Ultimo aggiornamento 8 Luglio 2025
LUGANO (QUASI) COME SANREMO
Per alcuni anni a Lugano si svolse un festival canoro che vide sfilare sul palco del Kursaal artisti come Giorgio Gaber, Gino Paoli, Al Bano, Caterina Caselli, i Nomadi, Little Tony e Lucio Dalla e, fra i presentatori, nientepopodimeno che il mitico Mike Bongiorno.
A ricordarmelo, un amico del quale ho parlato tempo fa, Marino Regina, bassista del gruppo di Gianni Morandi durante il servizio militare, nonché apprezzato musicista da night durante il periodo d’ oro delle sale da ballo, che da decenni abita a Gordevio, in Valle Maggia.

Marino Regina con un libro, di recente pubblicazione, dedicato al periodo trascorso in caserma con Gianni Morandi

Il bassista (a sinistra nella prima foto) in caserma e durante un concerto
Di lui avevo perso le tracce, ma recentemente ho avuto il piacere di ritrovarlo: ottima occasione per parlare dell’ unico disco inciso in qualità di solista, come pure dei New Impression, band con la quale, nel 1972, partecipò al citato festival.
C’ ERA ANCHE MIKE
Dapprima, però, per i più curiosi, la cronaca – articolo del “Giornale del Popolo”, a firma “L. N.” – di quella che, probabilmente, fu l’ ultima edizione della rassegna.
L’ industria discografica attraversa una crisi dovuta principalmente ai temi banali ed alla preferenza per canzoni che parlano dello strazio dell’ anima e dell’ amore contrastato, contenuti ormai logori e che non trovano più rispondenza nel pubblico dei giovani, ai quali l’ offerta del disco dovrebbe dirigersi.
Tuttavia lo spettacolo musicale, al quale la televisione apporta un notevole contributo, richiama sempre numerosi appassionati di questo genere ed il pubblico accorre, entusiasticamente.

Mike Bongiorno presenta l’ anonimo cantante napoletano Roberto
Una conferma s’ è avuta venerdì sera alla Rassegna della Canzone “Città di Lugano”, giunta ormai alla settima edizione e che, malgrado la recente parata musicale di “Un disco per l’ estate” di Saint Vincent e la concomitanza del “Cantagiro” che in questi giorni percorre le strade d’ Italia, ha fatto accorrere notevole pubblico di giovani e non più giovani. Il teatro ha così registrato il tutto esaurito, come non capita spesso di vedere. I vari fans hanno sfidato il caldo dell’ ambiente pur di poter vedere da vicino, in carne ed ossa, i loro beniamini della canzone.
Quest’ anno, seguendo quello che un po’ è l’ indirizzo generale di altre manifestazioni similari, non vi è stata competizione, come in un primo tempo era stato annunciato, ed è stata soppressa qualsiasi premiazione e giuria. La motivazione di una siffatta decisione, nel senso di rifiuto dei concorrenti di accettare il carattere di concorso, non ha convinto. Comunque sia, dopo questa premessa il presentatore di lusso della televisione italiana, Mike Bongiorno, al suo primo debutto, come ha tenuto a precisare, davanti alle telecamere della televisione svizzera, nonché nel video a colori, con la “verve” che egli possiede ha introdotto i vari cantanti, non senza aver prima rivolto al pubblico le raccomandazioni d’ uso per assicurare una ripresa televisiva come si deve, spiegando che per esigenze di programma, lo spettacolo sarebbe stato teletrasmesso sui teleschermi in due serate. Mike Bongiorno è apparso in ottima forma, anche se ha fatto qualche gaffe che volentieri gli perdoniamo, come quando, diretto all’ orchestra, ha affermato che molti dei suoi componenti all’ epoca del maestro Angelini hanno assistito al suo debutto in televisione, dimenticando però che aveva avanti a sé orchestrali svizzeri. Egli ha saputo mettere a loro agio i diversi concorrenti che per la prima volta calcavano una passerella.
Le canzoni in programma sono state venti ed è da notare che la loro diffusione, tranne qualche eccezione come per quella cantata da Tony Renis, non avveniva in play bek (sic!), cosa d’ uso comune ormai, ma in diretta. Alcune di esse avevano concorso alla rassegna “Un disco per l’ estate” non ottenendo, per quei misteri che a volte non è difficile spiegare, alcun piazzamento. È il caso della canzone “Mister Amore” del pittore-cantante Tony Dallara, tradotta in cinque lingue per il successo che all’ estero sta ottenendo. La melodia richiama lo stile “folk”, come pure lo hanno richiamato le canzoni “Storia di due amici” di Rosalino (in seguito Ron, ndr) e “Ci sono giorni strani” cantata da Anna Identici. Il complesso “I Nomadi“ ha confermato il successo avuto a Saint Vincent con la bella canzone “Io vagabondo”, una delle poche che si stacca dal livello provinciale della canzone italiana per potere competere con altre melodie internazionali.
Altre canzoni erano nuove e sono state presentate da cantanti o complessi alle prime armi. È questo il caso della giovanissima Vanessa Colli, un’ italo-canadese, che ha affrontato il viaggio in aereo per potere partecipare alla manifestazione luganese. Se il successo è ancora lontano da venire, ha avuto però la consolazione di una coppa che il neonato Ente del Turismo le ha donato come premio per l’ interesse dimostrato. E poiché l’ occasione era buona per far sentire anche la propria presenza, il detto Ente ha largheggiato nella distribuzione di coppe a Nilla Pizzi e a Tony Renis, con motivazioni varie.
Tra le giovani promesse va segnalata la voce di Fabrizia Vannucci, che ha cantato una nostalgica “Mi spezzi il cuore”, e che richiama il timbro di Patty Pravo, nonché quella di Giovanna, giunta da Viareggio alla guida di una poderosa moto, che dicono essere il suo hobby. Nilla Pizzi, festeggiatissima, ha cantato un motivo di tipico sapore melodico, scritto da un emigrato italiano all’ estero e che la critica aveva premiato. Lucio Dalla ha mantenuto il suo solito collaudato cliché con il recitativo-cantato “Sulla rotta di Cristoforo Colombo”, ma il risultato non è stato quello atteso, forse per un calo di forma, anche se questa volta non è giunto a Lugano a… piedi (non chiaro il senso della battuta, ndr).
In complesso uno spettacolo ancora vivo e sentito, che l’ organizzatore sig. Lino Luceri farà bene a continuare a tenere in futuro così come lo è stato per le edizioni precedenti.
I NEW IMPRESSION
Come detto, anche Marino Regina partecipò alla serata, con i New Impression, ma – chissà per quale motivo – nessun giornale (fatta eccezione per “La Notte” di Milano) spese qualche riga per la band. Pensare che, per l’ occasione, fu persino inciso un (poco ricordato) disco, “Povero in canna” (etichetta Las Vegas), con cui, tempo dopo, il quartetto prese parte anche al Torneo della canzone di Pesaro.

Scarpettini è il primo da sinistra, Regina il terzo
Band interessante, i New Impression, poiché capitanata dall’ indimenticato Pino Scarpettini, fondatore dei Trolls, divenuti poi New Trolls.
Tre in totale i singoli pubblicati, molto diversi tra loro. Il primo con un brano dalle sonorità simili a quelle di De Scalzi e soci sul retro, il secondo, quello con Marino Regina, più commerciale, mentre il terzo, l’ unico con il nome italiano Nuova Impressione, è il più progressivo dell’ intera produzione.
Scarpettini successivamente inaugurò l’ agenzia musicale Clou e si unì ai Fiori di Parsifal (prog rock) e gli Omelet.

Tornando a Regina, a suo attivo ha anche un singolo “tris”, con tre brani, moda lanciata da Adriano Celentano: “Piangerai”/“Per una volta ancora”/“Ma domani sera …” (New Star Records). Inciso, con il nome d’ arte Marino Re, prima del militare e con cui sognava di divenire, come Gianni Morandi, cantante.
Ma le cose andarono diversamente.
«Dopo il militare, – racconta – non rividi più Morandi. Lasciai perdere la carriera di cantante solista per dedicarmi alle sale da ballo. Rimasi a Milano fino a ventotto anni, poi venni in Svizzera. In Italia era il periodo dell’ austerity: il governo, per affrontare le conseguenze della crisi petrolifera del 1973, come altri governi europei, aveva adottato misure di austerità volte alla riduzione forzata dei consumi energetici, per cui o si facevano le crociere, o battevi i night, in tutti e due i casi con miserabili compensi. Decisi pertanto, con il trio, di cambiare giro, venire in Svizzera, dove si guadagnava molto di più».
E il Ticino?
«Dopo aver messo su famiglia. Prima abitammo a Losone, poi ci trasferimmo a Gordevio. Per alcuni anni suonai, fra i tanti locali, alla Casa Rustica dei fratelli Glaus, all’ Happyville di Ascona, al Nibbio, alla Canva e all’ Europa Notte di Lugano, poi lasciai la musica per intraprendere l’ attività di rappresentante per la pasta De Cecco. Anche perché ci fu l’ avvento dei cosiddetti “musicisti playback”, dotati di strumenti in grado di fare tutto da soli: per i musicisti da ballo che suonavano dal vivo, la fine».
L’ INAFFONDABILE BOBBY
“Arriva la fine del mondo” è il titolo del nuovo singolo dell’ inaffondabile Bobby Solo.

Con Bobby a “Feedback” 1992
“Il brano – si legge in un comunicato stampa – “unisce il groove inconfondibile del great American blues a uno stile narrativo unico, capace di far riflettere e sorridere allo stesso tempo. Bobby Solo vi fonde ironia, leggerezza e una profondità tutta da scoprire e lo fa con quell’ eleganza, quel disincanto e quell’ energia che, da sempre, lo contraddistinguono. Il brano è disponibile su tutte le piattaforme digitali. La produzione artistica reca la firma di Michele Schembri, che ha saputo esaltare la voce e il carisma senza tempo dell’ artista, costruendo un sound moderno, tuttavia radicato nella tradizione blues più autentica. Scritto da Bobby Solo, Antonio e Sabatino Salvato, il brano è distribuito da Virgin Music Group per AMA Urban Music”.
A mio giudizio, “Arriva la fine del mondo” non è granché, in passato il cantante ha sfornato dischi più stuzzicanti, ma di sicuro merita maggiore attenzione di certi prodotti al momento in classifica.
QUANDO TONI E “RUTHLI” FINIRONO IN POLIZIA
Scrive l’ amico Toni Vescoli nella sua mensile Newsletter:
“Primo giugno speciale, quello di sessant’ anni fa: la mia band, Les Sauterelles, da orchestra da ballo, con nell’ organico pure una donna, si trasformò in boy band, all’ epoca chiamata beat band. Il bassista e cantante Freddy Mangili prese il posto di mia sorella Vera e del suo amico Otto Ritschard. Fu un salto nel vuoto, perché non avevamo mai potuto provare con Freddy prima, ci eravamo limitati a scambiarci liste di repertorio e armonie.
Per un mese intero suonammo al “Bagatelle” di Zurigo; prove nel pomeriggio e concerto di quattro ore la sera.

Nel 1973 la band ha riinciso “Hong Kong”, sempre per EMI Svizzera
Questa registrazione amatoriale di “Hongkong”, pezzo da me composto, fu effettuata verso la fine del mese, prima di entrare in studio per incidere il primo singolo della band.
ASCOLTA IL PROVINO DI “HONG KONG
Questo, invece, il
VIDEO (SRF, 1967)
Sempre in quel giugno del 1965, – continua Toni – quasi ogni sera, un’ attraente ragazza ci seguiva attentamente dal fondo del locale in cui suonavamo, ma, prima che potessi rivolgerle la parola, scompariva. Rividi la “misteriosa bellezza” poco tempo dopo, il primo luglio, quando Les Sauterelles si trasferirono al beat bar “International”, aperto da poco.

“Ruthli” e Toni
Il resto è storia, e mi ha cambiato la vita in modo radicale. Senza particolari sforzi da parte mia, sono diventato uomo di famiglia da un giorno all’ altro.
Con quella che oggi è mia moglie Ruth, in quel periodo finii pure in polizia, per verifiche. Volevano sapere chi fossimo e cosa facessimo: scoprirono che la Bella e la Bestia vivevano insieme. Che tempi! Questo e molto altro, potete leggerlo nel libro che ho scritto, “Mache Was I Will“ (Faccio quel che voglio)”.
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Alla prossima … siateci!
Giorgio

