Ultimo aggiornamento 5 Aprile 2026
LA PRIMA VOLTA
IN TICINO
Il loro primo concerto in Ticino lo organizzai io nel 1978,
a Bellinzona.

Edizione limitata,
400 copie in vinile verde lime numerate a mano.
Include anche una copertina
dell’ album formato LP firmata da Chris von Rohr,
Fernando von Arb, Freddy Steady, Jürg Naegeli
e Tommy Kiefer.
La band, che da poco aveva pubblicato il secondo album,
“To You All”, si esibì in un capannone di via Mirasole,
a pochi passi dal Bagno pubblico.

In concerto a Bellinzona.
Show che fece parlare più del previsto, poiché,
in seguito alle proteste di alcuni abitanti della zona
infastiditi dall’ elevato volume della musica,
intervenne la polizia.
«State esagerando, dovete interrompere lo spettacolo!»,
ci venne perentoriamente ordinato.

A trarci d’ impaccio fu il manager della band,
l’ indimenticato Heinz Meier della Free & Virgin Agency,
che, fingendo di armeggiare con i fader del banco regia
cui non era collegato alcunché,
riuscì a convincere i solerti ma sprovveduti agenti
che i decibel erano stati ridotti.


Uno dei miei articoli di lancio del concerto.
Fra quanti hanno creduto in Von Rohr e soci dagli inizi
e con loro hanno condiviso i primi successi c’ è Peter Frei,
in passato direttore di marketing della Phonogram,
che da anni vive a Muralto.
Ecco cosa racconta a proposito degli
INIZI
«Cominciamo col dire che la mia strada nel tempo
si è incrociata ben quattro volte con quella del gruppo.
La prima nel 1977,
quando arrivai alla Phonogram.
Era il momento dei Rumpelstilz,
che incidevano per la “Schnoutz Records”,
label fondato da Eric Merz, da noi distribuito
e per il quale avevano appena realizzato
un album i Krokus.
Con copertina, se non erro,
ad opera di Polo Hofer».
Poi “To You All” …
«Secondo lp, più rockeggiante rispetto al precedente.
Ci fece comprendere che la band,
gestita da Harry Sprenger,
il quale contemporaneamente,
con Heinz Meier della Free & Virgin Agency,
organizzava concerti, aveva un bel potenziale.
Si decise pertanto di cambiare label,
di sottoscrivere un contratto più importante.
Dalla “Schnoutz” i Krokus passarono alla Mercury,
contratto per tre album, prodotti in Inghilterra».
E con Harry Sprenger quale produttore…
«Visti l’ esperienza e i contatti che aveva all’ estero,
ci sembrò una buona idea. Il risultato fu “Pain Killer”,
inciso al Manor Studio di Shipton-on-Cherwell, Inghilterra,
che vendette discretamente in Svizzera, meno altrove.
La copertina con i ragazzi e le forbici non piacque,
fu considerata poco indovinata,
ecco perché in Germania i distributori ristamparono
il disco con una copertina diversa,
con la foto del gruppo».
Il disco fu parallelamente pubblicato negli Stati Uniti.
«Si, dalla Mercury,
con titolo e copertina differenti.
Nuovo titolo: “Pay It in Metal”.
Permise alla band di cominciare
a farsi apprezzare pure da quel mercato».
Dati i costi di produzione e le scarse vendite,
l’ allora direttore di Phonogram decise di gettare
la spugna, il successivo lp, ”Metal Rendez-vous”,
fu pertanto pubblicato da un’ altra etichetta.
«È così, uscì per Ariola.
Nonostante avessi tentato in ogni modo
di convincere Louis Spillmann,
che era alla Phonogram Germania
e sarebbe poi divenuto “boss” di quella svizzera,
di investire in nuove produzioni,
non ci fu niente da fare.
Spillmann permise ai Krokus
unicamente di intraprendere altre strade,
con altre etichette.
Mi diedi da fare con insistenza perché,
come detto, la band piaceva, al pubblico,
alla stampa, piacevano i concerti».

Peter Frei con i Krokus, il quinto, fra il batterista Freddy
Steady e il cantante Marc Storace.

Poco dopo ripubblicaste “Pain Killer”,
avendone i diritti.
«Pure in questo caso con copertina diversa,
quella con la fabbrica e il fumo.
Idem per quanto concerne il titolo,
anziché per “Pain Killer”,
optammo per “Pay It In Metal”».

Tornasti a lavorare con i Krokus
dopo essere passato alla Phonag.
«Sì, di quell’ etichetta presi in mano le redini.
Dopo aver attraversato un periodo di crisi,
la band venne da me con una nuova formazione
comprendente Fernando Von Arb
e il cantante Peter McTanner.
Per il mio label incise “Stampede”».

Altro periodo di crisi,
poi la band tornò da te con Marc Storace.
«Realizzammo “To Rock or Not to Be”, per il grande ritorno,
con le vecchie sonorità che l’ aveva portata al successo.
Fernando Von Arb per l’ occasione richiamò
alcuni membri storici, fatta eccezione per Chris Von Rohr.
Rientrò nella band pure il primo batterista,
Freddy Steady, reduce da esperienze con la Nannini.
Il disco vendette benissimo, fu molto apprezzato».

Altro capitolo Phonag, l’ lp “Round 13”.
«In questo disco Marc Storace
è sostituito dal britannico Carl Sentance.
Il resto della band è composto
da Von Arb e Chris Lauper alle chitarre,
Many Maurer al basso
e Peter Haas alla batteria,
che aveva già suonato in “Stampede”.
Dopo questo lp la band passò alla Warner Bros.
Il resto della storia lo conoscete».
GLI AC/DC SVIZZERI
I Krokus figurano fra i grandi divulgatori dello stile
AC/DC, tanto da essere accusati (da alcuni) di plagio,
sia per la musica che per la voce del front man.
Con il tour del 2019 e il “live” “Adios Amigos”
intendevano nuovamente congedarsi dal pubblico,
ma poi ci hanno ripensato e deciso di rimanere in attività.

Sono tornati nel Ticino il 12 luglio del 2024
come “spalla” degli Status Quo,
in piazza Grande a Locarno
nell’ ambito del festival “Moon And Stars”.
Oltre quindici milioni di dischi
finora venduti nel mondo.
Fra i tanti riconoscimenti collezionati,
il Premio record di diamante
per il milione di album solo in Svizzera.

