Ultimo aggiornamento 2 Marzo 2026
L’ AMICO RITROVATO
Con immenso piacere
ho telefonicamente ritrovato un amico di cui avevo un po’ perso le tracce,
Tony Cicco, batterista della Formula Tre, gruppo pupillo di Battisti.
L’ idea è di portarlo nel Ticino per uno showcase appena possibile.

Ecco intanto cosa mi ha raccontato.
LA FORMULA TRE E BATTISTI
Alberto Radius, purtroppo, non c’ é più.
Hai ancora contatti con il tastierista Gabriele Lorenzi?
«Di tanto in tanto. Ricorderai, dopo la Formula,
è passato al prog rock con il Volo di Lavezzi,
Dall’ Aglio e soci e ha collaborato, fra i tanti artisti,
con Demis Roussos.
Strade molto diverse, le nostre».
E Battisti?
«Poco prima della sua scomparsa ci incontrammo
casualmente all’ aeroporto di Linate.
Fu una festa, ci scambiammo aneddoti e barzellette.
Tantissimi, visto che con lui la Formula Tre
ha collaborato per quattro anni e mezzo,
sia incidendo dischi sia tenendo concerti, una ventina,
gli unici della sua carriera.
È pure stato nostro produttore e ci ha regalato tanti bei pezzi.
Da non credere: stavamo, quella volta,
partecipando a un programma televisivo
dedicato proprio a Lucio!».
Quale, fra i brani da lui composti,
quello che ti è particolarmente caro?
«Senz’ altro “Eppur mi son scordato di te”,
che lui non ha mai voluto incidere.
O meglio, lo incise, in inglese, ma, chissà perchè,
non fu mai pubblicato».

Tony Cicco, Lucio Battisti e Alberto Radius.
La nuova band?
«Eccezionale, come la Formula, chitarrista e tastierista meravigliosi!
Durante lo spettacolo, intitolato, come il libro che ho scritto con
la millenial e aspirante scrittrice Federica,
“Siamo tutti figli di Battisti” racconto la mia storia e ripropongo,
ovviamente, diversi brani di Lucio,
però li interpreto, non scimmiotto, come fanno altri».
Cicco, famiglia di artisti …
«Mia moglie è l’ attrice Carla Salerno, i figli, Eleonora e Manuel,
stanno facendosi apprezzare sia in rete che alla tv.
Sono orgoglioso di loro».
“QUESTO FOLLE SENTIMENTO”
«Lo riinciso per inserirlo nell’ album “50 In musica. Live” e adesso,
con altri storici brani, lo porto in tour con il nuovo trio.
L’ aneddoto: era il 1969, debuttavamo al mitico “Paips” di Milano
dopo un mese di prove all’ “Altromondo” di Rimini.
Nel pubblico c’ era Lucio, che, nell’ intervallo
– allora facevamo due uscite, ognuna di quarantacinque minuti –
ci raggiunse nel camerino per farci i complimenti per la performance.
Il nostro era veramente un sound particolare!».
IL VIDEO DI “QUESTO FOLLE SENTIMENTO”
Battisti l’ avevi però conosciuto prima.
«Si, a Sanremo, quando suonavo con Checco Marsella dei Giganti.
Cantava “Un’ avventura”. Facemmo amicizia durante le prove».
Eppoi, la Formula Tre …
«Nel 1970. Venne ad ascoltarci al Paip’s di Corso Europa a Milano,
locale in stile texano dove si mangiavano buone bistecche.
Facevamo il nostro rock, praticamente una jam session, un suono all’ avanguardia,
quando ancora non c’ era il progressive.
Arrivò in cerca di talenti per l’ etichetta discografica da lui fondata con Mogol,
la Numero Uno, e ci prese subito.
Ci fece ascoltare un brano con la chitarra che ci piacque all’ istante,
era “Questo folle sentimento”.

Il giorno dopo firmammo il contratto, quindi andammo in studio,
a Milano, e incidemmo il pezzo.
C’ è pure lui nei cori, seppure un po’ camuffato.
Mara Maionchi, che all’ epoca lavorava per la Numero Uno come addetta stampa,
riuscì ad assicurarci la sigla finale del “Festivalbar”
(popolare concorso canoro, ndr), e questo contribuì al lancio del disco,
il primo in cui canto, ecco perché vi sono affezionato.
Battisti era proprio un mago, tutto quello che toccava si trasformava in oro!
Non amava molto esibirsi dal vivo,
alla fine comunque riuscimmo a fare due splendide tournées,
nel 1970 e nel 1971, divertendoci tanto».
Retro del singolo: “Avevo una bambola”.
«Propose di inciderlo Gabriele Lorenzi, il tastierista.
In precedenza, prima di unirsi a noi,
lo eseguiva dal vivo con i Samurai.
Cover di “Games People Play” di Joe South,
testo italiano di Mogol».
I singoli della Numero Uno


Gli album della Numero Uno
TONY STORY
Ai più distratti ricordo che è stato, ed è tuttora, il cantante della Formula Tre, band che,
come detto, ha accompagnato Lucio Battisti in occasione dei pochi concerti
tenuti in giro per l’ Italia nel corso della sua carriera.
Diplomato al conservatorio di Napoli, inizia suonando come batterista in vari complessi;
nel 1968 si aggrega a Le Cose dell’ Altro Mondo,
gruppo messo in piedi da Checco Marsella dopo il primo scioglimento dei Giganti.

Nel 1969 fonda la Formula Tre insieme al chitarrista Alberto Radius
e al tastierista Gabriele Lorenzi.
A questo periodo risale l’ incontro con Lucio Battisti,
per la cui etichetta incidono “Questo folle sentimento”
e innumerevoli altri gettonati pezzi.
Con Battisti, inoltre, tengono una ventina di concerti,
gli unici della sua carriera.

Gabriele Lorenzi, Alberto Radius, Lucio Battisti e Tony Cicco.
Dopo lo scioglimento della Formula 3, dal ’73 al ’90, con il nome Cico,
inaugura la carriera di solista pubblicando, nel 1974, il suo primo 45 giri,
“Se mi vuoi”.
Seguono quattro album.
Nel 1977 lancia i Fantasy, con i quali pubblica per la EMI Italiana l’ lp “Uno”.
Sul finire degli anni Settanta viene reclutato da Pino Daniele
in qualità di percussionista e tastierista per realizzare il secondo album del collega,
“Pino Daniele”.
Collabora poi con Fabio Frizzi per la realizzazione della colonna sonora del cult movie
“Zombi 2” diretto da Lucio Fulci.
Nel 1984 fonda un altro gruppo, i Forza Tre, con il quale incide un Q-disc.
Con il suo vero nome, Antonio Cicco,
collabora, negli anni Ottanta, con Mario Castelnuovo
Nel 1993 con Alberto Radius rimette insieme la Formula Tre.
Nel 2021 realizza il cd “50 in musica” e il videoclip di “Questo folle sentimento”
con Videoradio Channel.
“Siamo tutti figli di Battisti” (Arcana), come detto, è il titolo di un libro
e dello spettacolo che sta portando in tour.
LA PRIMA VOLTA
che il trio – Alberto Radius alla chitarra, Gabriele Lorenzi alle tastiere e Tony alla batteria – venne nel Ticino fu nel marzo del 1970,
per uno spettacolo alla “Taverna” di Ascona, cui, non ricordo per quale motivo,
a malincuore non potei assistere
(dovetti accontentarmi della pubblicazione di un mio articoletto di lancio della serata
sul “Giornale del Popolo”).

La Formula Tre con Battisti. A destra, la copertina del primo,
gettonatissimo singolo per l’ etichetta Numero Uno.
Il tanto atteso incontro con la band (ancora quella originale) avvenne molto tempo dopo,
a Bellinzona, nel 1990, anno in cui la reclutai per una delle prime edizioni di “Feedback”,
festival da me organizzato per un decennio in una piazza del Sole.
“ESTERREFATTO”
Tony, da poco hai pubblicato un nuovo brano, “Esterrefatto”.

«Le riprese del clip sono state effettuate sul lago di Bracciano (a nord di Roma, ndr),
una delle località più assiduamente frequentate da Lucio Battisti,
che abbiamo in questo modo voluto omaggiare.
Lago di Bracciano dove, tra l’ altro, ha composto “Windsurf Windsurf”,
dedicato allo sport acquatico da lui tanto amato, il Windsurf appunto».
Quanto al nuovo pezzo:
«È un inno alla pace, ma anche un inno di speranza dedicato all’ amore:
l’ unico sentimento che merita di vincere, sempre,
nonostante l’ uomo continui a ricadere nella trappola della guerra,
dimostrando di non aver imparato nulla dagli errori commessi in passato».
ALBERTO RADIUS
Fra gli amici musicisti scomparsi che ricordo con particolare affetto e stima c’ è Alberto Radius,
leader della band, nonché ambito chitarrista e produttore discografico.
La prima volta che lo incontrai fu nel marzo del 1978, a Lugano,
dove all’ epoca spesso veniva.

Ne approfittai per realizzare un’ intervista, pubblicata da “Illustrazione Ticinese”,
nel corso della quale si parlò, tra l’ altro, dell’ album “Carta straccia”,
inciso in qualità di solista.
Ai tempi dei “Quelli”. Alberto è il primo a sinistra.
Sulle ceneri di questo gruppo, ricorderete,
è in seguito sorta la sempre attiva Premiata Forneria Marconi.
DOPO LA FORMULA TRE
Primi anni Settanta: nel trio si manifestano tendenze autonomiste, ognuno va per conto suo, Radius realizza il primo album «solo».
Poi il cambio di scuderia. Il chitarrista lascia la «Numero Uno» per passare alla CBS,
che pubblica «Che cosa sei».
Pace ed Avogadro, autori dei testi:
«Il prodotto che presentiamo al pubblico non appartiene né all’ arte né alla cultura,
è semplicemente una testimonianza del nostro tempo così come lo è stata negli anni Sessanta,
e sarebbe una mistificazione negarlo, Orietta Berti.
Noi non siamo né migliori né peggiori di lei,
la differenza tra noi e la Berti sta solo nei valori e nei bisogni che la realtà e le lotte sociali hanno progressivamente trasfigurato».
IL VOLO
Prima di intraprendere la carriera di solista Alberto Radius vive un’ ennesima interessante esperienza (assai breve) con Il Volo,
di cui fanno parte Gianni Dall’ Aglio (batterista dei risorti Ribelli), Bob Callero (basso),
Vince Tempera (tastiere), Mario Lavezzi (chitarre) e Gabriele Lorenzi (tastiere).
Il Volo realizza due LPs: «Il Volo» ed «Essere o non essere?».
Radius ricorda con particolare piacere questa avventura.
«Peccato che ci siamo sciolti: il fatto è che ci mancavano i soldi».
A “FEEDBACK”
Nel tempo, ho avuto il piacere di più volte ritrovare e lavorare con Alberto, sia per interviste che per concerti.
In particolare ricordo gli spettacoli, proposti nell’ ambito di “Feedback”, edizioni del 1989 e del 1990, rispettivamente con i Cantautores e La Formula Tre.

Nella foto (di Massimo Pacciorini-Job), i Cantautores
(prove a Giubiasco per “Feedback”):
Flaviano Cuffari, Ricky Gianco, Stefano Previsti, Gian Pieretti,
Bernardo Lanzetti (ex cantante della PFM) e Alberto.

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focalizzata su rock e pop italiano degli anni ’60 e ’70,
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