Ultimo aggiornamento 18 Febbraio 2026
QUELL’ INTERVISTA
PIUTTOSTO …
MOVIMENTATA
Se c’ è una cantante che a pieno titolo merita l’ appellativo
di “rockstar”, quella è Loredana Bertè. Le interviste con lei
– l’ ho incontrata più volte e, negli anni Novanta,
fatta esibire in piazza del Sole a Bellinzona nell’ ambito
di “Feedback” – sono sempre state piuttosto … movimentate,
ma stimolanti e piacevolissime. Si, perché dietro la maschera
dell’ artista eccentrica e provocatoria si nasconde una
donna intelligente, sensibile, schietta, poco disposta
ai compromessi, generosa.
Quando ancora la RSI era RTSI, un sabato pomeriggio
dovetti raggiungere di corsa gli studi di Zurigo della “Fera”,
la Fiera dell’ elettronica, per intervistarla.
I colleghi dissero che si trattava di una coproduzione con RAI Uno,
precisando che non sarei stato in immagine e, quindi,
di non preoccuparmi della tenuta.
Giunto nella città della Limmat,
mi trovai invece in una specie di arena,
seduto su uno sgabello con l’ imprevedibile e splendida
“Lori” di fianco e mezzo migliaio di fans di fronte.
Il mio “look”? T-shirt imbarazzante, carnagione pallida,
insomma, non proprio da conduttore di un programma
importante!

Le domande che posi dovetti improvvisarle, poiché il tempo per prepararle,
ripeto,
non c’ era stato. Loredana però, fortunatamente, dimostrò di apprezzarle,
al punto che
(quando si parlò delle sue innegabili qualità pure come “top model”),
a sorpresa, mi stampò un graditissimo e indimenticabile
bacione sulla guancia.
Della band con la quale si esibì, aggiungo a titolo di curiosità,
facevano parte l’ immancabile Aida Cooper e Mario Lavezzi.

I PRIMI INCONTRI
I nostri primi incontri in televisione risalgono agli anni Ottanta.
Ricordo, fra i tanti, quella volta in cui dovetti raggiungerla in camerino
e darmi da fare per convincerla a tornare nello studio che,
per motivi ancora oggi non chiari,
aveva improvvisamente deciso di abbandonare
(si stava realizzando una puntata, a lei dedicata, di “Musicmag”).
Fu in quell’ occasione che divenimmo amici.
Al punto che, poco tempo dopo, ospite della Televisione della Svizzera Tedesca,
chiese ai produttori dello show di cui era protagonista
di reclutarmi come intervistatore.

Foto di Massimo Pacciorini-Job
MELIDE
Altro indelebile ricordo, l’ incontro del 2001 alla “Romantica” di Melide
in occasione del lancio dell’ etichetta “B & G Entertainment”
dell’ imprenditore ed ex marito di Anna Oxa Behgjet Pacolli:
un gala con trecento invitati.
Originariamente l’ etichetta era stata creata per la cantante albanese,
ma poi il divorzio mandò in fumo il progetto.
Così Pacolli, con al fianco nell’ impresa l’ex marito della Oxa, Gianni Belleno,
batterista dei New Trolls, aveva deciso di puntare su Loredana.
Ma la serata non andò come previsto.
“Lori” si presentò con parecchie ore di ritardo, attorno a mezzanotte,
in stato di grande tensione nervosa.

Ad accoglierla il sottoscritto,
che da poco aveva abbandonato la festa per raggiungere,
nei posteggi, camerawoman e fonico
intenti a godersi una sigaretta.
Dopo i saluti e lo scambio di qualche parola al microfono,
l’ artista di punta della “B & G Entertainment” si avviò, inviperita,
verso l’ entrata della “Romantica”,
luogo in cui, avvertiti da un cameriere,
si fiondarono a loro volta l’ organizzatore della serata,
parte dei suoi ospiti, giornalisti e fotografi.
La scena: insulti e sconnesse frasi a ripetizione all’ indirizzo
dell’ imbarazzatissimo direttore dell’ etichetta
– probabilmente per motivi di lavoro -,
il quale, dopo diversi minuti e con non poca fatica,
riuscì a convincerla ad entrare nel locale
dove tanti altri invitati la stavano attendendo.
FEEDBACK
Pure io, comunque, in un’ occasione
dovetti sudare parecchio per colpa di “Lori”.
Fu nel 1994, quando la ingaggiai per “Feedback”,
festival da me organizzato in piazza del Sole a Bellinzona
per diversi anni.

Con Aida Cooper.
Quella volta fece i capricci perché disturbata dalla presenza delle telecamere
della Televisione della Svizzera Italiana, e questo nonostante il contratto
d’ ingaggio prevedesse tale clausola.
A sbrogliare il bandolo della mattasa provarono in tanti,
fra cui Maurizio Vandelli.
L’ unico che ci riuscì fu il prezioso amico Renato Reichlin … con offerte,
lo dico scherzosamente, “stile padrino”, cioè che non si potevano rifiutare.
Concerto la cui riuscita fu festeggiata da lei con i “soliti” baci ed abbracci
(ai piedi del palco).

