Ultimo aggiornamento 26 Febbraio 2026
GIULIANO DICE CHE …
Mi ha telefonato Giuliano Cederle,
ossia Giuliano dei Notturni: piacevolissima chiacchierata,
della quale ho approfittato per soddisfare alcune curiosità.
All’ amico veneto ho chiesto, per cominciare,
chi o cosa ispirò il nome della band.
«Difficile trovare un nome in quel periodo,
visto che i gruppi beat pullulavano.
Lo scegliemmo sfogliando il vocabolario.
Ci piacque anche perché ci esibivamo sempre di sera,
quindi di notte».
Come nacque la band?
«Con alcuni amici vicentini partecipai
un concorso a Milano presentato da Pippo Baudo
e che durò una settimana.
Vincemmo, imponendoci su centosessanta gruppi.
Questo ci diede la possibilità di realizzare un provino per la Ri-Fi.
Avevo pezzi miei, però decisi di coverizzare
’50 Tears For Every Kiss’ di Cliff Richard,
in italiano ‘Oggi sono tanto triste’,
che avrebbe dovuto essere
la facciata A del nostro primo disco.
Nel frattempo però in America uscì ‘Simon Says’,
successone internazionale che la casa discografica milanese,
della quale ai tempi facevano parte, fra i tanti, Mina, Fausto Leali,
Iva Zanicchi, Fred Bongusto e I Giganti, preferì dare a me,
anche perché avevo vinto ben cinque puntate di ‘Settevoci’
(seguitissimo programma RAI, ndr).
Ne riscrissi il testo rendendolo più semplice e simpatico.
La fortuna del brano furono il titolo e,
specialmente, questo passaggio:
‘Adesso mi divertirò un po’ con te
Con un bel gioco che ti piacerà
Simone dice che è molto semplice
E lui queste cose le sa
Butta in aria le mani
E poi lasciale andar
Muovile ancora con me
Un po’ di quà e un po’ di là’
Sì, perché non solo fece (e continua a far) ballare
un eterogeneo pubblico,
pure piacque moltissimo ai bambini,
per cui venne gettonato
anche nelle scuole materne di mezza Italia».

Giuliano con la copertina dell’ album
in posa per i lettori del Blog.
Altro ricordato brano, “Ragazzina ragazzina”,
“Mendocino” del “Sir Douglas Quintet”,
inciso anche dai “Nuovi Angeli”.
Chi la spuntò?
«Noi vendemmo molto di più.
Lo confermano le classifiche di allora.
Quanto ai “Nuovi Angeli”, fu, quello,
il primo loro singolo
ad avere veramente successo».

Il 24 agosto 1968 Giuliano e band
parteciparono a una diretta da Ascona
del gettonatissimo programma
“Radio 2-4”
della Radio della Svizzera Italiana.
Come avete vissuto la notorietà?
«Vi arrivammo senza aver fatto nessun genere di gavetta.
Giornate grandiose, con la gente che ci correva dietro,
chiedeva autografi
e non ci lasciava mangiare quando eravamo al ristorante.
Non eravamo abituati ad affrontare certe situazioni e,
sebbene il “Ballo di Simone'”fosse in vetta alla hit parade,
chiedevamo a nostra volta gli autografi
ai grandi cantanti del momento.
Nel tempo mi è capitato di incontrare Vasco Rossi,
Eros Ramazzotti, Zucchero, Simone Cristicchi,
e ognuno di loro mi ha detto:
“Sapessi quante volte ho suonato
‘Il Ballo di Simone!?'”».


Durante le riprese di uno “speciale”
per la TSI dedicato al festival “Feedback”.
Perché vi scioglieste?
«Per una questione di soldi.
La Ri-Fi pagava poco, la televisione pure,
e noi dovevamo dividere in sei.
Avendo vinto più volte a ‘Settevoci’,
il programma di Pippo Baudo, la casa discografica
scelse di puntare solo su di me.
Quanto alla band, non si rimise più insieme
perché ognuno trovò un lavoro sicuro.
In quegli anni, poi, ci fu l’ avvento
dei cantautori come De Gregori, Venditti e Dalla:
tanti altri gruppi scomparvero».

Nel 1969 intraprendesti la carriera solista
adottando, quale nome d’ arte,
“Giuliano dei Notturni”.
L’ anno dopo incidesti “Il ballo dei fiori“,
“One Night Stand” di Lee Hazlewood,
cui fecero seguito
“Il gioco della mela” nel 1971
e “Caccia alla volpe” nel 1972,
entrambi firmati da Vecchioni.

Stampa spagnola.

«Vecchioni, con cui collaboravo,
mi propose inizialmente di incidere “Donna felicità”,
pezzone poi lanciato dai “Nuovi Angeli”,
ma io preferii optare per “Il gioco della mela”.
Dopo aver partecipato al Festivalbar con “Il ballo dei fiori”,
scritta da Mogol, dovetti assolvere il servizio militare,
ecco perché non mi fu più possibile
partecipare a trasmissioni o tenere concerti.
Essendo diplomato, andai a lavorare in banca,
continuando comunque a fare seratine nei locali
e a partecipare a spettacoli televisivi».
“IL BALLO DI SIMONE”
fu lanciato a livello internazionale dai 1910 Fruitgum Co.,
fra gli esponenti più ricordati
della cosiddetta “bubble gum music”,
la “musica da masticare”.

Stampa spagnola.
“Giuliano e I Notturni“ lo riincisero nell’ aprile del 1968.
Nell’ estate dello stesso anno entrambe le versioni
entrarono nella classifica dei 45 giri più venduti:
“Il Ballo di Simone” si piazzò al quarto posto,
dando filo da torcere alla versione originale,
diventando con il tempo brano cult degli anni ’60
e tra i più suonati e cantati
nella storia della musica italiana.
Al successo del disco di Giuliano contribuì la facciata B,
che, come detto, inizialmente avrebbe dovuto essere la A:
“Oggi sono tanto triste”, lentone “da mattonella”
scritto da Gian Pieretti e Beppe Cardile liberamente
ispirato a “50 Tears For Every Kiss” di Cliff Richard.
Altri singoli incisi da Giuliano:
“Vieni coi giovani”/“Un’ ora di lei” (Ri-Fi) e *Tu sei sempre mia”
(come Giuliano e Pupo dei Notturni, scritta con Cristiano
Malgioglio, DURIUM).
Per quanto concerne l’ album,
è stato ristampato su CD dalla On Sale Music.
LE FIGURINE

Panini e Quaderni Edis.

