Ultimo aggiornamento 1 Maggio 2026
PRIMA CON DEMETRIO
POI BATTISTI
Sergio Poggi
me lo fece conoscere Gianni Dall’ Aglio.
Andammo da lui perché,
messa da parte la batteria,
era divenuto un apprezzato discografico.
L’ idea era di realizzare un album
con i Ribelli del dopo Demetrio Stratos,
ma non se ne fece niente,
non essendo interessata la casa di Sergio
a tale genere di produzioni.
Con il trascorrere del tempo
ci siamo persi di vista,
Graie a Facebook, però, alcuni anni fa,
mi fu possibile ristabilire i contatti.
Nel 2022 ci ha purtroppo lasciato,
vittima di un incidente stradale in Thailandia
mentre si trovava a bordo del suo motorino.
GLI ESORDI
«È con la band di Giorgio Giuliano, i Keens,
che ho esordito» mi raccontò.
«Abbiamo cominciato in tre,
Luigi Balladori, Franco Angarano,
chitarristi che facevano brani degli Shadows, ed io.
Poi arrivarono “Fico” Piazza, chitarrista pure lui,
ma costretto a passare al basso per rimanere nel gruppo,
Giorgio Giuliano, cantante, che anche procurava le serate,
e Demetrio Stratos, che abitava nella Casa dello studente,
dove andammo a trovarlo: impazzimmo.
sentendolo suonare il piano e cantare.
Era già un fuoriclasse a quei tempi,
bello, imponente, carismatico!»
Sei stato pure turnista …
«Sì, prima della Flora, Fauna e Cemento.
Con il bassista Damiano Dattoli.
Il mitico Gianmaria Berlendis ci convocò più volte
per fare turni in sala d’ incisione con cantanti famosi.
Ci univamo a un’ orchestra di, mediamente,
venticinque/trentacinque persone,
archi, viole, fiati, eccetera.
Il direttore ci dava le partiture,
e si suonava, tutti insieme. Grande libidine.
Con Dattoli ho altresì accompagnato in Europa
gente come la Pavone, Gian Pieretti e Robert Palmer».
Che tipo era Demetrio Stratos?
«Una meravigliosa persona, amava la musica,
non aveva malizia, non era venale, amava suonare.
Eravamo ragazzini, studenti, ci volevamo bene,
compravamo gli strumenti insieme,
ognuno mettendo a disposizione i propri risparmi.
Una volta vennero dei musicisti molto più bravi di noi,
in quanto professionisti, per rubarci Demetrio.
Lui disse loro: “Non lascerò mai il mio batterista!”
Veramente un grande amico, generoso».
Quale il genere dei Keens?
«Prima i classici italiani, Paoli, Bongusto, eccetera,
poi il rock and roll, i pezzi di gruppi
come i Them, gli Animals, i Kinks».

I Keens.
Il quarto a destra è Demetrio Stratos.
Perché Demetrio a un certo punto se ne andò?
«Era l’ estate 1965,
facemmo serate in tre posti diversi,
diventando bravissimi, visto che suonavamo tanto.
Avevamo, tra l’ altro,
un importante contratto ad Ischia,
ma dopo pochi giorni rimanemmo a piedi
perché volevano un’ orchestrina da ballo,
non dei rockettari.
Trovammo, fortunatamente,
un ingaggio al “Cambusa”,
posto di marinai e donnine.
Si suonava dalla sera alla mattina,
tanto che, quando non ne potevamo più,
ci scambiavamo gli strumenti
per tirare un po’ il fiato, io alle tastiere,
Demetrio alla batteria, eccetera.
Poi il contratto all’ “Intra’S Club” di Milano,
proprio mentre stava riprendendo la scuola.
Mio padre, di conseguenza,
sequestrò la batteria
e io fui costretto a mollare il gruppo.
Per la verità, speravo che tornassero a cercarmi,
ma non fu così,
ingaggiarono un altro batterista e,
poco dopo, la band si sciolse.
Demetrio fu reclutato dai Ribelli,
mentre “Fico” dai Quelli,
poi divenuti Premiata Forneria Marconi.
Il resto della storia lo sapete».
Altro Ribelle con cui hai avuto a che fare,
Gianni Dall’ Aglio …
«Ai tempi un modello per me,
andavo ai concerti di Adriano Celentano
per vederlo e ascoltarlo.
Un maestro, mi ha insegnato molto.
Nell’ lp dei Flora, Fauna e Cemento
abbiamo suonato insieme, due batterie.
Bellissimo!»

A proposito dei Ribelli,
oltre che con Stratos e Dall’ Aglio,
Poggi ha suonato
anche con il loro sassofonista,
Natale Massara.

Flora, Fauna e Cemento.
Il quarto a destra è Mario Lavezzi.
Il rapporto con Battisti?
«Buonissimo, vero amico.
Gruppo base di Lucio per i dischi era la PFM,
per i concerti la Formula Tre di Alberto Radius.
Ma pure noi della FFEC abbiamo suonato con e per lui,
aprendo spettacoli e in studio».


Cosa ricordi dello “special” per la RAI?
«C’ erano tutti quelli della Numero Uno,
noi, Pappalardo, i Dik Dik, la PFM e gli altri.
Si suonava “live”, ci fu persino una jam
con Lucio e quattro batteristi,
io, Tony Cicco della Formula Tre,
Franz Di Cioccio e Sergio Panno.
Gli artisti, poi, eseguirono alcuni loro pezzi.
Facemmo pure un coro, una cinquantina di persone.
Era il momento del flower power, si viveva nelle comuni.
L’ album della Flora, Fauna e Cemento
lo incidemmo in un cascinale in Brianza di Mogol.
Qui io scrissi “La nostra piccola canzone”,
brano che ebbe un certo successo.
Chissà perché il mio nome c’ è sullo spartito,
ma non su google».
IL VIDEO DI SERGIO
CON BATTISTI
Sei titolare, pure, di un’ etichetta
e uno studio di produzione …
«Con mio figlio.
Abbiamo l’ etichetta Billo Music ad Arcore,
Chill Out, Lounge, Relaxing Music, Ethnic Lounge, eccetera.
Adesso però è un momento di stanca,
per cui si lavora con la rete.
Quanto allo studio EXIT Recording,
ci lavoro specialmente con “Fico”
e il chitarrista Jean Merech,
conosciuto ai tempi di Battisti
e collaboratore di Angelo Branduardi,
nonché “spalla”, come cantautore, nei concerti,
anche di Lucio Dalla, Antonello Venditti,
Fiordaliso, Ron e persino Orietta Berti».
FLORA, FAUNA E CEMENTO
IN SINTESI
Band fondata nel 1970
da Mario Lavezzi, ex chitarrista dei Camaleonti,
e Damiano Dattoli, bassista che aveva lavorato,
precedentemente, con Lucio Battisti.
È proprio
con la Numero Uno di Battisti e Mogol
che i FF&C debuttano.
Titolo del brano: “Il ponte”, ossia
“Bridge over Troubled Water”
di Simon & Garfunkel.
Pure il retro, “Superstar”,
è una cover, del brano principale
del musical “Jesus Christ Superstar”.
Nello stesso anno Ciro Dammicco lascia
per fondare il Daniel Sentacruz Ensemble.
L’ anno successivo pure Dattoli si stacca dalla band
(in seguito fonderà i Data con Umberto Tozzi
e si dedicherà alla composizione scrivendo, tra le altre,
“Io vagabondo” per i Nomadi).
Lo sostituisce Bruno Longhi.
Il 1972 è l’ anno del maggior successo,
con “Mondo blu”, di Mogol e Battisti,
mentre il 1973 quello dell’ album “Rock”.
Nel 1974 i Flora, Fauna e Cemento
partecipano a Un disco per l’ estate
con “Congresso di filosofia”,
scritto da Dattoli.
Con loro Gianna Nannini,
che inciderà però solo questo 45 giri.
Nel 1975 entra nella band Sergio Conte,
ex tastierista dei Jumbo.
Lavezzi lascia la formazione per entrare nel Volo,
continuando però, per alcuni anni,
a produrre i Flora Fauna e Cemento.
Nel 1976 la band passa alla Fonit Cetra,
che pubblica “Visionario no”.
Dopo la pubblicazione, nel 1977 ,
di un altro sigolo, “Io sono mia”,
la band si scioglie.
I SINGOLI
Il ponte/Superstar
Un papavero/In America
Mondo blu/Fuori piove, riscaldami tu
La nostra piccola canzone/Forse domani
Congresso di filosofia/Stereotipati noi
Visionario no/L’orizzonte
Io sono mia/Mia dolce amante
ALBUM
Rock

SERGIO POGGI
DISCOGRAFICO
A&R DISCHI RICORDI
A&R Polygram / UNIVERSAL
A&R WARNER BROS. & WEA ITALY
A&R Promotion manager & General manager
FONIT CETRA

