Ultimo aggiornamento 28 Febbraio 2026
LI RICONOSCETE?

Oliviero Pigini é sul gradino più alto,
davanti a Demetrio Stratos.
C’ ERANO
PURE I FUGGIASCHI
All’ amico Guido Mario Pavesi,
chitarrista dei Fuggiaschi di Don Backy,
ho chiesto di commentare la storica foto.

I Fuggiaschi con Pigini.
“La storia dei complessi degli anni Sessanta – scrive –
è legata anche alla Eko,
la fabbrica di strumenti musicali
fondata da Oliviero Pigini.
La sua impresa, iniziata nel 1959,
in pochissimi anni era diventata una realtà
in grado di competere a livello internazionale
grazie a un abile processo di sviluppo industriale
e a importanti partnership
come quella con la britannica Vox.
Tra le tante idee luminose di Oliviero Pigini
ci fu quella di affidare gli strumenti
prodotti nei suoi stabilimenti
ad alcuni complessi italiani, come autorevoli testimonial,
realizzando così un efficace strategia promozionale.
Le chitarre prodotte inizialmente per noi Fuggiaschi
– bianche e nere, di forma asimmetrica –
derivavano dal modello Phantom della Vox.
Quelle successive erano una copia personalizzata
della Vox Teardrop semiacustica.
Come momento di condivisione
delle esperienze musicali dei gruppi
che ottennero il supporto tecnico della Eko
e sincera gratitudine nei confronti di Pigini,
il 24 settembre 1966, a Recanati,
ci fu un memorabile raduno.
Tutti insieme,
I Rokes, Le Snobs, I Kings, I Ribelli,
I New Dada e I Fuggiaschi,
si ritrovarono per una vivace festa tra amici,
conclusa con un concerto collettivo
al Teatro Astra di Castelfidardo.
Le foto-ricordo di quella giornata
sono un documento particolarmente significativo:
l’ immagine emblematica dello spirito di gruppo
che Pigini seppe alimentare.
Un senso della partecipazione
e dell’ interesse generale che era stato elemento fondamentale
per la creazione di un ambiente di lavoro coeso e competente
e per la rapida affermazione del marchio Eko.
Lassù, quasi in cima alle scale,
attorniato da quei giovani
ai quali affidava con generosa fiducia
la promozione dei suoi prodotti,
forse Oliviero stava pensando
a dare ulteriore impulso alla sua impresa,
con lo sguardo rivolto a un nuovo traguardo da raggiungere.
Prospettive infrante brutalmente pochi mesi dopo,
il 10 febbraio 1967,
dal fatale infarto di cui rimase vittima il quarantaquattrenne imprenditore,
protagonista assoluto della moderna industria musicale italiana.”

