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PUNTATA (VIDEO) 28 DICEMBRE

Ultimo aggiornamento 25 Dicembre 2025

BUONE FESTE! 

PUNTATA (VIDEO) 28 DICEMBRE
Io come festeggerò? Con il panettone alle albicocche senza lattosio della Famiglia Fieschi. Lo producono ad Altamura, in Puglia. Scusate se è poco!

IL BEAT COS’ È

La cultura beat? Ne parlerà, in gennaio, presso l’ Aula Magna della scuola elementare di Chiasso, nel corso di quattro lezioni, per iniziativa di Uni 3, il giornalista, ricercatore e critico musicale Alessandro Zanoli, che per anni ha seguito la scena musicale ticinese e internazionale, scrivendo per “Azione”, collaborando con Rete Due RSI e con alcune riviste specialistiche del settore.

«Nel XX secolo, – scrive – il boom economico che ha caratterizzato i decenni seguenti il secondo dopoguerra ha portato con sé non soltanto un miglioramento generalizzato delle condizioni di vita della popolazione nel mondo occidentale, ma anche una profonda trasformazione del suo costume e della sua vita culturale. In particolare, la gioventù dell’ epoca ha potuto godere senza alcun dubbio di una maggiore disponibilità finanziaria ed è diventata un vero motore della crescita in vari campi dell’ attività economica e mediatica».

«In questa serie di incontri – prosegue – vorrei ripercorrere lo straordinario decennio che va sotto il nome di “Roaring Sixties”, cioè i “Ruggenti anni Sessanta”, segnati dal massiccio irrompere della cultura giovanile nel contesto generale della letteratura, del teatro, della moda e, in particolar modo, della musica. Cercherò di delineare le motivazioni economiche e sociali che hanno dato il via a quel particolare periodo storico, l’ evoluzione che ha interessato dapprima il mondo anglosassone per poi diffondersi in tutto il globo. Arriverò infine ad osservare il modo in cui quegli anni sono stati vissuti nel nostro cantone, che pure nella sua piccola realtà ha sicuramente dato un suo contributo alla consacrazione della cultura “beat”».

PUNTATA (VIDEO) 28 DICEMBRE

Gli incontri, durante i quali «si ascolterà un sacco di musica …», saranno curati dal giornalista, ricercatore e critico musicale Alessandro Zanoli, che per anni ha seguito la scena musicale ticinese e internazionale, scrivendo per “Azione”, collaborando con Rete Due RSI e con alcune riviste specialistiche del settore.

IL PROGRAMMA

7 gennaio: Beat anni 60: Prima parte: La “Beat Generation”, da Allen Ginsberg ai Beatles.

14 gennaio: Beat anni 60: Seconda parte: Teddy Boys, Rockers, Mods, Hippies: molti modi di essere giovani negli anni ’60.

21 gennaio: Beat anni 60: Terza parte: La cultura “beat” e il Canton Ticino. A colloquio con Giorgio Fieschi.

28 gennaio: Beat anni 60: Quarta parte: Essere “beat” da professionisti: I Night Birds. Piccola storia di un sogno musicale. A colloquio con Mario Del Don.

PER NON ADDORMENTARSI SUL DIVANO

Come ogni anno, durante le feste, televisivamente parlando, poca fantasia e molte (noiose) repliche. Prevalentemente, film e sceneggiati (visti e rivisti) a base di Babbi Natale e coppie innamorate.

Fa eccezione il Nove, con un ciclo di “Speciali musicali”, una selezione di  documentari in prima tv che raccontano la storia di artisti iconici.

Fino al 13 gennaio, ogni sabato in prima serata, i retroscena della carriera dei più grandi artisti degli Anni ’80.

Partiti il 9 dicembre con una serata dedicata al re del pop, “Michael Jackson – L’uomo allo specchio”, si proseguirà, sabato, alle 21:25, con “George Michael – Dentro lo scandalo”, che ripercorre la straordinaria vita del cantante attraverso storie e aneddoti dei colleghi musicisti, senza tralasciare gli scandali che hanno accompagnato la sua vita fuori dagli schemi.

L ’ultimo dell’anno, 31 dicembre alle 21:25, sarà la volta di “A Kind of Magic – Queen in concerto”.

Chiuderà il ciclo “Whitney Houston – Una voce dal cielo”, il 13 gennaio alle 21:25, che ricostruisce la carriera e la vita della celebre cantante statunitense.

Altro imperdibile documentario,

“Enzo Jannacci: vengo anch’ io”,

su Rai3, il 2 gennaio alle 21:20.

Nel film, di Giorgio Verdelli, ci si immerge, a bordo di un vecchio tram, in una Milano quasi senza tempo per restituire, grazie ad uno straordinario materiale di repertorio, spesso inedito, e a prestigiose testimonianze di amici e colleghi, un ritratto di quello che Paolo Conteha definito: “Il più grande cantautore italiano”. La sua spiccata sensibilità, artistica e umana, si è tradotta negli anni in una costante invenzione linguistica e musicale che gli ha permesso di muoversi con maestria tra canzone d’autore e cabaret, rock’n’roll e jazz, teatro e cinema.

PUNTATA (VIDEO) 28 DICEMBRE
A sinistra: da Chiasso per “Il Quotidiano” (TSI). Quella sera sudammo parecchio, poiché Enzo si fece attendere fino all’ ultimo minuto. Come non bastasse, pretese, prima della diretta, di farsi un panino. Comunque, splendidi, indimenticabili momenti!    

Grazie a un sapiente uso del montaggio, è lo stesso Jannacci il narratore. I momenti topici, le collaborazioni con l’amico Giorgio Gaber, con Dario Fo, l’ incontro con Cochi & Renato, ma anche le avventure sui palchi, teatri, cantine e quella vocazione di medico che forse gli sarebbe piaciuto seguire di più, vengono raccontate in prima persona, recuperando le sue parole da un’ intervista finora inedita, rilasciata nel 2005 allo stesso Giorgio Verdelli.

Tanti i compagni di viaggio che impreziosiscono la narrazione con aneddoti non conosciuti: da Diego Abatantuono a Cochi Ponzoni, Massimo Boldi e Nino Frassica passando per i racconti di colleghi comePaolo Conte, Roberto Vecchioni e Paolo Rossi. Nel film anche la straordinaria testimonianza di Vasco Rossi. E ancora, l’ omaggio affettuoso di J-Ax, i ricordi di Claudio Bisio, Dori Ghezzi, Dalia Gaberscik, Paolo Tomelleri, Gino & Michele, del fotografo Guido Harari, del suo regista abituale Ranuccio Sodi e diFabio Treves ma anche gli attestati di profonda stima di Francesco Gabbani, Valerio Lundini ed Elio. 

Il racconto più intimo e struggente è quello che del figlio Paolo davanti al pianoforte del padre. Paolo ha collaborato attivamente al film realizzando anche una bellissima versione strumentale di “Vengo Anch’io” e una di “Lettera da lontano” e ha messo a disposizione l’ archivio personale.

IL BLUES DI PAT

Dal 23 gennaio sarà nei negozi il nuovo album di Pat Laemmle, “Born With The Blues”, il primo da solista. Leader dei Blueschargers, il chitarrista è fra i più convinti ed apprezzati bluesmen svizzeri.

PUNTATA (VIDEO) 28 DICEMBRE
Il musicista di Pfäffikon con la sua band e la copertina del nuovo album.

Nel disco, inciso al Soundfarm Studio del produttore Marco Jencarelli (ex Philipp Fankhauser), Pat esplora tutte le sfumature che rendono il buon vecchio blues classico di Chicago così poliedrico e senza tempo. E non sorprende che ad accompagnarlo siano virtuosi come Richard Spooner e Andy Tolmann, entrambi musicisti di Fankhauser, il rappresentante elvetico per eccellenza del blues classico (o di classe?).

LA SSR E LA MUSICA SVIZZERA

Per un po’ di tempo, eccezionalmente, nella settimanale Newsletter tratterò anche temi non puramente musicali, e questo perché è in gioco il futuro di un’ azienda che mi ha dato da lavorare per quasi cinquant’ anni e continuo ad amare seppure non sempre condivida le sue scelte: la RSI.

Questa settimana, però, spazio dedicato proprio alla musica.

ll sostegno della SSR

A proposito di musica svizzera: importanti cifre dimostrano quanto la musica prodotta in casa sia presente, in diverse forme, nell’ offerta del servizio pubblico.

Per quanto concerne la RSI, nel 2024 ha realizzato e promosso oltre 150 produzioni musicali radiofoniche, ossia:

38 concerti per la serie “Showcase” e “MusicaViva” trasmessi in diretta (il 50% dei quali con artisti di casa), concerti dell’ Orchestra della Svizzera italiana, eventi sul territorio, tra cui il “Festival di cultura e musica jazz” Chiasso, “Warriors Weekend”, “Blues to Bop” e le Settimane musicali di Ascona.

In media, il 22% della musica trasmessa sulle tre reti è svizzera, ciò vuol dire che 1 brano su 5 è svizzero.

PUNTATA (VIDEO) 28 DICEMBRE
A destra, l’ imperdibile libro di Stefan Künzli sui pionieri del rock nazionale.

 

Ogni rete, inoltre, vanta una trasmissione specializzata concernente la  musica svizzera: “Confederation Music“ (Rete Uno), con le novità più interessanti del panorama musicale nazionale, “Il concerto” (Rete Due), con protagonisti autori ed esecutori svizzeri; “Local Heroes” (Rete Due), spazio dedicato ai musicisti emergenti della Svizzera italiana.

Su RSI Musica (sito e canale YouTube) ogni giorno vengono messi in onda  interviste, approfondimenti e recensioni: oltre 40mila, mediamente, le visite  mensili.

Eppoi c’ è “MX3”, portale creato dalla SSR per consentire a solisti e gruppi di casa di farsi conoscere pubblicando e condividendo, gratuitamente, la musica che produce: in 35mila ad approfittarne!

Più di 10mila i brani messi in vetrina da “MX3” e trasmessi da aleno una della 40 stazioni radio affiliate (pubbliche e private).

Grazie a “MX3”, inoltre, è possibile partecipare a concorsi organizzati da  istituzioni come la Demotap Clinic di m4music, il Gurtenfestival e Label Suisse.

Ecco, in sintesi, un altro motivo per cui votare NO l’ 8 marzo.

A proposito del libro di Künzli …

Come e quando la Svizzera è stata colpita dal virus del rock?

Rock che, a quei tempi, era la musica della protesta, il suono forte e sfrenato di giovani che si ribellavano alla generazione dei genitori, al mondo borghese.

La Svizzera conservatrice reagì con un violento rifiuto e totale incomprensione nei confronti dei musicisti dai capelli lunghi e con edonistiche richieste di rinascita.

Ma questo misto di rock ‘n’ roll, beat e blues pure da noi non potè essere fermato da niente e nessuno: la musica prevalse e continua a prevalere, unendo i giovani.

E ancora: chi è stato il primo musicista rock svizzero? Come si chiamava la prima rock band svizzera? Quale il primo disco di rock nazionale? Chi ha inventato il rock dialettale?

Le risposte a queste e altre intriganti domande nel libro di Künzli, “Schweizer Rock Pioniere” (ZYTGLOGGE), in cui ampio spazio è concesso alla scena rock della Svizzera Italiana di quegli anni.

Fra gli intervistati, il sottoscritto (definito dal giorbalista di Aarau “il Papa del rock ticinese” …), al quale è stato chiesto di ricordare i principali gruppi del Sopra e Sotto Ceneri, come ad esempio, i Nightbirds ed i Gong ed eventi, tra cui quelli organizzati dall’ agenzia YOU Productions.

IL SITO

Ribadisco l’ invito a curiosare nel sito: ci sono aggiornamenti e novità che potrebbero interessarvi, specialmente nel BLOG.

Per i contenuti delle puntate:
“CLIC” SU “NON HO L’ ETÀ” (“I BRANI”)
Per sfogliare le pagine del BLOG:
ATTENDERE LA SCRITTA “EVERYTHING IS LOADED”
Per sfogliare le pagine della GALLERY e leggere le diciture:
“CLIC” SULLE FOTO

Alla prossima … siateci!

 

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