Ultimo aggiornamento 14 Luglio 2026
È con
RAGAZZINA RAGAZZINA
dei Nuovi Angeli, cover di “Mendocino”, del Sir Douglas Quintet, che si aprirà la puntata, all’ insegna dei favolosi ’60, di “Non ho l’ età”, in onda domenica su Radio Ticino dalle 13.00 alle 14:00.
Con “Ragazzina Ragazzina”, all’epoca inciso anche dal sempre pimpante Giuliano dei Notturni, vogliamo altresì ricordare un amico che ci ha lasciato da poco, Paki Canzi, cantante e tastierista della popolare band milanese.

Gli altri pezzi:
Adriano Celentano & Claudia Mori (“La coppia più bella del mondo”), Little Tony (“Cuore matto”), Al Bano (“Nel sole”), Rocky Roberts (“Stasera mi butto”), Nomadi (“Come potete giudicar”), Rokes (“Che colpa abbiamo noi”), Renato & I Profeti (“Ho difeso il mio amore”/”Gli occhi verdi dell’amore”), Gianni Morandi (“C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”), Enzo Jannacci (“Vengo anch’io, no tu no”), Giganti (“Una ragazza in due”), Dik Dik (“Senza luce”), Bee Gees (“Massachussets”/”Words”), Franco IV e Franco I (“Ho scritto t’amo sulla sabbia”).
STORIA DI UNO CHE CE L’HA FATTA
In settimana, con il fido Paolo Vandoni, ho fatto tappa, dopo tanto tempo, a Olona San Mamette (Como), dove vive Pierangelo Rudi, fra i massimi esperti italiani di Adriano Celentano. Obiettivo: scambio di riviste tipo “Giovani”, “Ciao Amici” e “Big”, nonché deliziarmi curiosando nel suo immenso e prezioso archivio, ricco di oltre 25.000 cimeli, tra cui vinili, copertine rare, foto, manifesti, gadget e memorabilia.

Pier ha altresì collaborato attivamente alla realizzazione di pubblicazioni e biografie su Celentano, l’ultima delle quali, in ordine di tempo, è l’elegante, imperdibile “Adriano, le origini del mito. La storia di uno che ce l’ha fatta”, scritto da Simone Pietro Pulinas. Edito da Ernyaldisko, ripercorre la carriera di Adriano Celentano tra il 1954 e il 1968, svelando retroscena, aneddoti e le tappe che hanno trasformato il “Molleggiato” in un’icona.
Alcuni anni fa, ad Ascona, con lui ho allestito una splendida mostra dedicata al nostro idolo, intitolata
“LE ROBE DI ADRIANO”. CLIC QUI!
Date un’ occhiata al servizio realizzato su incarico di “Ticinonline” per l’occasione: ci sono persino le famose braghe bicolori, che vennero presentate ufficialmente dal cantante e I Ribelli durante il Festival di Sanremo e pubblicizzate pure all’interno delle copertine apribili di numerosi 45 giri con etichetta Clan Celentano.
COME SCORDARLO?
Il 16 luglio del 1972, in un capannone a due passi dal Bagno pubblico di via Mirasole, a Bellinzona, si esibì uno dei più famosi chitarristi rock della storia: Rory Gallagher. Concerto organizzato con gli amici Renato Reichlin, Mario Del Don e Georges Frey, ai tempi proprietario di una boutique ad Ascona, per promuovere “Infomusic”, rivista musicale da noi ideata.

Con la doppiamente preziosa (perché autografata) copetrina del doppio “Live in Europe”. Quanto al concerto, avrebbe in un primo tempo dovuto tenersi ad Ascona; non ricordo i motivi per cui optammo invece per Bellinzona.
Dal “Giornale del Popolo” del 14 luglio 1972:
“Continua la serie di concerti pop organizzata da «Infomusic», il primo giornale musicale ticinese per giovani, in collaborazione con l’OSA.
Una volta tanto anche Bellinzona ospiterà un grosso nome della musica moderna: per i bellinzonesi, come è stato il caso del Balletto nazionale del Senegal (che nel maggio dell’anno prima aveva tenuto alcuni spettacoli al Kursaal di Locarno, ndr), si tratta di un’occasione più unica che rara.
L’ospite di turno è Rory Gallagher, un eccellente chitarrista il cui repertorio è del tutto particolare. Quella di Rory è una musica che può essere apprezzata anche dagli adulti. Gallagher ha inciso diversi LP e attualmente sta attraversando un periodo d’oro. Ovunque le sue esibizioni sono molto richieste.

Avevo conosciuto Rory tempo prima a Winterthur. Foto: eccomi con lui, l’ indimenticato bassista Stefano Cerri e (l’allora) mia fidanzatina Bruna.
Un tale musicista non richiede presentazioni speciali: il suo miglior biglietto da visita è costituito dai suoi stessi spettacoli, spettacoli veramente «Live» per dirla in gergo (!, ndr).
Rory Gallagher, il chitarrista magico (come lo hanno definito alcuni eminenti critici musicali) si esibirà nel già collaudatissimo capannone in via Mirasole, nei paraggi del nuovo bagno pubblico.
Ricordiamo che «Infomusic» e l’OSA hanno in programma altri spettacoli per i giovani del nostro Cantone. Prossimamente saranno di scena i Genesis, nonché i Savoy Brown (in realtà non fu possibile portare nel Ticino questi artisti, ai tempi gettonatissimi, ndr)”.
(…)
Aggiungo, a titolo di curiosità, che una paio di settimane dopo, il 30 luglio, sempre al capannone di via Mirasole si esibì un’altra magica band, gli Audience, fra le migliori progr band britanniche dell’epoca.
QUEL PEZZO CHE I POOH
CONTINUANO A SCHIFARE
Prosegue con successo il tour con cui i Pooh festeggiano il sessantesimo compleanno, intitolato “La nostra storia”.

Curiosità: fra i brani che Facchinetti e soci da sempre si rifiutano di eseguire in pubblico c’è “Bikini Beat”, loro secondo singolo. Nacque come jingle per un Carosello di una linea di rossetti. Fallito l’accordo con l’azienda produttrice, il batterista Valerio Negrini, fondatore del gruppo, ne riscrisse il testo. Il brano fu pubblicato nel maggio 1966 per la Vedette.
Il chitarrista Mario Goretti ha raccontato che “Bikini Beat” fu arrangiato in appena cinque minuti, in treno, mentre la band si stava recando allo studio di registrazione.
Essendo troppo commerciale, come detto, da subito i musicisti rinunciarono ad eseguirlo durante i concerti, specialmente nei locali romani, tra cui il celebre Piper.
Sul lato B del disco c’è “Quello che non sai”, più apprezzata cover di “Rag Doll” dei Four Seasons

Altra curiosità: Riccardo Fogli entrò a far parte dei Pooh in quel periodo, sostituendo il bassista Gilberto Faggioli; non cantò però nel brano, poiché le parti vocali vennero eseguite da Mauro Bertoli e Valerio Negrini.
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