Ultimo aggiornamento 17 Marzo 2026
QUASI DI CASA
NEL TICINO
Seguo gli Status Quo da quando ero bambino,
dai tempi in cui nella band
militava pure un organista,
Roy Lynes.
Il primo pezzo di cui m’ innamorai
fu “Pictures of Matchstick Men”,
ispirato ai cosiddetti matchstick men
(“uomini fiammifero”)
dipinti dal pittore inglese
Laurence Stephen Lowry.

Nel tempo ho rivisto la band più volte.
Fra gli incontri che ricordo con particolare piacere
c’ è quello del 1979 a Zurigo
in occasione del lancio dell’ album
“Whatever You Want”.

A destra, la copertina del singolo.

Con Francis Rossi a Zurigo.

e a “Moon and Stars” Locarno.
Per quanto concerne la Svizzera italiana,
ci siamo rivisti nel 2008 a “Moon And Stars”
e nel 2013 a Cevio, al Vallemaggia Magic Blues.
In ambedue i casi realizzai divertentissimi servizi
per “Il Quotidiano” della TSI.
Continuo ad amare i Quo,
oggi guidati da un unico membro originale,
il simpaticissimo Francis Rossi,
meno il loro repertorio più recente,
caratterizzato da un rock un tantino annacquato.
Comunque ancora una splendida band,
specialmente dal vivo.
LA PRIMA VOLTA
Il primo concerto ticinese lo organizzò,
il 4 agosto del 1973
sul prato antistante le scuole di Ascona,
la King Larry, o meglio l’ indimenticata Susy Stauss.
Era da poco stato pubblicato
il mitico album “Piledriver”.
“Spalla” della band: il gallese Deke Leonard,
precedentemente con i Man e gli Iceberg.
Indimenticabile serata!

“Eco di Locarno” del 7 agosto 1973
“Applausi per lo Status Quo”
“Esiste un pubblico ‘pop’,
o forse è più esatto dire che esiste di fatto
un pubblico che si è avvicinato a questo genere musicale,
esiste in forma viva e concreta,
anche se dal punto di vista numerico
non è quello registrato
in altre manifestazioni di questo genere,
qui in Europa, senza parlare dell’ America.
La presenza dei 1800 giovani,
convenuti sul piazzale delle scuole di Ascona,
è, però, tutt’ altro che trascurabile,
anzi per il nostro Cantone è addirittura un primato.
Bisogna sottolineare a questo punto che sabato sera,
sul magnifico prato dell’ arena,
al concerto degli ‘Status Quo’,
abbiamo notato la presenza di pubblico straniero:
tedeschi, olandesi, francesi e addirittura svedesi;
crediamo d’ essere nel giusto quindi,
se affermiamo che manifestazioni di questo genere
in futuro vanno favorite,
vincendo tutte le remore
che le hanno fino ad ora ostacolate,
questo perché un concerto come quello di sabato
va al di là del fatto in sé stesso,
risultando una sicura presa turistica
sul pubblico giovane.
Quando, alle 21:15,
Lancaster, Parfitt, Coghlan e Rossi sono comparsi,
il pubblico ha dato in una vera e propria ovazione;
i quattro Status Quo si sono esibiti per più di un’ ora,
interpretando i motivi di ‘Piledriver’,
il 33 giri di loro maggior successo attualmente.
Un rock, il loro, eseguito in maniera dura,
diremmo violenta, fraseggi ad alto volume
che non hanno mancato di entusiasmare
il pubblico giovane,
ma che non ha proprio soddisfatto una minoranza,
forse un tantino più esigente.
Manifestazione, tutto sommato, riuscita,
anche se l’ impianto voce
non è risultato perfettamente efficiente,
tanto da costringere i ‘Deke Leonard Iceberg’
(che alle 20:00 circa hanno aperto il programma)
a modificare sensibilmente il loro repertorio,
offrendo al pubblico
motivi di buona fattura e orchestrazione,
anche se un po’ lunghi, forse troppo”.
La band avrebbe dovuto fare ritorno nel Ticino
nel marzo del 1978,
tenere un concerto a Mezzovico,
ma non se ne fece niente.
Perché?
Continua a leggere.
“Giornale del Popolo” del 4 marzo 1978
“Ci dice il segretario generale
della Good News Mucky Stammler:
‘Era nostra intenzione
accontentare già questo mese
i numerosi amici ticinesi.
Per questo, tramite un organizzatore luganese
(Blanditi di Lugano, ndr),
avevamo combinato un concerto
con gli Status Quo in Ticino.
Purtroppo però il Palazzetto di Mezzovico
non è più agibile
e l’ organizzatore non è riuscito
a trovare un’ altra sede adatta.
Peccato, perché sono sicuro che i Quo
avrebbero richiamato molto pubblico
anche dalla vicina Italia’”.

