contenente nuove versioni di loro successi
e inediti come “Va bene così”, “All Right Now”dei Free.
Fra i più apprezzati pezzi, come detto,
i primi brani, come “Crudele”, “Ma se ci penso“
e la cover di “Lucille” di Little Richard.
Nel 2017,
con Marco Bertaggia alla chitarra
e Alex Carminati alle tastiere,
i Bisonti incidono il singolo “Mi manchi tu”.
ALTRI VINILI

ALBUM

(PRIMA DEI BISONTI)
BRUNO CON I BEBOP




