Ultimo aggiornamento 9 Aprile 2026
PETER, IL “MIGRANTE”

Fra i miei più preziosi amici di lingua tedesca c’ è Peter Frei,
ex direttore di marketing della casa discografica Phonogram,
quella di gente come i Dire Straits ed i Genesis,
per intenderci.
È (anche) grazie a lui che ho realizzato importanti interviste,
partecipato ad eventi esclusivi ed arricchito la mia collezione di vinili.
L’ ho conosciuto ai tempi in cui gestivo la rubrica “Dal vivo” per “Il Dovere”.
Dal 2002 fa il pendolare
(preferisce scherzosamente definirsi “migrante”)
tra Winterthur, dove è nato e vivono i fratelli,
e Muralto, dove risiede.
Nel 1972 ha conseguito un Master of Arts all’ Università di Zurigo
e da tempo si fa apprezzare pure come regista.
È del 2018 il documentario
“La fin da la val l’ è mia la fin dal mund”,
la vita tra Campo Vallemaggia e Cimalmotto,
interviste a tre famiglie contadine
e un discendente dei Pedrazzini,
grazie ai quali questo angolo remoto
rimane popolato durante le quattro stagioni.
Proiettato al Rialto di Locarno e andato in onda su RSI LA2.
Tornando all’ ambito musicale,
Peter ha cominciato gestendo un negozio di dischi a Winterthur,
poi, nel 1977, come detto, è andato a dirigere, felicemente,
il settore vendite della Phonogram di Schlieren, fino al 1985.
Dopo questa esperienza,
ha assunto lo stesso incarico presso la Toshiba di Zurigo:
interessante esperienza, ma non totalmente appagante,
per cui ha deciso riprendere contatti con il mondo del pop,
di farsi un “label” tutto suo, acquistando la Phonag di Winterthur,
quella dei Toad e dei Brainticket,
che nel 2000 ha venduto ad acquirenti tedeschi.
DALL’ ALBUM DELLE FOTO

Peter (il terzo) con i Dire Straits …

i Genesis …

Elton John …

ed i Barclay James Harvest.
“AMO I JETHRO ALLA FOLLIA”
Vero che hai accettato l’ offerta Phonogram specialmente
perché fra i suoi artisti c’ erano i Jethro Tull?
«Verissimo, anche se questo non era l’ unico motivo!
Da sempre sono un fan sfegatato della band.
Grazie a Phonogram, ho potuto conoscerla, lavorare con lei,
con il mitico Ian Anderson in particolare.
Ricordi
– è la domanda che rivolge a me (ndr) –
lo “Special” per la Televisione della Svizzera Italiana,
con Ian che suonava il corno delle Alpi
negli spogliatoi dell’ Hallenstadion ?
“Special”, mi pare, coprodotto con “You Productions”,
agenzia da te creata,
con la quale nel tempo libero
organizzavi concerti e producevi programmi».

Io, Ian, Peter e Christoph Hürsch
della Televisione della Svizzera tedesca (SRF)
Qualche aneddoto?
«Concerne noi!
Quando uscì il singolo “Buona domenica” di Antonello Venditti,
andò subito a ruba pure in Svizzera,
ma Phonogram in magazzino non ne aveva molte copie.
Per non perdere l’ affare,
tantopiù che noi eravamo il trampolino di lancio
per l’ importante mercato della Germania,
dovetti darmi da fare
per reperire un grossista italiano
che provvedesse il più velocemente possibile ai rifornimenti.
Lo trovai, ma bisognava andargli incontro.
Affidai l’ incarico a te, vista la nostra amicizia.
Io, poi, in treno venni a Bellinzona a ritirare la merce.
Fu così possibile distribuire tempestivamente
i vinili ai negozi più gettonati. Un successo, grazie pure a te!».
Con il Ticino rapporto d’ amore …
«Sono sempre stato un fan del Ticino,
per l’ atmosfera, la lingua e tanto altro.
Quando ancora vivevo nella Svizzera tedesca,
appena possibile
trascorrevo con una certa regolarità alcuni giorni qui.
Poi ho acquistato un rustico a Gordola,
in seguito un appartamento a Muralto,
dove ho la residenza.
Torno comunque settimanalmente a Winterthur,
perché li ancora ci sono affetti e cose care,
tra cui la casa di famiglia.
Nella mia città ho realizzato bei progetti,
ad esempio ho creato le “Winterthurer Musikfestwochen”.
Continuerò ad amarla».
GLI ESORDI DEI KROKUS
Peter è pure stato fra i primi ad apprezzare i Krokus,
al cui lancio ha molto contribuito.
Leggi l’ articolo
“I Krokus”
La più recente “fatica”
“Sopra i tetti di Locarno”
Il film documenta lo scorrere del tempo da una prospettiva a volo d’uccello
prendendo come esempio Locarno, i cambiamenti nel corso dei decenni,
ma anche negli eventi quotidiani.
Un richiamo costante è il venerabile Grand Hotel Locarno,
abbandonato e in stato di degrado,
mentre le numerose gru indicano una vivace attività di costruzione.
Durata 55 minuti, in italiano
Produzione Imago Film Lugano Villi Hermann
Camera e montaggio Peter Frei
Musica e sound design Corry Knobel
Testo originale tedesco Urs Bühler
Adattamento in italiano Lorenzo Buccella
Testo letto da Max Zampetti
Come è stato realizzato il film
Sul pendio sopra Locarno ci sono innumerevoli case fino a Orselina.
Anch’ io vivo lì e dalla mia terrazza guardo Locarno/Muralto
fino alla stazione ferroviaria e al porto, ai tetti e alle strade.
E, naturalmente, attraverso il Lago Maggiore
dalle Bolle di Magadino a Cannobio in Italia.
Nell’ aria si possono sentire e vedere gli elicotteri ogni giorno.
Spesso si è affascinati da forme insolite delle nuvole o da stati d’ animo meteorologici.
Ma è stato solo durante il lockdown che mi è venuta l’ idea di filmare tutto questo.
L’ imprevisto si trasformò in una passione.
Nelle scene poco spettacolari della vita quotidiana,
c’ erano improvvisamente immagini insolite.
Così ho registrato con la telecamera per quattro anni dalla stessa prospettiva
e ho notato l’ influenza delle persone sull’ambiente circostante nel corso del tempo quotidiano.
Alla fine, ho messo in ordine l’ enorme flusso di immagini e le ho condensate in un’ ora.
Il Grand Hotel Locarno, il cui retro si trova proprio sotto la postazione della telecamera,
si è rivelato un colpo di fortuna.
La facciata inanimata e decadente è rimasta intatta
mentre tutt’ intorno si vedevano diversi canitieri.
Ma finalmente si è trovato un investitore che rinnoverà e salverà il Grand Hotel,
chiuso nel 2005.
Il film si conclude con i primi lavori di costruzione del Grand Hotel.
Inevitabilmente, si sentono i suoni solo da lontano, non ci sono dialoghi.
Per questo motivo, è stato creato un commento come secondo livello della traccia immagine.
Questo testo è stato scritto da Urs Bühler
sulla base della sua recensione di una versione grezza del film.
Per la versione italiana, Lorenzo Buccella ha adattato il testo tedesco.

