Ultimo aggiornamento 31 Marzo 2026
UN RAGAZZO DI STRADA
Sarà Tonino Carotone con la cover di questo splendido pezzone dei Corvi ad aprire la puntata di domenica di “Non ho l’ età”, in onda su Radio Ticino dalle 13:00 alle 14:00. Vogliamo così ricordare il primo concerto che la storica beat band di Parma tenne in Svizzera cinquantanove anni fa di questi tempi.
Dall’ “Eco di Locarno” del primo aprile 1967:
“Questa sera, nel ritrovo beat al Ristorante Edelweiss a Muralto, sarà presente il noto complesso musicale italiano detto «I Corvi».
L’ Edelweiss, da un po’ di tempo a questa parte, si sta facendo fama quale luogo di riunione dei giovani del Locarnese. La presenza del quartetto «Corvi» – per la prima volta in Svizzera; difatti è diretto a Londra ed ha accettato una sosta nella nostra plaga – in questo ritrovo non mancherà di richiamare numerosi giovani beat anche dal resto del Cantone e dalla vicina Italia. I quattro giovani che hanno composto questo complesso, saliti alla ribalta della celebrità in soli sei mesi (tra l’ altro hanno registrato i dischi: «Datemi una lagrima per piangere» e «Sono un ragazzo di strada») si caratterizzano non soltanto con il loro particolare stile, ma anche per il corvo (vero, vivo e vegeto, naturalmente addomesticato) che si appoggia sempre durante le esibizioni dei suoi «colleghi zazzeruti» sulle loro spalle o appollaiato sulle loro chitarre”.
La band tornò nel Ticino, per la seconda e ultima volta, molto tempo dopo, nel 1983, per un concerto in piazza del Sole a Bellinzona nell’ ambito del festival “Feedback. Il ritorno della buona musica”.
CLAUDIO
Recentemente ci ha lasciato anche l’ ultimo dei Corvi, il batterista Claudio Benassi, che avevo conosciuto a Verona in occasione di un festival che la Televisione della Svizzera Italiana mi aveva incaricato di seguire.

Copertina del singolo e, a destra, con Claudio a “Verona Beat”.
Ci eravamo sentiti più volte, per parlare del libro che aveva da poco pubblicato, “Ragazzi di strada … I Corvi”, e con l’ intenzione, pure, di mettere in piedi un ritorno in Ticino. Per l’ occasione, Claudio mi inviò un suo scritto concernente la storia della band.

Copertina dell’ imperdibile libro scritto dal batterista.
Per chi non l’ avesse letto allora, lo ripubblico.
INCOSCIENTI E SQUATTRINATI
“Gli eventi socio-politici e culturali che hanno caratterizzato gli anni Sessanta hanno influenzato e modificato profondamente valori, aspirazioni e stili di vita. Sono gli anni dei Beatles e dei Rolling Stones.
Angelo Ravasini ed io suonavamo insieme (nei Gentlemen e, in seguito, negli Snakes, gruppi di Parma) già agli inizi del decennio, inevitabile quindi che l’ aria di rinnovamento affascinasse e motivasse pure noi. Sognavamo di vivere nuove esperienze musicali, viaggiare, trasferirci all’ estero, ma poi decidemmo di fondare un nuovo gruppo, i Corvi, con ‘Gimmi’ Ferrari e Fabrizio Levati.
Trampolino di lancio: il Torneo Rapallo Davoli, cui partecipammo nel maggio 1966.
Eravamo giovani, incoscienti, partimmo senza un soldo in tasca e malvestiti, autentici ‘ragazzi di strada’. Non avevamo famiglie ricche, che ci potessero supportare. Ciò nonostante, ci piazzammo secondi nella classifica finale. Sarà stato per la grinta, per i suoni fortemente accentuati nella ritmica e nell’ incisività delle chitarre, per la voce particolare e graffiante di Angelo – colpo di fortuna! – che ci avvicinò il direttore artistico dell’ Ariston, dicendoci: «Corvi, vi voglio!». Iniziò così la nostra straordinaria avventura.
L’ Ariston ci vestì e ‘sfamò’. Tentò inoltre di insegnarci ‘un po’ di buone maniere e comportamenti adeguati’, senza però, da questo punto di vista, ottenere grandi risultati. Ci propose di incidere ‘Un ragazzo di strada’, ‘I Ain’t No Miracle Worker’ dei Brogues, con cui partecipammo al Cantagiro del 1966. Accettammo, convinti che il pezzo sembrava fatto su misura per noi. Al Cantagiro ci piazzammo all’ ottavo posto, buon risultato per un gruppo esordiente.
‘Un ragazzo di strada’ divenne subito il marchio di fabbrica della formazione. È il brano del nostro repertorio maggiormente rimasto impresso nella memoria collettiva, unitamente all’ atteggiamento ribelle e anticonformista manifestato anche nell’ abbigliamento: camicie bianche, abiti neri, mantelle nere e rosse e l’ immancabile Corvo Alfredo appollaiato sul basso di ‘Gimmi’.
L’ immagine crepuscolare e i suoni cupi e distorti hanno indotto alcuni critici a definirci ‘il primo gruppo garage italiano’ e a considerare ‘Un ragazzo di strada’ il primo vero brano rock d’ Italia. Non per niente Vasco Rossi ha scelto di eseguirlo durante il concerto del 1° maggio 2009. Retro del disco, ‘Datemi una lacrima per piangere’, composto dai fratelli Salerno e caratterizzato da un’ introduzione di chitarra distorta, vera novità per quei tempi.
Nello stesso anno venne pubblicato un altro 45 giri, ‘Bang Bang’, cover del successo di Sonny & Cher, inciso anche dall’ Equipe 84, Dalida e tanti altri. La nostra interpretazione è però diversa, notevolmente indurita, scarna, anticipatrice di un certo suono ‘hard’.
Poco dopo, in autunno, uscì il primo LP, venduto con accluso il medaglione del corvo e contenente, oltre i pezzi già pubblicati come singoli, covers di brani di Donovan (‘Colori’ e ‘Voglio finirla’), di James Brown (‘Resterai’) e altri ancora. Vinile oggi molto quotato, vista anche la sua difficile reperibilità.

Il post su Facebook con cui Claudio, secondo da sinistra, mi ringraziò per questa pubblicità, di cui non conosceva l’ esistenza e che gli inviai poco prima che ci lasciasse.
Nel 1967 fu la volta di ‘Sospesa ad un filo’, che vinse l’ Oscar della canzone italiana. Distorsore e riverbero inacidiscono il suono in un inedito quadro psichedelico, anticipatore, con ‘Datemi una lacrima per piangere’, della psichedelia modello USA. Retro del 45 è ‘Luce’, sognante pezzo, dolce, quasi mistico.
Sempre nel 1967, incidemmo ‘Quando quell’ uomo ritornerà’ e ‘Si prega sempre quando è tardi’.
All’ inizio del 1968 l’ Ariston fece uscire ‘Che strano effetto’/‘C’e’ un uomo che piange’, tratti dall’ LP.
Decidemmo in seguito di passare dall’ Ariston alla Bluebell. Con la nuova etichetta pubblicammo ‘Bambolina’/‘Nemmeno una lacrima’ e, nello stesso anno, ‘Datemi un biglietto d’ aereo’ (‘The Letter’ dei Box Tops)/‘Questo è giusto’.
Nel 1969 altro cambio di etichetta, passammo alla RARE, per la quale incidemmo ‘Ama’/‘No bugie no’.
Poi – è il caso di quasi tutti i gruppi di quegli anni – la formazione, dopo l’ uscita di Fabrizio e ‘Gimmi’, subì diversi cambiamenti. Angelo ed io ci dividemmo e riunimmo più volte, finché, nel 1989, realizzammo l’ album ‘Hanno preso la Bastiglia’, che, oltre ai vecchi brani, ne include dei nuovi, come ‘Picasso’ e ‘Segni sulla pelle’.
Nel 1996, un CD intitolato ‘I Corvi – Il meglio’.
Nel 2000 ci lasciò Fabrizio, nel 2006 ‘Gimmi’, e, nel 2013, anche Angelo”.
Gli altri pezzi della puntata
Anche “Un angelo blu” dell’ Equipe 84, cover di “I Can’t Let Maggie Go” degli Honeybus, secondo brano in scaletta, non è stato scelto a caso: mettendolo in onda, festeggeremo infatti l’ ottantaduesimo compleanno dell ex leader della gloriosa band modenese, altro carissimo amico, Maurizio Vandelli.

A seguire:
Edoardo Bennato (“Sono solo canzonette”), Alex Britti (“L’ isola che non c’ è”), Lucio Dalla e Francesco De Gregori (“Banana Republic”), Ron (“I ragazzi italiani”), Gianni Togni (“Luna”), Sergio Caputo (“Un sabato italiano”), Gianni Morandi e Amii Stewart (“Grazie perché”), Ladri di biciclette (“Ladri di biciclette”), Rod Stewart (“Sailing”), Plastic Bertrand (“Ça plane pour moi”), Drupi (“Piccola e fragile”), Lemonheads (“Mrs Robinson”), Gotthard (“Mighty Quinn”).
“Non ho l’ età” può essere seguito pure televisivamente, sintonizzandovi sul Radio Ticino Channel.
SAPEVATE …
che Mal, per un po’ di tempo, oltre che cantante, è stato pontefice? Sì, ma solo per esigenze teatrali, vestire i panni di protagonista di “Anonymous”, commedia musicale scritta da Vincenzo Stornaiuolo e messa in scena al Teatro Tenda Mancini di Roma nella stagione 1986/87.

Sul set di “Storie” (RSI La1) con Rachele Bianchi Porro.
Quasi un’ Opera Disco, creata a New York e rappresentata per quattro settimane all’ Amas Repertory Theatre, storia di un povero parroco di campagna afflitto da una base spaziale che gli hanno costruito a ridosso della parrocchia e ancor più da una petulante sorella che lo segue dovunque e comunque.
“Anonymous” è stata la prima esperienza teatrale di Mal. Nonostante le critiche positive, lo spettacolo ebbe vita breve, a causa della chiusura del Mancini da parte del Comune di Roma.

Nei panni di un pontefice e quelli di “Teen Angel”.
Dieci anni dopo, altra e più gratificante esperienza teatrale per Mal, nel ruolo di Vince Fontaine nella celebre edizione italiana del musical “Grease”, prodotta dalla Compagnia della Rancia.
Lo spettacolo, con protagonisti Lorella Cuccarini (Sandy) e Giampiero Ingrassia (Danny), rimasto in cartellone con successo per ben tre anni, dal 1997 al 1999, ha rappresentato una pietra miliare dei musical italiani, per l’ alta qualità e aver lanciato questo genere teatrale in Italia in quel periodo.
Ricordo che i biglietti dello showcase che l’ ex Primitive ed i Paipers terranno presso la Sala multiuso di Arbedo mercoledì 15 aprile possono essere acquistati in prevendita.
Il numero:
0 78 / 338 09 11
Attivo dal mercoledì al venerdì dalle 14.00 alle 16.00.
MENO SIAMO, MEGLIO STIAMO
“Qui ‘Renz’Arbore’, che l’ 8 aprile torna in televisione in prima serata su Rai5, alle 21:20, rivisitando un programma che è stato un club straordinario, con molti amici che sono venuti a trovarmi e molti contributi eccezionali. Ecco perché fu ‘Speciale per me, ovvero: meno siamo, meglio stiamo’”.

È con queste poche righe che lo showman napoletano lancia la replica, impreziosita da commenti e inediti retroscena, delle puntate di show del 2005 con il meglio dello spettacolo del passato, alternato a spazi dedicati a comicità, musica ed interviste agli ospiti.
IL SITO
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Alla prossima … siateci!

